Programmatore Agile

Io so che professionalmente morirò giovane. Non farò in tempo a cominciare a fare l’ingegnere che già sarò assalito da crisi di orticaria e gastriti quotidiane, e forse è per questo che spero sempre nell’occasione che mi faccia diventare una rock star ricca e famosa (ma questo è un altro paio di maniche).

Quando mi chiedono la differenza tra un ingegnere informatico e un informatico di Scienze [1] io sono solito rispondere con l’analogia tra l’essere umano e il babbuino ninja, in cui l’essere umano ha una visione astratta delle cose ma sa metterle in pratica in modo approssimativo mentre il babbuino ninja è molto bravo ad impilare i sassi ma se si tratta di progettare una capanna, c’è da piangere. Chiaramente, specie quando esterno questi miei pensieri in presenza di informatici mmffnn, questi ultimi se l’hanno sempre un po’ a male, e io non gli do certo torto ma questa è la realtà delle reciproche scelte.

Poi vai a vedere gli annunci di lavoro e scopri che l’azienducola di due dipendenti cerca un sistemista programmatore, l’azienducola di tre dipendenti cerca un programmatore perché il sistemista l’ha preso con l’annuncio precedente scavando tra le liste di ingegneri triennalisti e l’azienducola di servizi informatici cerca un Programmatore Agile [2] da inserire nel proprio developers team per attività non body rental finalizzate alla produzione e integrazione di software customer side di alta qualità.

Chi mi conosce sa bene della mia avversione per le metodologie di sviluppo assurte a Obiettivo Finale, sa bene che mi copro di bolle rosse quando mi si chiede se so usare XP [3], sa bene che fumo dalle orecchie alla vista di un diagramma UML usato per lo scaffolding e sa bene che mi fiammeggiano gli occhi quando sento parlare un analista o analogo manager di cose che non conosce.

Ma chi mi conosce sa anche della mia passione per i progetti eleganti, per il codice pulito, per la qualità a priori e per il principio per cui vale sempre la pena fare più lavoro prima e meno poi. Tutta roba che stona con metodologie agili ed estreme che però, purtroppo, fanno moda e vanno per la maggiore di questi tempi. Anche perché l’ingegnere, nella vision dell’azienducola, è un babbuino — e nemmeno troppo bravo.

Comunque, per concludere, tutto questo discorso — che sarebbe molto più ampio — per due cose:

  1. chiedersi perché Google Reader mi propina puntualmente tra i suggerimenti blog tenuti dal proprietario di queste azienducole in cui si esalta come loro lavorino in modo agile senza cedere ai ricatti dei clienti e tuttavia portando lavori di alta qualità;
  2. per consigliarvi un libro sulla Qualità, quella vera, quella che mi piace, quella che ha senso di esistere e quella che sì, quella lì sì che può diventare un obiettivo finale: Zen and the Art of Motorbike Maintenance.

Con tanti saluti ai top manager.

PS. Io volevo fare l’ingegnere informatico per mandare gli shuttle nello spazio. Ma avevo dieci anni quando pensavo che sarebbe andata così.

  1. Scienze MM.FF.NN., per capirsi
  2. Il titolo si spiega: proprio oggi guardavo gli annunci economici e c’era scritto proprio “Programmatore Agile” che ha un suo senso ma lì per lì fa ridere.
  3. Che non è Windows XP bensì eXtreme Programming.

Commenti

Marco » 

Quel libro l’ho già sentito e me ne hanno parlato tutti molto bene: via, mi devo decidere a leggerlo!

(nel frattempo, che ne dici di un meme?)

Andrea Franceschini » 

Così magari io riproverò a superare la terza pagina del Giovane Holden :)

(non so se essere lusingato o terrorizzato, ma penso che ci penserò, intanto grazie :)

Andrea Franceschini » 

Ma non ce l’ho con voi, siete indispensabili :) E poi qualcuno che scopre tardi di aver fatto la scelta sbagliata c’è sempre :)

NoWhereMan » 

è un po’ come dire che tutti gli ingegneri non sanno fare un cazzo…

Andrea Franceschini » 

No, allora, i compiti sono diversi: l’ingegnere progetta e il tecnico realizza. I tecnici con doti progettuali spinte sono perle rare che di solito si rendono conto dopo molto che avrebbero dovuto studiare ingegneria…

… poi gli ingegneri informatici, per esempio, sono sempre fortemente incoraggiati a programmare ma non è semplicemente il loro obiettivo nella vita. Per esempio, un ingegnere civile con cazzuola e mattoni non lo si è mai visto, e questo è peggio…

m0rdr3d » 

Ho come il vago ricordo di qualcuno che una volta in treno mi diceva ‘tornando indietro probabilmente sceglierei informatica a mm.ff.nn’…
Pensa un po’ te, a volte, gli scherzi della memoria…

NoWhereMan » 

Mah, quando a un informatico dissi che in Ingegneria erano più teorici (come in progettazione vs. tecnico) mi disse proprio il contrario.

In teoria gli informatici di MMFFNN sono più “matematici”; ma in realtà non è poi così vero.

“La gente che non sa fare le cose” c’è dappertutto (e da tutte le parti).

L’altro giorno la mia insegnante di Calcolo Numerico ha fatto fare sulla calcolatrice “7/10 = ?”. La gente si guardava in giro imbarazzatissima.

Ovviamente è un lapsus.

Però è ingegnere => gli ingegneri non sanno fare i conti.

I lapsus capitano a tutti, e gli ignoranti esistono dappertutto.

Chi sa e sa fare, si vede, indipendentemente dal corso seguito.

Ciao

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