A Midlands adventure

La settimana scorsa ho avuto ospiti e quindi non ho fatto il post settimanale, e vabbè: per quanto vi voglia bene, volevo più bene all’ospite, quindi se volete che vi voglia più bene venitemi a trovare — solo che poi non so se mi vorrete più tanto bene voi ma vabbè.

Per farla breve e cominciare la vacanza come si deve [1] ci è sembrato carino andare due giorni a Londra per la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi. Qui potete inserire, se volete, una parentesi lamentosa sul fatto di spendere 19 sterline per fare 80 km avanti e indietro col treno che se prendevate il biglietto un mese prima erano solo 8 ma vabbè: almeno era un treno decente e veloce. Comunque non c’è solo da lamentarsi: Belgravia Rooms è un ostello più che decente in location eccellente ad un prezzo più che ragionevole, a circa 15 minuti a piedi dalla stazione di Victoria e da Hyde Park.

Visto che stare a riposarci ci sembrava brutto, siamo andati a fare un giro tra la fauna locale per ammirare il modo pacato e civile con cui i sudditi si preparavano alla cerimonia di chiusura:

Dopo esserci rifocillati, e siccome non eravamo ancora abbastanza stanchi, ci siamo messi in coda alla Royal Albert Hall per i biglietti a £5 della piccionaia, posti in piedi, che però in piedi non ci stava nessuno e si vedeva e sentiva più che bene. I Proms sono una cosa bella: si va lì, ci si sbraca e si ascolta buona musica in location eccezionali. Qualcuno legge, qualcuno dorme, l’importante è non fare foto. Ma noi siamo italiani, mica pizza e fichi.

Comunque il sole mangia le ore anche in Inghilterra e ad un certo punto siamo andati a Victoria Park ché sennò ci si perdeva la cerimonia sui megaschermi (che poi tanto mega non erano ma pazienza). Il fatto che all’ingresso del parco le autorità avessero istituito un check point aeroportuale (con metal detector ad arco incluso) non ci ha sorpresi più di tanto, ma con la folla che tentava di entrare ci siamo fatti un’ora di bolgia prima di essere sommariamente perquisiti a mano che potevo nascondermi addosso una scimitarra da cerimonia e un M16 e non se ne accorgeva nessuno, figuriamoci piccoli oggetti appuntiti e macchine fotografiche con “lenti più grandi di 6 pollici”. Il resto della serata l’ho passato a chiedermi se i sei pollici erano di lunghezza o di diametro. Comunque è stato più bello godersi la cerimonia in mezzo alla gente che la cerimonia in sé, anche se qualche highlight l’ha avuto anche quella. In compenso la mattina dopo abbiamo capito perché i giapponesi sono superiori a noi

che avevamo ordinato un “makiatto” (o “macïado” a seconda di chi lo diceva) con cookie e toast bruciacchiati. Certo, poi magari loro dovevano prendere l’aereo per tornare a casa senza scali. Noi invece non eravamo ancora stanchi abbastanza perché abbiamo deciso di farci un giro a musei e un altro Prom, tanto per non farci mancare niente, anche se questa volta almeno stavamo seduti su una panca.

Per chiudere la seconda giornata col botto, siamo tornati alla base con un treno a forma di Iron Man [2].

I giorni seguenti non sono stati da meno, tra sfiancanti maratone di Doctor Who, mezze giornate di lavoro ché io ufficialmente non ero mica in vacanza, Cambridge [3], Stratford-upon-Avon [4] e Il Discorso del Re a Campbell Park, abbiamo infine deciso di avventurarci nella profonda collina inglese, verde come neanche la camicia di Bossi nei più vividi sogni di un leghista, per andare a trovare il cavallo bianco di Uffington che è un bel posto, un po’ sperduto, ma molto, molto verde. E bianco. Oltre al cavallo, che per alcuni in realtà è la traccia indelebile del sangue del drago ucciso da San Giorgio, c’è anche un castello, o meglio il fossato che circondava una presunta fortificazione di legno di un sacco di anni fa, e pecore. Tante pecore.

A quel punto abbiamo deciso che andare a Londra e non vedere un musical era un delitto contro l’umanità sanzionato dalle Nazioni Unite e quindi, previa rapida visita a Oxford tanto per essere sicuri che fosse davvero meglio di Cambridge [5], abbiamo sganciato i nostri £ 14,50 di treno per andare e tornare in giornata e vedere lo spettacolo pomeridiano [6] di Les Miserables, che è pure un bello spettacolo. Siccome questa volta invece stanchi lo eravamo davvero, abbiamo deciso di vedere solo Regent’s Park, Baker Street, Soho, Covent Garden e due rapide visite a Forbidden Planet da cui però siamo tragicamente usciti a mani vuote.

Trascinatici verso casa [7], l’ultima cosa che restava da fare era riaccompagnare la dolce metà all’aeroporto e tornare alla routine quotidiana.

Sì, insomma. Per conto mio non è che mi venga tanta voglia di girare [8] per cui venitemi a trovare :)

PS. Le foto le ha scattate tutte Elena e, quando deciderà di pubblicarle, le troverete (con molte altre) nel suo Flickr.

  1. In teoria una vacanza si comincia riposandosi, per quei due o tre miliardi di voi là fuori che non lo sapessero…
  2. Che per la verità era lo stesso che avevamo preso all’andata, solo che in questo caso la prima classe era stata declassata e quindi ci siamo beccati il WiFi gratis.
  3. Sorry, i college sono belli ma come città vince Oxford.
  4. Una di quelle cittadine minuscole che si trovano in tutti i libri di inglese per le medie perché ci è nato, morto e miracolato Shakespeare, che poi uno si chiede perché studiare il Bardo in prima media ma vabbè.
  5. Spoiler: lo è ma, come avevamo constatato pure a Ely, nei paeselli il tè si prende alle 4 perché alle 5 è tutto chiuso, mentre a Oxford qualcuno resta aperto.
  6. Biglietti: £ TANTO.
  7. Letteralmente dato che tra la stazione di Milton Keynes e il parcheggio gratis dove avevamo lasciato l’auto c’è l’intero centro per lungo.
  8. Se avessi una moto, magari…

Commenti

Xa » 

Ladro!!! :P No, almeno un paio di foto sono dal tuo iPod, vero? … Dannato esposimetro.
DW meritava uno spazio maggiore in questo report, comunque. Allons-y!

dpgduuude » 

Andrea, azz, mi dispiace non essere ancora venuto lassù in UK, ma avevo deciso per un bel souvenir dal Marocco, e ho pensato quindi che una spalla lussata con relative complicazioni fosse la scelta migliore… Mi potresti un po’ illuminare su come arrivare fin là (e i prezzi del trasporto, in soldoni) per il futuro?

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