Awkwardness pt.2

Allora, tanto perché qua di cose awkward ne succedono ogni due minuti, oggi uno dei due italiani mi chiede una cosa su Octave che però non sapevo. Così chiedo al volo via email ad uno che ne sa, ottengo risposta e gli faccio: “nel frattempo sei riuscito a fare quella cosa che mi chiedevi?”. È seguito un lungo attimo di sbigottimento ed è uscito che mimetizzarmi tra gli spagnoli mi riesce abbastanza bene. Fine del momento awkward.

Oggi c’erano le porte aperte alla UPF, presentavano le varie attività al popolino e il salone preposto era strapieno di gente che blaterava cose in catalano. Così mi sono diretto nella saletta del reacTable sperando che non ci fosse ressa — ah, beata ingenuità — e la gente faceva proprio le bizze, si strappava i capelli, scene di isteria, tutti a sommergere tutti di domande (compreso me quando hanno capito che qualcosina ne sapevo — tranne il catalano, ovviamente, ma quello l’hanno capito troppo tardi) e tutti uscivano felici e contenti.

Io dico che se facevano una cosa del genere a Padova, anche solo con la RoboCup coi cagnolini che giocano a calcio, la reazione era “tagliatevi i capelli e andate a lavorare”.

Commenti

Xa » 

Beh, l’importante è che abbiano finalmente capito che sei italiano…

Perchè, capelloni ce n’è tanti? Mi sa che dovrai tenermi moolto stretta quando verrò a trovarti :P

V@le » 

w l’università italiana pt.2 :D, hai già avvertito i capi dipartimento che a marzo mi trasferisco lì??eheheheh son di poche pretese mi basta una scrivania e un pocio stereo da cincionare… (<- sto già entrando nell’ottica della parlata catalana :D )

Andrea Franceschini » 

Guarda, funziona così: mandi una mail a Serra dicendo che ti manda De Poli, lui guarda nei registri, vede il tuo nome e conferma, e poi ti trasferisci qua :P

(uno dei due italiani, quello che se n’è andato Domenica, è in tesi con Sarti, per dire…)

Rispondi