Usare tag personalizzati

Se come me usate WordPress, non amate i plugin e vi piace smanettare nel vostro template, vi propongo un hack abbastanza simpatico per usare tag personalizzati senza doverli per forza far apparire nel browser.

Dovete sapere che i motori di ricerca amano due tipi di cose – i Googlebot in particolare hanno orgasmi multipli – che davvero in tanti ignorano:

  • meta description: questo meta tag viene usato per fornire una descrizione succinta del contenuto della pagina. Avete presente le due righine che Google include nei suoi risultati? Ecco1. Se Googlebot non trova qualcosa di sano lì dentro, indicizza le prime parole “utili” che trova nella pagina. “Utili” a sua discrezione che, non dimentichiamolo, è una macchina2;
  • meta keywords: questo meta tag viene usato per associare delle etichette al contenuto della pagina, un sistema molto più efficace per catalogare perché non si basa sulle parole contenute nella pagina ma su parole che l’autore del contenuto specifica di propria volontà e quindi si suppone che siano più rappresentative.

I moderni motori di ricerca utilizzano strategie miste per indicizzare le pagine ma fanno un certo affidamento su questi due meta tag di cui abbiamo appena parlato e proprio con quest’ultimo vediamo cosa possiamo fare.

Mi struggevo per capire cosa fossero questi campi personalizzati che sono in fondo alla pagina in cui si scrivono i post in WordPress, poi ho capito: sono delle stringhe in cui si può scrivere un po’ di tutto ed etichettarle con un nome particolare. Quindi per esempio, se volessimo mettere all’inizio del post un quadratino standard in cui scriviamo cosa stiamo leggendo e come stiamo oggi, aggiungeremo dei campi personalizzati con nome reading e mood – e sempre questi nei post a venire – seguiti dal contenuto che gli vogliamo associare, tipo “Calvin e Hobbes” e “allegro“.

Ora, supponiamo di volere una situazione di questo genere: quando viene visualizzata la pagina con un singolo post, i commenti e tutto quanto, vogliamo che il meta tag keywords venga popolato dalle nostre parole chiave, mentre quando vengono visualizzate tutte le altre pagine ci siano delle parole standard. Per ogni nuovo post creiamo un campo personalizzato che si chiama keywords – ma può avere qualunque nome, in effetti – e mettiamo nel contenuto del campo le parole chiave che vogliamo associare al post, separate da virgole. Poi apriamo il file header del nostro template. All’interno del tag <head> potremmo già avere dei meta tag, ma in ogni caso vanno inseriti lì e solo lì, quindi anche il nostro. Inseriamo quindi codesto codice:

<?php if(is_single()) { ?>
<meta name="keywords" content="
<?php echo get_post_meta($post->ID, 'keywords', true); ?>
" />
<?php } else { ?>
<meta name="keywords" content="..." />
<?php } ?>

dove al posto dei puntini metteremo i tag di default, separati da virgole. Fine.

Alcuni aggregatori automatici tipo Technorati potrebbero essere suscettibili al non trovare questi tag all’interno del corpo del post. A quel punto è sufficiente inserirli (opportunamente invisibilizzati) nel The Loop di WordPress3. Questo ve lo lascio per esercizio, come vi lascio per esercizio lo sfruttare il meta tag description: la tecnica è identica.

Vi dirò di più, con pochissime modifiche (esercizio) vi fate anche il box in cui dite al mondo cosa state leggendo e quanto glielo state cacando.

Ora dice: “ma c’è il plugin”, è vero. Ma a me non piacciono i plugin. Cioè, sono belli per certi versi ma alla fine non fanno mai del tutto quello che vuoi tu, quindi tanto vale.

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1. Non è proprio così: in effetti la description viene mostrata quando non c’è altro da mostrare. Se Google trova un passaggio in cui può evidenziare i vostri termini di ricerca, usa quello e non la descriptio. Ma per dire, se cercate informazioni su un sito usando site:www.example.com, se c’è una description, questa viene usata.
2. Ho letto che Bill Gates ha detto che i moderni computer hanno il cervello di una scimmia ragno, e io aggiungerei che gli manca anche l’istinto.
3. Inserirli nel Loop li trasforma in tag per la home page: potreste anche volerli inserire in calce al single post.

Commenti

neon » 

Io ho deciso di utilizzare direttamente i tag come keywords (in modo da non fare lo stesso lavoro più volte) ma di recente ho letto che in alcuni casi google penalizza i siti che utilizzano le keywords e dato che ormai hanno un peso irrilevante anche sui motori minori ho deciso di eliminarle completamente.

Per quanto riguarda meta di WP io ho provato nei primi tempi ad utilizzarlo proprio come suggerisci tu ma alla lunga ci si annoia a riempire quel campo in più.

Io lo utilizzavo per le citazioni della fonte ad esempio, adesso quando capita la includo direttamente nel post.

Morpheu5 » 

Avevo sentito dire che Google ignora le keyword – beh, ok, loro l’hanno confermato – ma che li penalizzi, se pure è vero, sarà in casi di abuso palese, che sono rilevabili anche automaticamente, immagino.

Però ho fatto caso che il tag meta keywords fa gioco in Technorati, per esempio. Ti dirò che trovo questo fatto utile per non riempire a buzzo le categorie di WordPress e comunque specificare di cosa parlano post e blog. Poi non so.

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