Markette?
Si direbbe, confrontando questo pezzo del Corriere con questo pezzo di vita vissuta.
Poi dicono il citizen journalism.
Si direbbe, confrontando questo pezzo del Corriere con questo pezzo di vita vissuta.
Poi dicono il citizen journalism.
Sembra che da un po’ di tempo a questa parte ci sia più di un’occasione per dire “no” a qualcosa. Io non sono uno di quelli che dice “no” per partito preso, e infatti spesso dico “sì” dopo attenta riflessione1.
Ci sono cose però che proprio non sono logiche, se non le si fa passare dalla logica di business. Una di queste è il formato OOXML. Trattasi brevemente, per i non-geek, del nuovo formato con cui d’ora in poi Microsoft Office salverà i documenti. Questo formato, basato su XML2, viene pubblicizzato da Microsoft come standard aperto e liberamente utilizzabile. Felipe ci spiega come stanno le cose e a me non va di ripetere.
Il fatto è che uno standard aperto, libero ed eventualmente migliorabile già esiste, si chiama ODF ed è il formato proposto da OpenOffice. Peccato che l’adozione di questo formato provochi alcuni spiacevoli inconvenienti quali l’impossibilità di trasformarlo in un formato proprietario con conseguente impedimento al lock-in dei propri clienti. Che tragedia.
Quello che mi preme è mettervi a conoscenza di questa petizione. Sono sempre un po’ scettico verso le petizioni on-line ma in questo caso non si tratta di una cosa rivolta all’Italia e quindi magari vale un po’ di più.
Porta male, lo so, ma lo voglio dire lo stesso: SBoNK.it è rinato dalle proprie ceneri per l’ennesima volta.
Sperèm.
PS: Se qualche anima pia avesse voglia di smandrupparsi un po’ il template di Wordpress, faccia un fischio. Con IE7 c’è grossa crisi e c’è qualche sciocchezzuola da sistemare con Opera e Netscape. Nulla so di Safari. Purtroppo sono ancora bloccato in Linux.
*DRIIIN*
<Me> Pronto?
<Miss> Salve, sono $nome_cognome e la chiamo da parte di $società per conto di Sky. Desidero informarla che i suoi dati saranno bla bla bl–
<Me> Aspe, scusi un attimo… *TLUNK*… ecco fatto, la devo informare che sto registrando questa telefonata. Con chi parlo?
TU TU TU…
È chiaro che quel *TLUNK* è stata la cornetta del telefono che intenzionalmente sbatteva contro il monitor del computer, vero?
Non ce l’ho con gli operatori dei call center, ma dopo la quarta volta in una settimana che nelle tre precedenti si dicevano stupti dei fatti che a) io non volessi assistere gratuitamente al campionato di calcio e b) non fosse la prima volta questa settimana che me lo proponevano, un po’ le mani prudono.
Sapevo dell’esistenza del tag nofollow che servirebbe ad indicare agli spider dei motori di ricerca quali link non devono seguire. Tipicamente andrebbe usato per non far seguire link a pagine di uso interno, tipo quello che porta alla pagina di login di Wordpress e via dicendo, peccato che nessuno lo usi così. Quello per cui lo si usa normalmente è invece prevenire che Google segua i link spammosi nei commenti. Ora, visto e considerato che abbiamo dei sistemi antispam piuttosto efficaci (ho visto che Akismet esiste anche per piattaforme diverse da Wordpress) perché usare il nofollow per difenderci dallo spam, che tanto loro lo fanno lo stesso e Akismet li blocca in modo impeccabile?
Ravanando la blogosfera1 sono venuto a conoscenza dell’esistenza di un vero e proprio movimento contro il nofollow e soprattutto di un plugin per Wordpress che lo leva, dato che Wordpress usa il tag incriminato di default senza condizioni. Non so quanto effettivo e selettivo sia questo plugin, ma di fatto le pagine del MorphLog sono esenti da nofollow, che significa che siete incoraggiati a fare trackback e lasciare commenti pertinenti e/o intelligenti - che tanto quelli cretini o vengono pescati da Akismet o ci penso io. A bien tot.
PS: Anche il Give A Mac segue la filosofia.