Metropolis pt.2: Scenes from a memory (Dream Theater)

dt-metropolispt2.jpgI Dream Theater hanno inventato il prog-metal, ed è forse col loro lavoro meno metal che hanno realizzato l’album migliore. “Metropolis pt.2: Scenes from a memory” è uno di quegli album che non si fa rivalutare ad un secondo ascolto: è complesso, organico e per la maggior parte monolitico, va ascoltato tutto d’un fiato o se ne perdono i tratti più sottili e non se ne apprezza la costruzione.

L’album si snoda attorno alla dualità tra la storie di Nicholas, un uomo che si sottopone alle cure di un ipnoterapeuta per capire perché è ossessionato da alcuni incubi che lo rincorrono ogni volta che chiude gli occhi, e la storia di un brutale crimine avvenuto anni orsono. Nicholas apprende molte cose graze alla terapia: conosce Victoria, una ragazza uccisa nel 1928, e realizza che deve scoprire tutta la verità sull’assassinio per riavere la propria pace poiché, come scoprirà più avanti, tra lui e Victoria c’è un fortissimo legame che dura oltre il tempo.

La turba interiore di Nicholas e la sua ricerca della tranquillità fanno da continuo pretesto per l’azzeccatissima alternanza tra i brani, dalle sonorità dure cui i Dream Theater ci hanno abituati a brani più leggeri, come la commovente “Through her eyes” – la cui intro strizza l’occhio ai Pink Floyd – o “The spirit carries on” in cui Nicholas, giunto alla fine della terapia, incontra Victoria presso la sua tomba e realizza tutta la verità sull’assassinio. Deciso a rivelare quello che sa, rincasa e si prepara ad affrontare il sorprendente finale anticipato dall’ultimo brano, “Finally free”.

Amo questo disco ma lo ascolto di rado: lo trovo molto complesso da digerire e alcuni passaggi sono veramente troppo pesanti. È la prima apparizione in formazione per Rudess, che assieme a Portnoy, rende sufficiente un ascolto per due mesi.

Commenti

pikkio » 

Ricordo un episodio della mia vita. Ero alla FNAC e avevo questo disco tra le mani, quando… arriva wago che me lo strappa con violenza gridando “Nuuu i drim tìter nuuu” :D

Morpheu5 » 

Ma il fatto è che wago è sbagliato. Questo è uno dei loro dischi più meritevoli, tranne che per il fatto che da lì è entrato Rudess e vabbè.

wago » 

Beh questo disco l’avro’ ascoltato centinaia di volte, a suo tempo. Ora non ne posso veramente piu’. Sara’ crisi di rigetto, boh, non so. So solo che l’unico che non mi irriti li’ dentro e’ Myung…

Morpheu5 » 

Vabè, dovevi ascoltarlo poco, come tutti i dischi dei DT, del resto. Poi per forza che finisci col darti ai Can ed altre pessimate simili.

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