Cose che si rompono, ancora

Qualche tempo fa scrivevo della soprannaturale capacità di impestamento donata al mio portatile dalla bislacca interazione tra hardware e software [1].

Recentemente — leggi: da un mese buono — il caps lock lampeggiante è tornato a farsi vivo. Nel periodo trascorso da quel post a oggi è successo, nell’ordine:

  • niente;
  • niente;
  • niente;
  • un aggiornamento della RAM (in cui il mezzo giga che c’era è uscito e sono entrati due giga nuovi fiammanti);
  • un soggiorno di sei mesi in un posto caldo anche d’inverno;
  • un cambio di hard disk.

Ora: Memtest86+ non rileva condizioni di sorta, lo SMARTmonitor mi assicura che il disco sta benone, c’è solo una cosa che succede quando la parte frontale dello chassis viene sollecitata con forze di intensità e direzioni non predicibili, cioè si inchioda tutto di brutto e si spegne anche lo schermo senza altra indicazione. In teoria in quella zona lì dovrebbe esserci la scheda video — che forse forse non è integrata come pensavo, ma andrò a verificare.

I sintomi sono che non posso fare niente che coinvolga un uso pesante del video (come rappresentanti delle categorie d’uso: vedere film, usare blender) e mi suggeriscono che la causa potrebbe essere il caldo. Volendosela dire tutta, potrebbe anche essere, dato che ho verificato che fglrx è più efficiente di radeon per tenere i consumi bassi e le ventole spente, ma allora perché ieri sera mi sono modellato una scena di radiosity in blender e visto “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo” e “Alien vs. Predator” in Windows senza neanche un accenno di blu?

  1. Nello specifico, tra una ATI Radeon X300 (M22) e Linux (dove per Linux intendo sia il driver closed-source fglrx sia il driver open-source radeon).

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