Recap

Dal due febbraio è passato più di qualche fiume sotto i ponti e altrettante cose sono successe. Una di queste, probabilmente la più inutile di tutte dato lo stato delle cose, è che mi sono abilitato come ingegnere e proprio ieri sono andato a gettare un po’ di soldi in direzione dell’Ordine. Sullo stato penoso del terzo settore dell’ingegneria avrei alcune cose da dire ma me le tengo per un altro post.

Poi è successo che ho trovato questo lavoro in cui faccio guadagnare altri soldi ad Apple scrivendo applicazioni per iOS. Ecco, una cosa la devo dire ma non finisce qui e i dettagli li tengo per un altro post: scrivere app per iOS è un inferno. Ora, per cominciare c’è una notevole differenza tra “scrivere applicazioni” e “programmare”, nel senso che la prima attività rappresenta quel sottoinsieme stretto e triste della seconda che a volte dà qualche effimera soddisfazione e solo occasionalmente presenta sfide intellettuali un minimo interessanti. Ma vabbè, tutti usiamo applicazioni e il mondo non andrebbe avanti senza, quindi è giusto fare anche il lavoro delle scimmie ninja, a volte. Il problema resta l’inferno: sono giunto alla conclusione che l’unica cosa che convince gli sviluppatori ad affrontare una spesa iniziale notevole (un Mac e uno o più iDevice), una quota annua (79 €), e il pizzo sulle vendite dall’app store (il 30% sulle app a pagamento resta ad Apple) è la base di utenti che ha acquistato iCosi e che è formata da gente che spesso è disposta a pagare ancora, e aziende che, pur di non mancare la Mela, sono disposte a spendere più soldi di quanti sarebbero necessari. Oh, io dico una cosa: se la gente chiede di essere fregata, perché dovremmo farci scrupoli?

Poi è successo anche che questo lavoro lo faccio a Verona, in zona industriale, un posto improbabile collegato da pochi, radi e scomodi autobus. Mettendoci anche le coincidenze artistiche di Trenitalia e la sua proverbiale gestione fantasiosa delle tabelle di marcia, sono costretto ad alzarmi alle 6:20 ogni mattina. Ora, uno di norma direbbe “trasferisciti” senza tenere conto di alcuni fatti fondamentali: primo, costa un sacco di soldi; secondo, lavorando in un settore equiparabile al lusso [1], non sono i clienti che corrono dietro a te ma sei tu che devi correre dietro a loro, e dato che questi sono spesso in posti ancora più improbabili della ZAI di Verona, bisogna avere un mezzo di trasporto personale. Solo che qua la ciccia manca (tranne che sul di me addome) e quindi niente.

Altra cosa che non è ancora successa ma probabilmente succederà a breve è che aprirò partita IVA, ma non per evadere le tasse, semplicemente perché la prima cosa che un’azienda mi chiede, prima ancora di “fammi uno sconto” o “e se togliamo l’accessibilità ai disabili mi fai uno sconto?”, è “ma la ritenuta d’acconto è detraibile?”, quindi almeno se gli faccio fattura si spera che sappiano cosa vuol dire e mi risparmino una domanda che sono stufo di sentirmi rivolgere, tipo “come si diventa scrittori?” per uno scrittore. Cazzo, leggi libri, prendi una penna e ti metti a scrivere, no? Non è che c’è la formula magica. Cioè, c’è, ma nessuno te la dirà mai e tu devi avere un culo spropositato per trovarla, oppure ti metti di lena e fai del tuo meglio come tutte le persone oneste, perché ognuno ha la SUA formula magica e copiare quella di un altro non ti porterà da nessuna parte. O almeno da nessuna in cui valga la pena essere. Ma sto divagando.

Altra cosa che è successa è che sto imparando a suonare la batteria. “Ma come–dice–non la suonavi già?”. Sì, ma tra suonarla e saperlo fare c’è un abisso. Io mi ci sono appena buttato e ora Elaine è scesa con la corda per… chiedermi cosa ci faccio lì. Vabè, sta andando tutto abbastanza bene, mi sembra di essere tornato ai tempi delle medie, quando avevo quasi paura di far male alle pelli, ma è un bella sensazione e qualche risultato si sta già vedendo. Insomma, buttarsi nel jazz senza salvagente serve.

Poi ho qualche anticipazione. Primo, ho il permesso di ripubblicare gli articoli che scrivo per Linux&C dopo sei mesi dall’uscita su carta, quindi appena finisco di metterli insieme e tradurli in tre lingue (-.-) pubblico quelli di Inkscape. Poi in questi giorni dovrebbe uscire il primo di tre articoli che sto scrivendo su Drupal, sempre su Linux&C, quindi fate la posta alle edicole e accattatevi il numero :) e se la trovate a Vicenza fatemi sapere dove. Per fine aprile dovrei avere pronto il secondo ma nulla so sui tempi di uscita in edicola: Linux&C ha una periodicità piuttosto aleatoria :) tenete d’occhio oltrelinux.com.

Secondo, forse sono in dirittura d’arrivo con un progetto a cui lavoro da parecchio ma che vorrei tenere ancora un po’ nell’ombra. Doveva essere pronto per febbraio ma sono successe cose. Ora forse sarà pronto nel corso di maggio, o forse giugno, dipende da quanti dindi riesco a mettere da parte. Ma se il giochino esce bene potrebbe addirittura essere un modo interessante per arrotondare.

Bon, il treno è in arrivo a Verona Porta Vescovo, la prossima fermata è la mia: sono pochi km, dovrebbe essere questione di 5 minuti, ma evidentemente il software di controllo non è stato scritto in Ada (e chi ha fatto Sistemi Operativi a Ingegneria a Padova sa di cosa sto parlando :)

EDIT: sette minuti dopo stiamo ancora sopra l’Adige -.-

  1. Anche questo sarebbe opinabile, ma qua la gente non l’ha ancora capita che siamo nel 2011 e che gli affari non si fanno più sulla parola e che il mondo è più grande di una volta e…

Commenti

Graham » 

Hey Andrea,

Congratulations about the job. Though it sounds difficult keeping a balance, but this is a normal struggle.

Before I was not aware of your developing exploits as a writer. Keep it up, hoping to read things in the future.

best from BCN

Andrea Franceschini » 

Hi Graham, so glad to see you here! It seems you’re getting better and better with your Italian (either that or Google Translate is becoming better and better with its Italian :)

Yes, it’s kind of difficult to keep a balance but I’m confident it’ll become easier as time goes by :) I still plan to try enrolling in some phd programmes in the near future so I’m trying to build a stable financial basis and constant cash flow in case I don’t get a grant. I’d like to try the MTG too but in that case I’d definitely need to be paid and I’m not too sure on how to request/obtain funding so I think I’ll push this back to the next year in case I won’t get accepted here in Italy (well, actually I’ve already been accepted by two Universities without grants, but I didn’t have a job at that time so I had to turn them down as I couldn’t afford it).

As of my so called “writing career”, I started it a little before going to BCN, and if I’m not mistaken, I think I wrote my first two articles during my stay at the MTG, which brings back lots of good memories to me :)

I’ll probably be hanging around at the SMC in Padova this year, so I hope to see you there :)

Graham » 

Google Translate… you guessed it.

About funding, I would contact Mathieu. He is currently waiting to see if he will get a scholarship from Catalonia. He may have some ideas.

Also, have you heard about the compMusic project? It’s a computational musicology project that Xavier just started. I know he has some PhD assistantships available with that project. You could contact him directly and ask, for example. It’s best to ask directly and promptly. (as always, it’s best to be without shame and 90% is just showing up)

I may not make it to SMC this year, but I’m sure we’ll meet again someday. At any rate, I’ll watch this space for news.

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