Barcelona, Day O

Mediterraneo

Volevo cominciare con il mare, dato che io non sono uno da mare, perché poi tutti dicono che io non sono uno che prende e s’imbarca in un’impresa simile e forse un po’ e così e quindi volevo cominciare con il mare, dato che io non sono uno da mare.

Ho sicuramente sbagliato a non scegliere un posto al finestrino dato che era il mio battesimo dell’aria e non credo me ne sarei pentito neanche una volta seduto in quei posti piccolissimi. Comunque il volo era servito da Clickair per conto di Iberia, quindi è costato circa 71 euro con 23kg di bagaglio in stiva e 10kg a mano. Ho fatto un po’ fatica a stare nei limiti e ho dovuto inventare soluzioni truffaldine ma alla fine ce l’ho fatta. E non si credano le malelingue che io abbia portato chissà quanta roba, è solo che sono grosso ed è inverno anche qui.

La guida turistica dipingeva come un’odissea il viaggio dall’aeroporto El Prat alla città ma alla fine consigliava l’Aerobús A1 che per la modica cifra di 4,05 € vi porta fino a Plaça Catalunya, nel cuore della città, in circa mezz’ora. Usciti dall’aeroporto è facile vederne alcuni sfrecciarvi davanti finché non capite dove si trova il capolinea — basta seguire i bus a ritroso. Il biglietto si fa a bordo. Comunque la scena top dell’arrivo è stato al ritiro bagagli, quando sul nastro girava un ombrello, e solo quello, mentre la gente si affollava. Ad un certo punto sono spuntate due valigie che hanno rincuorato gli astanti ma per i quattro-cinque giri successivi c’era solo l’ombrello, tanto che la gente cominciava a scommettere se al prossimo giro sarebbe uscito prima l’ombrello o una valigia.
In detta plaça ho girato un po’, ho preso un po’ di pioggia — non abbastanza da perforare gli alberi, per fortuna — e poi ho ricevuto la telefonata del proprietario dell’appartamento che mi informava che alle otto-ottenquarto era a casa.

A quel punto ho afferrato la mia guida e ho deciso che volevo vedere il mare. Quindi sono sceso alla fermata Catalunya, ho preso la L1 (rossa) in direzione Fondo, sono sceso a Urquinaona [1] e ho preso la L4 (gialla) in direzione La Pau scendendo a Barceloneta. In superficie ci si trova praticamente di fronte al Palau de Mar [2] e da lì sono due passi per raggiungere il posto da cui ho scattato la foto all’inizio.

Dopo essermi riposato a sufficienza, mi sono alzato e, trascinandomi sempre dietro la valigia da 23kg [3], ho inforcato la L4 direzione Trinitat Nova e a Passeig de Gràcia sono salito sulla L2 direzione Pep Ventura per scendere alla Sagrada Familia. La quale è un gran bel popo di costruzione [4], peccato che l’architetto sia stato investito da un tram nel 1926 e da allora i lavori siano proceduti a rilento [5].

Dopo essermi svegliato dal sonno profondo in cui ero piombato una volta sistemato il letto, mi sono diretto agli uffici di mobilità internazionale della UPF [6] e mi sono preso un simpatico tesserino plastificato, un po’ di scartoffie, un’utile guida per gli studenti, una cartellina rigida per documenti che al momento permette all’aria di fluire sotto al portatile e uno zainetto di dubbia utilità col logo di Vodafone.

Il resto ve lo racconto un’altra volta, ché è tardi e me la vedo io che domani mi tocca il turno di pulizie.

  1. Chi ha visto “L’auberge espagnole” la ricorderà come “parola strana da ricordare”.
  2. Sede, tra le altre cose, del Museo di Storia Catalana.
  3. Si noti per cortesia che mica tutte le stazioni della metro sono dotate di scale mobili.
  4. Sulla Sagrada Familia mi sono state create enormi aspettative fin da quando ero bambino e, considerando che ci prenderò la metro da qui ad Aprile, probabilmente le riserverò un post quando sarà ora di rientrare.
  5. Anche se io oggi ho visto un operaio su una guglia e una gru che girava.
  6. Occhio che ingegneria ha una referente staccata che sta all’edificio Rambla.

Commenti

pikkio » 

ebbravo il moppo. sappi che andrò a dormire tutte le sere leggendo queste piacevoli cronache di vita catalana.
innanzitutto ti faccio i complimenti per la sbatta, non è una cosa da tutti mettersi lì e scrivere, così, de botto — no, proprio no.

per incrementare le visite, un piccolo suggerimento: le spagnole! parlace delle fregne spagnole! :P
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¹ oggi erano finite le maiuscole.

KarmArcania » 

ooooh là! il lungo braccio del DEI è arrivato fino a Barcellona…in bocca al lupo e buona vita spagnola!:D

Andrea Franceschini » 

@pikkio: mah, sono più o meno ai livelli italiani, stessa quantità, stessa varietà, solo sembrano tirarsela di meno.

@KarmArcania: e domani ho appuntamento dal prof per decidere la tesi, sempre se riesco ad uscire vivo e vincitore dalla stazione di polizia con la carta d’identità spagnola…

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