scritto da Andrea Franceschini il giorno 27/5/2007
Pensavo a questo fatto di Prodi che parla alla Conferenza sulla Famiglia – qualunque sia il suo nome – dicendo come intende impiegare quella manciata di spiccioli che sono usciti dal nulla, e lo fa durante il periodo di silenzio successivo alla chiusura della campagna elettorale.
Poi pensavo a quando Berlusconi, accompagnando l’anziana madre alla cabina elettorale, disse “mi raccomando, mamma: una bella croce su Forza Italia”.
Ora i buoi, salendo e scendendo dagli yacht dei fratelli, danno dei cornuti agli asini. Io vado al seggio tra poco, dovrò evitare le buàzze per terra?
scritto da Andrea Franceschini il giorno 15/5/2007
Tutto comincia nel 1987 nel Regno Unito, quando Steven Wilson e Malcom Stocks decidono di creare dal nulla la leggendaria rock band anni ’70 “The Porcupine Tree”. I due assemblano idee, registrano dischi e creano un background credibile, fino alla produzione del nastro “Tarquin’s Seaweed Farm” cui allegano pagine su questa misteriosa band. Il nastro gira il panorama underground britannico ricavandone alcune grame recensioni e l’inclusione in una compilation di musica psichedelica della neonata Delerium, con cui firmano anche il primo contratto per cui Wilson decide di prendere i migliori pezzi dal primo nastro e dal secondo nel frattempo prodotto – “The Nostalgia Factory” – e raccoglierli in “On the Sunday of Life”, del 1992.
L’album si snoda in una serie di tracce di varia fattura, talvolta ispirate ai fasti della passata musica psichedelica, talvolta più vicine al loro tempo, talvolta profetiche con già un sentore di anni ’90, talvolta semplice gusto del divertimento. Lo sforzo di omaggiare i Pink Floyd senza cadere nella banale citazione è notevole e lo si sente, forse più che in ogni altra, in “Radioactive Toys”, brano che costituirà anche uno dei classici più richiesti nei concerti.
Abbiamo tra le mani un prodotto complesso in cui si alternano momenti di grande enfasi mistica a brani rilassati: dai toni giocosi, quasi naïve, di “Nine Cats” o “Jupiter Island” passiamo a successioni ansiogene come “Third Eye Surfer” fino ad arrivare al sussurrato “Space Transmission” che introduce “Radioactive Toys”, la necessità del libero arbitrio.
In definitiva, un gran bell’album per chi li conosce e per chi no: personalmente li ho amati con gli album più recenti ma sto imparando ad apprezzare anche i primi lavori di una band che non ha scordato di venire dagli anni ’80.
scritto da Andrea Franceschini il giorno 14/5/2007
Ve lo ricordate l’odioso jingle, sì? Ecco, io dico: ma capita solo a me – che evidentemente sono l’unico sulla faccia della terra con la necessità di tenere i soldi da qualche parte che non ha un conto PosteItaliane – di ricevere decine di email di phishing al giorno che mi intimano in modi piuttosto sgradevoli di riattivare “immediatamente il suo conto”? Oppure mi obbligano a diventare “utente VERIFICATO” altrimenti perderò il contratto, i soldi, la PostePay, la bicicletta, il cane, la casa, la dignità e la verginità anale tutto d’un botto?
So che non è colpa loro, ma con la mia esperienza con le Poste, io dico che un po’ se lo meritano.
Poi, se magari smettessero di arrivarmi tutti quei messaggi che a quanto pare Thunderbird non riesce a marcare come spam per conto suo…
scritto da Andrea Franceschini il giorno 13/5/2007
Siccome “Gentoo is for ricers“, e sta tentando perfino Felipe, questa mattina mi sono accorto che, ormai da diverso tempo, nel porto è approdato stabilmente GCC 4.1.1. Metteteci che qualche giorno fa è uscito il profilo nuovo che mi ha gentilmente avvisato che ormai sono vecchio, alla fine ho deciso di lanciarmi nella folle impresa di ricompilare il mondo col GCC nuovo, anche in attesa dell’uscita di KDE 4 che ormai è alpha. more »
scritto da Andrea Franceschini il giorno 7/5/2007
Al di là che oggi ho un anno in più dell’anno scorso, mi sono pure riappropriato del mio sito con tutto quel che ne consegue. Ne consegue, tra le altre cose, anche un aspetto molto superficiale ma non di secondaria importanza che è l’ennesimo cambio di grafica (però i cubetti sono ancora lì) e l’uniformazione delle grafiche di sito e blog, che mi è sembrata un’idea molto carina per dare continuità al tutto.
Le regole sono le solite (si commenta firmandosi e con un indirizzo email valido e che dovrete inserire ogni volta sempre uguale) e tutte quelle che erano prima e che vedrò di ricordarmi e scrivere nell’apposita paginetta.
Mi dispiace un po’ aver perso i vecchi post, ma non era stata una grande ripartenza, quindi pace. Mi sto ancora tirando assieme e mi preparo a spaccare il culo ai passeri, datemi solo tempo, come diceva sempre il grande filosofo PlexiglasS.
Insomma, siamo qua, godiamocela.