Tornar a Barcelona

Alfin partii, e poi pure arrivai. Salvo non rendermi conto che ero arrivato all’altro terminal di El Prat, il T1, e quindi dovevo prendere il bus circolare per arrivare al T2 da cui potevo prendere il trenino Renfe per Sants e da lì proseguire per Hospital Sant Pau sulla blu, salvo sbagliare, scendere a Hospital Clinic e arrivare a piedi sulla Rambla di Catalunya. Praticamente ero all’altro capo dell’Eixample.

Dopo essermi riorientato, e fatta un’interminabile nuotata nel collegamento sotterraneo tra le stazioni verde e viola di Passeig De Gracia (ma allora un motivo c’era se non prendevo quell’ingresso ma facevo il giro da sopra) finalmente sono arrivato in ostello dove mi aspettava un simpatico cambio di camera, da singola a quadrupla, per via che alcune camere, tra cui la mia, erano chiuse per disinfestazione. La cosa dovrebbe durare solo per questa notte, ma forse domani mi mettono comunque in doppia. Vabè, pazienza.

Non abbastanza moralmente sconfitto, scendo e decido di farmi un giro in città. Infilo la viola a Encants, scendo a salutare la Sagrada Familia, riprendo la viola constatando che il Pizza Hut è morto ma KFC è ancora lì — Sisma, ne sai qualcosa? :) — e smonto di nuovo a Passeig De Gracia. A piedi mi faccio la Rambla, constatando che le statue umane sono sempre le stesse, e arrivo al Port Vell da dove faccio tappa al MareNostrum, circumnavigo il porto — scoprendo che ci sono almeno una medusa — e finisco alla spiaggia della Barceloneta. La foto ve la caccio appena posso, ma scommetto che indovinate qual’è. :)

Da lì riprendo la metro gialla, constatando che Valle Hermoso ha finito di costruire ed è pronto ad affittare, e faccio tappa a in piazza Jaume I per un panino da Bocatta — che però a quanto pare è stata mangiata da Pans & Co.

Sufficientemente stufo, passo a salutare Sant’Eulalia, scorro le vetrine che si chiudono e mi reinfilo in metro per buttarmi in doccia. Devo ammettere che aprire Twitter e Facebook è stato quasi rilassante.

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