Atterrato

Ma proprio nel senso di a terra, per la stanchezza. È stata una settimana magnifica e faticosa in quel di Barcellona, soprattutto per le vesciche mostruose che mi sono procurato nel post precedente, e per via di alcune punture di insetti malefici che hanno banchettato sul mio stinco destro la notte seguente. Ma cerchiamo di fare ordine.

Sound and Music Computing è una conferenza un po’ diversa dalle altre analoghe, tipo NIME, ICMC, DAFX et similia, per un motivo abbastanza preciso: non si concentra su un particolare aspetto, al contrario lo spettro di contributi che accetta è estremamente ampio, penso per incoraggiare il cross-thinking [1] che conduce a piacevoli situazioni in cui si arriva a risultati nell’ambito facendo giri strani [2].

I vari paper di quest’anno erano tutti molto interessanti. Per forza di cose ho dovuto glissare un po’ sui poster, ma le sessioni di talk me le sono fatte tutte [3] però le sessioni a cui ho assistito, il keynote di Ricard Solé sull’aspetto evoluzionistico di cellule, linguaggio e tecnologia, e il panel sul rapporto tra strumenti (tools) e musica, sono stati tutti fonte di ispirazione, senza eccezione.

Poi è venuto il venerdì pomeriggio, la sessione di Interaction in cui dovevo presentare il mio paper — che si trova qui per chi volesse leggerlo. Il talk è andato abbastanza bene, quantomeno sono riuscito a far ridere il pubblico quando volevo io e a mantenere l’interesse. Soprattutto sono riuscito ad evitare il cartello giallo che il chairman alza quando mancano cinque minuti allo scadere del tempo. Mi sono state fatte un paio di domande interessanti che mi hanno dato spunti per riflettere. Insomma, sono proprio contento.

Passato il talk finalmente sono riuscito a rilassarmi e godermi il resto della conferenza con un po’ di leggerezza in più — non che abbia passato una settimana a preoccuparmi del venerdì pomeriggio, sia chiaro, ma sì, insomma :)

C’è stato un altro aspetto che chi mi ha seguito su Twitter probabilmente avrà notato, cioè quello dei concerti. Allora, uno pensa “oh, via, andiamo a sentire un po’ di musica”, e invece no. L’opening act è stato ad opera di Barry Truax, che è questo professore canadese luminare nella creazione di soundscapes. È stata una bella performance in una bella sala con un bel sistema ad otto canali molto immersivo. Bello. I brani erano un po’ lunghi, ma piacevoli. Per chi non sa cosa sia un soundscape, in parole povere è come uscire di casa e ascoltare i rumori che ci sono attorno. Col vantaggio che ci si può immergere in paesaggi fantastici e molto lontani dalla propria realtà, e addirittura raccontare storie. Molto bello, anche per chi si occupa di sonorizzazione di opere visive.

Nei giorni seguenti ci sono stati altri concerti. Ecco, ora. Io non saprei. Probabilmente sono io che non conosco cosa sta dietro a tutto questo, ma francamente sentire rumori senza filo logico in octofonia per 20+ minuti a “brano”… è un po’ noioso :) A meno, ovviamente, che questi rumori siano interessanti, comunichino qualcosa, o almeno ci provino. Vabè. C’è stato qualche highlight, ovviamente, tipo la performance “Swish & Break”, di Maurizio Goina, Pietro Polotti e Sarah Taylor, in cui quest’ultima indossava degli accelerometri e teneva in mano due torce, e faceva una specie di balletto che veniva convertito in suoni. Veramente spettacolare. Poi un altro highlight dev’essere stato “Baroque Basso Continuo for Cello,Heart (ECG) and Mind (EEG)”, di Stephen Barrass e Diane Whitmer, con Sasha Agranov al violoncello, che purtroppo mi sono perso. Infine uno che ho apprezzato moltissimo è stato “Mimar” di Mikel Chamizo, per quartetto di sassofoni e Reactable. Molto bello il brano per sassofoni, magistralmente arricchito dal Reactable.

Il problema è che tutta questa art music risulta un po’, come dire, incomprensibile. Tanto incomprensibile. Uno ha sempre l’impressione di non sapere se si sta perdendo qualche pezzo o se effettivamente sta assistendo a cat /dev/urandom > /dev/dsp… :) E quindi i simpatici organizzatori hanno pensato ad una sessione di Vocaloid + LoopMash per spezzare il sabato. È stato un gran peccato che non sia riuscito ad arrivare questo signore dal Giappone che ci doveva spiegare come mai Vocaloid ha avuto un tale successo da avere una quantità di dischi in classifica. Tuttavia un’attendibile fonte giapponese (che, ad onor del vero, vive in Italia da molti anni) sostiene che secondo lei la società giapponese è un po’ malata. E se lo dice lei… (ciao Tomoko, ciao Mathieu :)

La parte divertente è stata quando Xavier Serra ha fatto partire questo video e i giapponesi nella sala si sono pisciati dalle risate. Notably enough, il resto dell’audience aveva più un’espressione basita, tipo “SRSLY?“, mentre quelli dell’MTG, che è uno dei maggiori contributori a Vocaloid, nella persona di Jordi Bonada, avevano una faccia tipo “oh, merda, noi abbiamo creato questo mostro”… e ad ogni video successivo l’incredulità e lo sgomento aumentavano. Vabè, dopo giorni di “art music”, un po’ di JPop ha fatto solo bene alle orecchie :) Peccato che alla fine me ne sono uscito con un tale mal di testa che mi sono dovuto ritirare in ostello un paio d’ore.

Alla fine della fiera (…) ho imparato due cose importanti: la Fnac di Barcellona chiude di Domenica (mannaggia a loro), ed esiste tutto un ecosistema di roba fighissima che non avevo mai veramente sospettato. Lezioni jolly: se si atterra a El Prat terminal 1 bisogna prendere l’autobus circolare per andare al terminal 2 dove si trova il trenino per Sants, e se si vuole andare da Sants a El Prat bisogna prendere la R2 Nord, oppure scendere a El Prat de Llobregat e cambiare.

In definitiva, grazie a tutti, è stata una settimana fantastica, e ci rivedremo l’anno prossimo a Padova (yay! :)

  1. Uscitevene voi con una parola italiana altettanto efficace…
  2. Tipo in Efficient Finite Difference-based Sound Synthesis using GPUs, che è una cosa a cui pensavo da un po’ ma che non ho avuto occasione di provare.
  3. Non è vero, ho saltato quelle su Sound Modelling and Processing e Music Classification and Annotation, perché in effetti mi interessavano meno e avevo altro da fare :)

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