Sono un maledetto techno geek

Sono sempre stato affascinato dalla tecnologia, e questo è un fatto. Solo che una volta ero affascinato dalla tecnologia del passato, e non è che non lo sia più, ma oggi vedere un LD (F00),HL non mi fa più l’effetto che una caviglia svelata poteva fare negli anni 20 [1]. Il fatto è che ormai la storia la conosco abbastanza bene e so da dove vengo, ora il problema è capire dove voglio andare.

Qualche anno fa (circa tre o quattro) ero abbastanza sicuro che lo sviluppo di sistema (aka sistemi operativi) sarebbe stato il mio interesse principale, e non capivo tutta quella isteria per i sistemi embedded, i palmari, e tutte quelle cose che allora erano ancora relativamente una nicchia. Poi ho cominciato la specialistica, e le applicazioni multimediali sono venute a prendermi di prepotenza, e con loro sono venute le interfacce e la user experience, il che non è stranissimo dato che il fare siti web mi è sempre piaciuto abbastanza. Ma io sono rimasto spiazzato.

Quindi è venuto l’erasmus e con lui mi sono definitivamente tuffato nelle interfacce multimodali. Nel frattempo c’è stato il super boom dei dispositivi portatili “smart” [2] e sono uscite alcune idee e tecnologie che mi hanno letteralmente preso a schiaffoni finché non le ho degnate di attenzione. Queste vengono applicate spesso in maniera buona, altre volte denotando una chiara mancanza di buon senso, altre volte ancora solo per il gusto di dire “io può”, ma non è questo il centro della questione.

La questione è che mi sono recentemente trovato a pensare che avere due cellulari potrebbero non essere del tutto una cattiva idea. All’inizio ho febbrilmente cominciato a cercare un telefono dual sim che fosse in grado di sostenere le due linee contemporaneamente, ma pare non esista [3] e quindi mi sono un po’ rassegnato ad avere due telefoni, uno da accendere solo in orario di ufficio, e l’altro personale.

Dopo aver grandemente ed intestinamente dibattuto su quale fosse più adatto a personale e quale a professionale, me ne sono uscito che posso tenere l’attuale Nokia 1200 come professionale — tanto telefona, manda sms, e fine della storia — e cercare un telefono da techno geek per l’uso personal-godereccio. Perché non scegliere un iPhone? A parte il costo, dato che a me non piace essere legato ad un operatore e con Wind mi trovo più che bene e non ho intenzione di migrare, è tutta la gestione complessiva del prodotto che mi delude, dalla sua sostanziale chiusura, alla gestione complessiva degli sviluppatori che devono pagare una quota annuale, possono sviluppare solo su un sistema operativo, e devono sottostare a regole draconiane e imporre prezzi ridicoli alle loro applicazioni sull’unico app store autorizzato. A meno di jailbreak, ma con quello si perdono una serie di vantaggi che francamente…

Ma allora perché non un Android? Di ottimi telefoni Android ce n’è in giro parecchi, Google è un’azienda seria e motivata, il sistema è solido e molto produttivo. Ma dovrei scrivere in Java. Non avrei vita facile per accedere agli strati smanettoni del sistema. Se anche volessi scrivere in C++ ci sarebbe la possibilità, ma visto lo stato delle cose era meglio Java. In generale Android non è un bel Linux fatto come si deve, è un Linux pesantemente modificato per funzionare come si deve sui dispositivi mobili, il che non è affatto un male, ma il fatto che queste modifiche non trovino strada nel kernel ufficiale mi fa pensare molto — e non sono sicuro che tutta la colpa sia da parte di Google. Insomma, 10 per l’impegno, 6- per tutto il resto.

Poi esce che Nokia si è comprata Trolltech, e con essa anche Qt, e chi mi conosce, conosce anche il mio rapporto con questo toolkit :) Nokia, tra le altre cose, ha fatto una serie di passi molto interessanti, tra cui rilasciare Symbian open source. Poi ha investito su Maemo per una certa fascia di telefoni. Maemo ha un cuore Linux puro con alcuni driver proprietari — uno fa di necessità virtù e si tura un po’ il naso — e un’interfaccia studiata apposta per i dispositivi con uno schermo relativamente piccolo. Supporta ufficialmente GTK+ ma in seguito all’acquisizione di Trolltech è diventato molto facile sviluppare con Qt — e devo dire che ho visto una serie di mirabili esempi che funzionano pari pari sui telefoni e sui desktop, il che mi sembra una cosa assolutamente fantastica. Fino a ieri il dispositivo principe — nonché credo l’unico — su cui far girare Maemo era il N900.

Poi venne Moblin di Intel, e la decisione di fonderlo con Maemo per unire gli sforzi e coprire due segmenti di mercato limitrofi e in qualche modo affini: cellulari e internet tablet. MeeGo è giovane e promettente, ma per ora lo si è visto ufficialmente annunciare solo su tablet tipo iPad e alcuni ultraportatili [4]. Ad oggi esiste una build di MeeGo per N900 ma non è ufficiale, non è supportata, e Nokia non ha intenzione di rilasciare un aggiornamento per N900 che si chiami MeeGo. La cosa più probabile è che rilasci Maemo 6 integrante buona parte di MeeGo, ma anche su questo non sembrano esserci conferme certe. Ma uno dice “vabè, MeeGo è giovane”. E corcazzo è giovane, mica è nato ieri. Cioè, il brand sì, ma viene da due genitori illustri che sono sviluppati da due giganti che la sanno lunga. Quindi MeeGo non è nato ieri. Però vabè, diamogli il beneficio di inventario.

Il punto è che ora, a sentire gli sviluppatori in giro per l’interweb, sembra delinearsi un possibile scenario. In primo luogo, dei cellulari di fascia economica con il solito sistema operativo Nokia, quello che conosciamo da sempre, quello che crasha ogni tanto — a me, sul 1200, non è mai successo — e tutte cose; una fascia media in cui inserire Symbian che è un sistema operativo solido e rodato, perfetto per l’uso di massa; e una fascia alta in cui infilare MeeGo — o Maemo 6, per quel che mi riguarda è una questione di marketing — e dedicata ad utenti pro e smanettoni. Detta così, dovrei uscire quei 400 euri dal portafogli, comprarmi un N900 e farla finita. E invece no.

Dato che sono uno smanettone impenitente, e che ormai i fatti multimediali e la user experience mi hanno preso in ostaggio a tempo indeterminato, al N900 mancano una serie di cose, prima tra tutte il multi-touch. Ora. Sembra una scemenza. Sono il primo a dire che multi-touch su uno schermo piccolo è un po’ ridicolo. Ma se uno pensa a sviluppare un’interfaccia di controllo a distanza per un mixer multicanale, o un’applicazione in cui poter schiacciare controlli con una certa velocità diventa critico, o anche solo se si ferma a considerare l’ergonomia del pinch zoom rispetto allo swirl zoom, allora converrà che il multi-touch, magari su uno schermo da 4”, diventa quasi necessario. Senza contare che, mi dicono, ma è solo un fatto software, usarlo in verticale come telefono, a volte, è un po’ scomodo.

Ora dicono che sia in lavorazione un fantomatico N9 (anche se all’inizio sembrava ragionevole potesse chiamarsi N920) e che tutto ciò verrà annunciato tra settembre e dicembre di quest’anno. Ma io, nel frattempo, in quale fosso devo buttarmi?!

  1. Ok, sto esagerando un po’, ma un paio di giorni fa mi sono trovato a sfogliare con soddisfazione un vecchio manuale di GW-BASIC, con tutti quei PEEK e POKE, per dire.
  2. Che è una definizione che io personalmente detesto, almeno quanto detesto dire “diversamente abile”, perché è come dire che un cellulare col display in bianco e nero o un navigatore satellitare che non mostra la mappina in 3D li poteva fare anche una scimmia ammaestrata.
  3. A parte che ieri alla TV ho visto la pubblicità di questo nuovo dispositivo che da chiuso sembra un cofanetto per la cipria mentre da aperto è un “cellulare con due linee contemporanee”, con uno spot che effettivamente fa pensare più ad un cosmetico che ad un cellulare, e smaccatamente rivolto al pubblico femminile.
  4. Non userò “netbook” neanche sotto tortura.

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