Decostruzione spirituale

Questa settimana dovevo fare due cose: una era iniziare la literature review, che è quel processo di decostruzione morale in cui uno si confronta con tutto lo scibile che riesce a trovare riguardo l’oggetto del proprio interesse e ne esce così spiritualmente mortificato che l’unica domanda che riesce a formulare è “ma perché non apro un bar con biliardo alle Hawaii?”; l’altra era leggere un probation report, che è quel documento con cui, al termine del primo anno di studi, una commissione giudica se lo studente è degno di proseguire le sue sofferenze verso il conseguimento del massimo titolo accademico o se è meglio che consideri l’idea di aprire un bar con biliardo alle Hawaii. Il fine di tutto ciò non è il mero attraversamento di una valle di lacrime, il prostramento fisico e morale, la realizzazione finale che sì, potrebbe essere che la tua idea abbia successo e tutti la usino, ma è largamente più probabile che invece diventi un’insignificante nota a piè di pagina in qualche altra literature review. No, il fine di tutto ciò è fornire una conoscenza di base della materia e un’idea di quali quest dovranno essere portate a termine entro il primo anno.

Tralasciando il fatto che il probation report che mi era stato indicato nessuno sa dove trovarlo, ho proseguito a leggere articoli più o meno attinenti, e una tesi di dottorato che mi era stata caldamente consigliata come fulgido esempio di virtù e successo accademico. Io l’ho letta. Ad un certo punto, per la verità, ho tirato dritto fino alle conclusioni. Il punto è che certi capitoli non era chiarissimo perché fossero stati inseriti. Certo, stavano in argomento, ma non avevano un vero filo conduttore. Insomma, sono confuso, ma confido nella saggezza dei miei supervisori. I quali peraltro si aspettano un report scritto su tutto ciò entro martedì, quindi ho provveduto a riassumere le cose di quella tesi e di quegli articoli che più mi sembravano avere a che fare coi miei interessi, gli ho dato una spolverata, una lucidata, e insomma mi pare che stiano assieme.

C’è un’altra faccenda che ho voluto cominciare a levarmi dalle palle prima possibile, cioè quella di etica e sicurezza. Il problema che sorge quando si vogliono compiere studi con uomini, donne, bambini ed altri animali è che c’è sempre in agguato un’associazione in difesa del porcospino bianco, nano e pure un po’ sfigato del Borneo [1] e bisogna pararsi il culo in tutti i modi possibili. Ovviamente, quando si viene agli umani, la preoccupazione più grossa riguarda privacy e rispetto dei diritti umani, ma questo in gran parte, e almeno nel mio caso, si risolve applicando regole di buon senso [2]. Il problema sorge quando si vorrebbe lavorare con i cosiddetti “gruppi vulnerabili” come, per esempio, i disabili o i bambini. I bambini comportano la necessità di essere sempre almeno cinque mosse avanti all’avversario e vivere con il fiato di Murphy costantemente sul collo: bisogna essere sicuri che non sbattano la testa su uno spigolo tagliente, che quello che inevitabilmente si metteranno in bocca non sia tossico o inghiottibile, che quello che altrettanto inevitabilmente si tireranno addosso gli uni con gli altri non causi danni permanenti, che non riescano ad infilare le dita bagnate di saliva in qualche presa di corrente, e soprattutto bisogna evitare di traumatizzarti il pupo [3] che poi lo psichiatra non lo paga mica il NHS e comunque da grande potrebbe diventare un serial killer di interaction designer che non è mica una bella cosa. Insomma, per tagliare la testa al toro [4] ho iniziato a buttare giù qualche parola di buon senso un po’ in generale, individuando qualche problematica e suggerendo che, per fare un buon lavoro, bisogna chiedere agli esperti di sicurezza. Quanto all’etica, sono riuscito ad essere addirittura più vago: “eh, se li filmiamo potremmo tirare via le facce dal filmato in post, no?”.

Sì, insomma. Al momento in cui scrivo in UK sono iniziati i festeggiamenti nazionali per il mio compleanno. Ho appena rinnovato per un altro anno la registrazione di questo sito, e Apple si è premurata di ricordarmi che tra meno di un mese mi scade l’iscrizione al programma sviluppatori iOS. Ora mi stappo un chinotto [5] e poi vado a dormire ché forse domani fa sole.

  1. Sì, c’è anche per gli umani.
  2. Non è che sto lobotomizzando nessuno, alla fine…
  3. Sempre ricordando che “non è Xadhoom che ti traumatizza il pupo”.
  4. E per cominciare a costruirmi questa cosa misteriosa chiamata skills review che io francamente ancora non ho capito in cosa di preciso dovrei essere skillato ma vabbè…
  5. SPOILER: in UK non c’è.

Commenti

Lorenzo Breda » 

Ma dopo tutta la questione “associazioni animaliste” tagli la testa al toro come nulla fosse?

(Buon compleanno!)

Andrea Franceschini » 

Pensa che avrei potuto tagliargli dell’altro e sarebbe stato molto meno bello :)

(Grazie! :)

Cico » 

Comesarebbeaddire che non c’è il Chinotto?
Basta, devi tornare a casa!

Fra 10 giorni al massimo! E porto io il Chinotto per tutti! ;)

Ammettilo domani piovve.

Il sapere che devi portare a termine un quest ti fa sembrare molto giocatore di D&D

Auguri

Andrea Franceschini » 

E Chinotto sia :)

(per la verità mi sono tenuto alla larga dal reparto beveraggi gassati ché sennò era la fine)

Domani fece un sole maledetto, e maledetto anche il regal meteo. E mannaggia alla regina.

E sì, quella era l’idea che avevo in mente quando ho parlato di quest… :)

Rispondi