Non ce la faccio.
Avrei voluto fare un post lunghissimo e ampiamente argomentato su Grillo e sul M5S, tipo quello che avevo fatto l’altra volta, solo meglio e meno ingenuo, perché è successo che sono passati cinque anni e non è cambiato niente, anzi no, le cose sono notevolmente peggiorate. Però non riesco a non pensarci e, dato che ho altre cose da fare che non riesco a fare se prima non espello questo pensiero, tanto vale che mi ci metta e poi non ci pensi più.
Breve riassunto: Beppe Grillo, un comico genovese di discreto successo che fece a suo tempo un’infelice battuta che, a detta sua, gli costò l’esilio dalla televisione italiana, intravede il malcontento popolare e la sfiducia nella vita pubblica del Paese, e raccoglie attorno a sé un movimento popolare di cittadini che vogliono che le cose cambino. Attraverso una serie di prese di posizione più o meno legittime, tra cui quelle sul nucleare e le energie rinnovabili, la Biowashball [], i costi di ricarica dei cellulari prepagati, le scie chimiche e il signoraggio, raccoglie sempre più consenso e i suoi accoliti iniziano ad organizzarsi in spontanei meetup in cui discutono svariati temi. A questo punto lui tira insieme un manifesto di massima — sulla cui ragionevolezza ci sarebbe molto da dire ma vabbè — e inizia a conferire il bollino di qualità (le cinque stelle, marchio registrato) alle liste civiche che rispettano i requisiti del manifesto e ne sottoscrivono le proposte, di fatto trasformando i meetup in un vero e proprio partito politico [] a livello locale e nazionale.
Il MoVimento 5 Stelle (sic) nasce e cresce nella rete Internet, indicata da Grillo come unico mezzo di comunicazione che permette vera democrazia e trasparenza [] nella gestione della Cosa Pubblica. Grillo stesso usa il suo già seguitissimo blog [] attraverso il quale simpatizzanti e attivisti si (contro)informano e costruiscono l’estetica e la retorica del partito, quella fatta di nomignoli grotteschi e imbarazzanti giochi di parole che non so se somigliano più alla retorica dei comunicati delle BR o alla tradizione fascista ma vabbè, fine del riassunto.
Democrazia
A me questa parola sta molto a cuore, e sta anche spesso sulla bocca di Grillo e degli attivisti. Peccato che quelli che hanno idea del suo significato siano veramente in pochi. Democrazia, dal greco δῆμος (popolo) e κράτος (potere), significa la ricerca di modi per cui il popolo possa governare sé stesso. Ci sono due tipi di democrazia: la democrazia diretta prevede la partecipazione attiva di tutti i cittadini alle discussioni relative al governo di una città o di un Paese; la democrazia indiretta prevede la scelta, da parte dei cittadini, di alcuni loro pari che li rappresenteranno nelle discussioni relative al governo di una città o di un Paese. La caratteristica fondamentale della democrazia è la partecipazione di una pluralità di voci ad una certa discussione. Tutte le voci devono essere ascoltate, tutte le idee devono essere considerate e discusse, e alla fine si deve prendere una decisione che accontenti la maggioranza.
Ora, c’è bisogno di una premessa, anche se volevo evitare di fare premesse questa volta ma tant’è. Beppe Grillo è di fatto il leader carismatico e il portavoce unico del partito. Nonostante molte delle proposte siano una sintesi delle lamentele dei cittadini, lui le ha sintetizzate, lui le ha legittimate col bollino di qualità, lui le ha portate nelle piazze e quindi all’attenzione pubblica, quindi è lui la faccia del movimento, è lui che ce l’ha messa. Poi ha messo una serie di paletti, scelta del tutto legittima, tipo che non si va in TV perché ci sono sempre i soliti vecchi personaggi che cercano di inserirti nel discorso comune (ma la TV funziona più che altro così), e che se non sei d’accordo quella è la porta, che risulta nei casi Favia e Salsi. Questi due si sono macchiati non solo del reato di essere andati in televisione, ma addirittura di aver osato criticare la linea del partito, e purtroppo non sono nemmeno gli unici due casi. Poi, con grande sfoggio della coerenza che l’ha contraddistinto per tutta la sua carriera, torna in TV.
Ora, se mi venite a dire che nel PDL non c’è democrazia, penso che non siamo molto distanti dalla verità [], ma siccome la retorica grillina [] identifica il PD come omologo del PDL [] e quindi sostiene che nemmeno nel PD ci sia democrazia, voglio dire una cosa.

Qualche tempo fa si sono concluse le ultime primarie per decidere il candidato premier del PD alle prossime politiche. Abbiamo assistito ad una competizione notevole tra i vari candidati. Sapevamo più o meno tutti che Bersani aveva le chance migliori, ma Renzi [] gli ha dato filo da torcere. C’è stato uno scontro di opinioni, si è dibattuto, la gente ha seguito e ha votato []. Alla fine il candidato premier è Bersani ed è successa una cosa: gli altri potenziali candidati sono andati da lui, hanno parlato, hanno convenuto una linea e un programma soddisfacente per tutti, e sono tutti rientrati al loro posto per il bene del partito. Questo non è un compromesso indegno, non è un inciucio vergognoso, questo è come funziona la democrazia, per definizione.
Non dovrei sprecare caratteri parlando delle imbarazzanti “Parlamentarie” dei grillini, una cosa troppo imbarazzante perfino per renderne conto, sia nelle modalità di esecuzione che nella stragrande maggioranza dei candidati che hanno preso una manciata di voti ciascuno e che nonostante ciò probabilmente finiranno dritti in Parlamento.
Programma
Ammetto che in tanti anni non ho mai letto il programma del M5S. L’ho fatto qualche giorno fa e sono rimasto allibito. Pensavo di trovarci poche proposte serie e argomentate [] e invece trovo una serie di proclami, una fila di punti senza alcun commento, senza alcuna argomentazione, senza alcuna spiegazione di come si intende raggiungere gli obiettivi, e una serie di abolizioni senza alcuna menzione del perché ciò che c’era prima andava bene o, se non andava bene, se e come si intende rimpiazzarlo.
Mi piacerebbe scorrere uno ad uno i punti ma non lo farò, e non sto nemmeno dicendo che quei punti non siano condivisibili, alcuni — pochi, per la verità — lo sono, ma comunque sono slogan, sono enunciati senza argomentazione. Dicono che c’è un problema ma non citano la fonte, non ti mostrano dov’è il problema, loro “sanno” che c’è un problema e te lo dicono, e si aspettano che tu gli creda sulla parola, perché loro sono onesti e trasparenti, quindi credibili.
E io sono uno scienziato, senza dimostrazione non mi convinci né delle scie chimiche, né della bontà del tuo programma, e dato che la Biowashball era una palla (in tutti i sensi) non hai nemmeno il beneficio del dubbio. In pratica stanno cercando di vendere un aspirapolvere senza nemmeno mostrare se funziona o no, ma peggio ancora senza nemmeno mostrare che il pavimento è sporco perché “è evidente”, e i cittadini comprano! Poi dice che Berlusconi è un piazzista di successo.
Attivisti
Non voglio sprecare più di un paragrafo perché non se lo meritano. Il M5S è un partito che nasce e si sviluppa in Internet, quindi è inutile che mi si venga a dire che i militanti in Internet non sono da considerare: sono il cuore e l’ossatura del partito, e più sì che no sono di una violenza verbale ben oltre i limiti tollerabili []. Io stesso mi sono sentito dare del “fesso” perché non concordavo con loro. E leggete anche questa discussione che è illuminante [].
Insomma
Il MoVimento 5 Stelle (sic) è un partito politico formato da cittadini improvvisatisi amministratori pubblici senza necessariamente avere i titoli o le competenze per farlo.
Usciamo da un ventennio di imbonitori e disgrazie varie e francamente io non ho alcuna intenzione di essere governato da un altro imbonitore e dalla sua armata Brancaleone.
Questo post sposterà voti? Non credo. I grillini faranno la differenza in Parlamento? Sì, probabilmente la stessa che ha fatto l’Udeur per l’Unione e la Lega per Berlusconi: tenere in scacco il Parlamento.
I miei genitori hanno dovuto sorbirsi e osteggiare i leghisti, a me toccherà sorbirmi e osteggiare i grillini. Possibile che non impariamo mai?
Il post è stato aggiornato il 5.2.2013 alle 9:25.