Un anno fa

Milton Keynes, 25 marzo 2013

Un anno fa arrivavo con la mia macchinina stracarica, e accompagnato da quella che doveva aprire un blog sull’Inghilterra e invece ancora niente, nel profondo delle terre di mezzo inglesi, e trovavamo una piacevole settimana primaverile — prima del diluvio e del freddo che non sarebbe terminato prima di giugno.

Un sacco di cose sono successe nel frattempo, tra cui mille buoni propositi in pausa di riflessione, un dottorato in via di sviluppo, la mia carriera da rock star che non mi decido a iniziare, e tante altre cose.

Un anno fa mi lamentavo di quanto facesse freddo, e in effetti freddo ne fa parecchio, ma in un anno mi sono acclimatato e ho imparato ad indossare quattro strati, tra cui un maglione, uno di quelli grossi che in Alto Adige ti guardano e ti dicono mona.

Ho imparato anche alcune cose sugli inglesi, non tutte lusinghiere, e sull’Inghilterra, neanche queste proprio tutte brillanti, ma ci sono quei due o tre aspetti positivi che uno fa finta di niente sul resto. Insomma, se pensate di emigrare in Inghilterra perché volete scappare dall’Italia e sapete solo l’inglese, forse potreste voler considerare l’idea di imparare un’altra lingua.

Tra una settimana entrerò ufficialmente nel secondo anno di dottorato, che dicono sia quello divertente perché si fanno finalmente le cose. Poi inizia l’annus horribilis in cui bisogna scrivere la tesi, finire in tempo, e cercare lavoro. Il mio piano è di cominciare a scrivere la tesi tra qualche mese in modo da finire più in tempo possibile, anche perché dopo non è che mi pagano e, a meno di trovare un modo per diventare schifosamente ricco facendo niente, bisogna pure sopravvivere. Conto di trovare il modo per diventare schifosamente ricco, comunque.

Insomma altri due anni nel vuoto pneumatico. Come dicono da queste parti: hurrah!

Epic Election Journey 2013

Qualcuno lo sapeva, qualcuno no. Il 21 febbraio ho preso la mia macchinina e ho guidato fino in Italia e ritorno per votare e portare su la batteria. Siccome mi annoiavo, mi sono filmato.

Immagine anteprima YouTube

Niente paura: è Safe For Work. E i sottotitoli in inglese arriveranno, però se qualcuno li vuole fare al posto mio, io non dico mica di no.

Del silenzio pre-elettorale, again

Il post intitolato “Del silenzio pre-elettorale” l’avevo già fatto e, tra l’altro, rileggendolo, ho pensato che forse dovrei rileggere l’intero archivio da capo e sfoltire un po’.

Comunque.

Qualcuno lo sa già, qualcuno no: sono sceso in Italia dall’Isola con la mia macchinina per votare. Sono anche indietro con svariate cose, tipo il post settimanale e le lezioni di programmazione, ma in questo momento sto impastando la pizza e quindi mi scuserete se… eh.

Però per farmi perdonare vi sto preparando una sorpresina interessante che posterò nonappena pronta.

Intenzioni di voto

Non ce la faccio.

Avrei voluto fare un post lunghissimo e ampiamente argomentato su Grillo e sul M5S, tipo quello che avevo fatto l’altra volta, solo meglio e meno ingenuo, perché è successo che sono passati cinque anni e non è cambiato niente, anzi no, le cose sono notevolmente peggiorate. Però non riesco a non pensarci e, dato che ho altre cose da fare che non riesco a fare se prima non espello questo pensiero, tanto vale che mi ci metta e poi non ci pensi più.

Beppe Grillo sfoggia la sua fine dialetticaBreve riassunto: Beppe Grillo, un comico genovese di discreto successo che fece a suo tempo un’infelice battuta che, a detta sua, gli costò l’esilio dalla televisione italiana, intravede il malcontento popolare e la sfiducia nella vita pubblica del Paese, e raccoglie attorno a sé un movimento popolare di cittadini che vogliono che le cose cambino. Attraverso una serie di prese di posizione più o meno legittime, tra cui quelle sul nucleare e le energie rinnovabili, la Biowashball [1], i costi di ricarica dei cellulari prepagati, le scie chimiche e il signoraggio, raccoglie sempre più consenso e i suoi accoliti iniziano ad organizzarsi in spontanei meetup in cui discutono svariati temi. A questo punto lui tira insieme un manifesto di massima — sulla cui ragionevolezza ci sarebbe molto da dire ma vabbè — e inizia a conferire il bollino di qualità (le cinque stelle, marchio registrato) alle liste civiche che rispettano i requisiti del manifesto e ne sottoscrivono le proposte, di fatto trasformando i meetup in un vero e proprio partito politico [2] a livello locale e nazionale.

Il MoVimento 5 Stelle (sic) nasce e cresce nella rete Internet, indicata da Grillo come unico mezzo di comunicazione che permette vera democrazia e trasparenza [3] nella gestione della Cosa Pubblica. Grillo stesso usa il suo già seguitissimo blog [4] attraverso il quale simpatizzanti e attivisti si (contro)informano e costruiscono l’estetica e la retorica del partito, quella fatta di nomignoli grotteschi e imbarazzanti giochi di parole che non so se somigliano più alla retorica dei comunicati delle BR o alla tradizione fascista ma vabbè, fine del riassunto.

Democrazia

A me questa parola sta molto a cuore, e sta anche spesso sulla bocca di Grillo e degli attivisti. Peccato che quelli che hanno idea del suo significato siano veramente in pochi. Democrazia, dal greco δῆμος (popolo) e κράτος (potere), significa la ricerca di modi per cui il popolo possa governare sé stesso. Ci sono due tipi di democrazia: la democrazia diretta prevede la partecipazione attiva di tutti i cittadini alle discussioni relative al governo di una città o di un Paese; la democrazia indiretta prevede la scelta, da parte dei cittadini, di alcuni loro pari che li rappresenteranno nelle discussioni relative al governo di una città o di un Paese. La caratteristica fondamentale della democrazia è la partecipazione di una pluralità di voci ad una certa discussione. Tutte le voci devono essere ascoltate, tutte le idee devono essere considerate e discusse, e alla fine si deve prendere una decisione che accontenti la maggioranza.

Ora, c’è bisogno di una premessa, anche se volevo evitare di fare premesse questa volta ma tant’è. Beppe Grillo è di fatto il leader carismatico e il portavoce unico del partito. Nonostante molte delle proposte siano una sintesi delle lamentele dei cittadini, lui le ha sintetizzate, lui le ha legittimate col bollino di qualità, lui le ha portate nelle piazze e quindi all’attenzione pubblica, quindi è lui la faccia del movimento, è lui che ce l’ha messa. Poi ha messo una serie di paletti, scelta del tutto legittima, tipo che non si va in TV perché ci sono sempre i soliti vecchi personaggi che cercano di inserirti nel discorso comune (ma la TV funziona più che altro così), e che se non sei d’accordo quella è la porta, che risulta nei casi Favia e Salsi. Questi due si sono macchiati non solo del reato di essere andati in televisione, ma addirittura di aver osato criticare la linea del partito, e purtroppo non sono nemmeno gli unici due casi. Poi, con grande sfoggio della coerenza che l’ha contraddistinto per tutta la sua carriera, torna in TV.

Ora, se mi venite a dire che nel PDL non c’è democrazia, penso che non siamo molto distanti dalla verità [5], ma siccome la retorica grillina [6] identifica il PD come omologo del PDL [7] e quindi sostiene che nemmeno nel PD ci sia democrazia, voglio dire una cosa.

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Qualche tempo fa si sono concluse le ultime primarie per decidere il candidato premier del PD alle prossime politiche. Abbiamo assistito ad una competizione notevole tra i vari candidati. Sapevamo più o meno tutti che Bersani aveva le chance migliori, ma Renzi [8] gli ha dato filo da torcere. C’è stato uno scontro di opinioni, si è dibattuto, la gente ha seguito e ha votato [9]. Alla fine il candidato premier è Bersani ed è successa una cosa: gli altri potenziali candidati sono andati da lui, hanno parlato, hanno convenuto una linea e un programma soddisfacente per tutti, e sono tutti rientrati al loro posto per il bene del partito. Questo non è un compromesso indegno, non è un inciucio vergognoso, questo è come funziona la democrazia, per definizione.

Non dovrei sprecare caratteri parlando delle imbarazzanti “Parlamentarie” dei grillini, una cosa troppo imbarazzante perfino per renderne conto, sia nelle modalità di esecuzione che nella stragrande maggioranza dei candidati che hanno preso una manciata di voti ciascuno e che nonostante ciò probabilmente finiranno dritti in Parlamento.

Programma

Ammetto che in tanti anni non ho mai letto il programma del M5S. L’ho fatto qualche giorno fa e sono rimasto allibito. Pensavo di trovarci poche proposte serie e argomentate [10] e invece trovo una serie di proclami, una fila di punti senza alcun commento, senza alcuna argomentazione, senza alcuna spiegazione di come si intende raggiungere gli obiettivi, e una serie di abolizioni senza alcuna menzione del perché ciò che c’era prima andava bene o, se non andava bene, se e come si intende rimpiazzarlo.

Mi piacerebbe scorrere uno ad uno i punti ma non lo farò, e non sto nemmeno dicendo che quei punti non siano condivisibili, alcuni — pochi, per la verità — lo sono, ma comunque sono slogan, sono enunciati senza argomentazione. Dicono che c’è un problema ma non citano la fonte, non ti mostrano dov’è il problema, loro “sanno” che c’è un problema e te lo dicono, e si aspettano che tu gli creda sulla parola, perché loro sono onesti e trasparenti, quindi credibili.

E io sono uno scienziato, senza dimostrazione non mi convinci né delle scie chimiche, né della bontà del tuo programma, e dato che la Biowashball era una palla (in tutti i sensi) non hai nemmeno il beneficio del dubbio. In pratica stanno cercando di vendere un aspirapolvere senza nemmeno mostrare se funziona o no, ma peggio ancora senza nemmeno mostrare che il pavimento è sporco perché “è evidente”, e i cittadini comprano! Poi dice che Berlusconi è un piazzista di successo.

Attivisti

Non voglio sprecare più di un paragrafo perché non se lo meritano. Il M5S è un partito che nasce e si sviluppa in Internet, quindi è inutile che mi si venga a dire che i militanti in Internet non sono da considerare: sono il cuore e l’ossatura del partito, e più sì che no sono di una violenza verbale ben oltre i limiti tollerabili [11]. Io stesso mi sono sentito dare del “fesso” perché non concordavo con loro. E leggete anche questa discussione che è illuminante [12].

Insomma

Il MoVimento 5 Stelle (sic) è un partito politico formato da cittadini improvvisatisi amministratori pubblici senza necessariamente avere i titoli o le competenze per farlo.

Usciamo da un ventennio di imbonitori e disgrazie varie e francamente io non ho alcuna intenzione di essere governato da un altro imbonitore e dalla sua armata Brancaleone.

Questo post sposterà voti? Non credo. I grillini faranno la differenza in Parlamento? Sì, probabilmente la stessa che ha fatto l’Udeur per l’Unione e la Lega per Berlusconi: tenere in scacco il Parlamento.

I miei genitori hanno dovuto sorbirsi e osteggiare i leghisti, a me toccherà sorbirmi e osteggiare i grillini. Possibile che non impariamo mai?

 

Il post è stato aggiornato il 5.2.2013 alle 9:25.

  1. Rivelatasi poi una truffa al pari delle coccinelle anti-emissioni e del braccialetto con l’ologramma
  2. Sì, ho detto “partito” e no, non vi voglio trollare, aprite un dizionario e leggetene la definizione; e no, l’obiezione che non prendono rimborsi elettorali non ha niente a che vedere con l’essere o meno un partito.
  3. Peccato che nessuno ricordi quando, alla fine degli spettacoli, distruggeva computer sul palco inveendo contro la tecnologia.
  4. Che però io chiamerei più un contenitore di monologhi e reazioni rabbiose più che un blog.
  5. Per quanto informale, perché formalmente l’atto costitutivo invece non fa riferimento ad un capo e dittatore supremo e indiscutibile.
  6. Sì, ho detto grillina, problem?
  7. Con questa forma orribile del PDmenoL indegna perfino degli altrettanto abominevoli giochi di parole dei comunicati delle BR.
  8. Che comunque io non ho molta simpatia per Renzi, ma se dobbiamo andare a simpatia allora non dovevamo lamentarci di Berlusconi, e comunque preferisco avere un Renzi di più che uno di meno.
  9. In tre milioni e spicci paganti, ricordiamolo, che non è un numerello, in fin dei conti, specie alla luce del fatto che devi mollare l’obolo.
  10. Non è vero, non me l’aspettavo per niente, ma fa bene dirlo.
  11. Basta leggere il commento qui sotto, QED.
  12. Sì, ok, stavo provocando, ma le reazioni sono comunque significative.

Buone nuove

È passato un po’ di tempo dall’ultimo post settimanale ed è quindi ora di riprendere. Venerdì sera ho anche pubblicato una nuova lezione di programmazione che pure quelle mancavano da un po’, e a conti fatti dovrei riuscire a tornare a regime.

La buona nuova è che ho difeso con successo moderato spargimento di sangue i miei sforzi dallo scorso aprile ad oggi e quindi mi trovo sulla buona ragionevole strada per il dottorato. Lo spargimento di sangue è dovuto al fatto che ho ricevuto una notevole dose di commenti e correzioni da apportare al mio report, ma tutto sommato gli esaminatori ne sono stati contenti e mi hanno trattato bene massacrato il giusto. Questo comunque significa che avrò un bel po’ da fare perché mi muovo su terreni accidentati e probabilmente scontenterò almeno un po’ quasi tutti quelli che si interessano della mia area di ricerca, ma alla fine quello che conta è sempre il viaggio.

I prossimi passi sono talmente tanti che non so dire quale possa essere il prossimo. Di sicuro devo terminare lo studio pilota che ho iniziato qualche mese fa, che significa aggiustare il software, ricalibrare questionari e obiettivi, e tirare delle conclusioni. Mi è stato suggerito di parlare con tanti insegnanti di musica, specialmente quelli che fanno propedeutica, e magari partecipare a qualche sessione per vedere cosa succede.

Poi ho un sacco di mille migliaia di altre cose in testa, tipo un’app soldi-subito che ho in mente da tempo, altre app che mi sono state proposte, comprarmi un portatile nuovo se mai avrò i soldi per farlo, e una tonnellata di altre cose tra cui scrivere una nuova invettiva anti-Grillo e via così.

Insomma, il tempo non mi è amico. Mi toccherà comprarmelo.

PS: che si sappia, Spamalot è una bellissima immersione nel nonsense.