Ulteriori novitadi lavorative

Dal 2016 lavoravo all’Università di Cambridge ad Isaac Physics, un progetto in collaborazione col dipartimento di fisica, poi diventato due progetti (Isaac Computer Science) in ulteriore collaborazione con la Raspberry Pi Foundation che ha dato luogo alla creazione del Computing Education Research Centre, il tutto finanziato principalmente, ma non esclusivamente, dal Department for Education, il ministero dell’educazione britannico, e insomma ci siamo divertiti.

Quasi sette anni dopo però mi sono reso conto che, per quanto i due progetti fossero interessanti ed importanti da un punto di vista sia tecnico che sociale, non erano esattamente quello che speravo di fare nella mia vita professionale – che è una cosa che, per il momento ed entro certi limiti, ho il lusso di poter controllare. Così, l’anno scorso, complice una breve visita al laboratorio di informatica musicale dell’Università di Padova, ho scritto dieci paginette su quello che avrei voluto fare da grande [1] e, dopo una serie di vicissitudini, ho ottenuto fondi per due anni per studiare il ruolo di videogiochi ludici con scopi educativi.

https://twitter.com/morpheu5/status/1587408913171111937?s=20&t=jGdSyTzvG00UmZSkkPSfVg

Sviluppare videogiochi educativi è difficile perché c’è un enorme rischio di sviluppare dei compitini circondati da giochi brutti perché sviluppati da gente che sa scrivere compitini ma non giochi. Il panorama non è così disastroso, qualcosa si salva, ma generalmente l’aspetto ludico è in secondo piano rispetto all’aspetto educativo. La mia domanda è come sia possibile sviluppare videogiochi – ed altre esperienze interattive, tipo installazioni per musei – in modo che gli aspetti ludici ed interattivi siano non solo sullo stesso piano, ma si supportino e arricchiscano a vicenda. E ho due anni per farlo 😱

La fonte di notizie principale sarà questo minisito e con ogni probabilità userò i miei vari account social per comunicare sviluppi e risultati in maniera facilmente fruibile, tipo Twitter, Instagram, YouTube, Mastodon

Quindi sì, per almeno due anni torno in terra natìa, e poi si vedrà [2].

  1. La faccio facile ma un finanziamento col programma Marie Skłodowska-Curie Actions dell’Unione Europea non è proprio uno scherzetto prenderlo, soprattuto al primo tentativo, e infatti ho dovuto aspettare che qualcuno si ritirasse prima di me perché ho fatto bene, sì, ma non benissimo.[]
  2. È comunque improbabile che tornerò nel Regno, però c’è un mondo là fuori…[]

2 commenti

MYSTER MARZIPANE dice:

Se penso che tutto ciò è scaturito da una semplice lettera di presentazione cofirmata dal sottoscritto in qualità di nonsopiucosa dell’università del Pavé…

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