Ammirare Vienna al buio

scritto da Andrea Franceschini il giorno 4/8/2008

Quando giro per una grande città non riesco mai a figurarmene la dimensione vera e così mi piace pensare ad una dimensione finta che comprende un po’ tutto quello che c’è, dai palazzi alla gente, dalla velocità al passare del tempo. E Vienna, da questo punto di vista, è enorme. Certo più di Roma, forse perfino più di Parigi. Ok, avrò passato i tre quarti delle mie giornate al campeggio a studiare Algebra ma talvolta uno sguardo fugace alle mura bianche che si vedono dalla strada, se pure non aiuta a imparare la mappa della U-Bahn, regala più di una giornata a scarpinare per decine di piazze e musei.

Non ho girato molto il mondo nella mia vita, men che meno le capitali, ma Vienna è divertente, e non solo il centro, perché se a uno piace l’arte e la creatività, ne trova dietro ad ogni angolo: è la cosa che fa la differenza tra la città progettata da un geometra e la città progettata da un architetto. Non è solo avere la statua o il monumento, perché allora ci sono città che stracciano Vienna facilmente, ma è soprattutto saperli collocare in una cornice degna e gradevole, non applicarci una targa sontuosa a fianco ma costruirci una piazza attorno, con le luci, le ombre e le suggestioni, con buona pace del cartellino nascosto scritto solo in tedesco. E con buona pace delle ricostruzioni dopo i bombardamenti.

Parigi è meravigliosa, senza i parigini, ma Vienna senza i Viennesi è solo una città bianca, grigia, raramente rossa e dal design di alta qualità. Non so una parola di tedesco e mi aspetto sempre che perfino le soavi vecchiette tengano un mitra nella borsetta, ma per nulla al mondo avrei fatto a meno delle voci e delle persone nella metro e per le strade. Tram e U-Bahn hanno su di me un potere quasi mistico, a differenza dei bus su gomma ed altre analoghe diavolerie moderne, ma sembra che il mezzo padrone della città sia sempre e solo la bicicletta. Anche se non ce ne sono tantissime, ci sono poche macchine e i ciclisti sono dotati di una buona dose di sfacciataggine che gli permette di sopravvivere agevolmente. Io, comunque, anche se la bici ce l’avevo, preferisco sempre e comunque la metro. Anche se arriva ogni 12 minuti e ti fa perdere la coincidenza col bus di Hütteldorf.

Vienna dopo le sei chiude e può essere un problema se la tua guida smette di lavorare alle cinque e prima delle sei e mezza non è libera. Le strade si svuotano e la gente si raccoglie nei punti di ritrovo principali, tipo il municipio, il Naschmarkt o le sponde del Danubio. Al municipio, d’estate, uno ci va per due motivi: per mangiare specialità dal mondo e per assistere a proiezioni di varia natura sullo schermo antistante la facciata. L’atmosfera è un po’ caotica, non è facile sedersi e si rischia di uccidere a zainate l’alta nobiltà di Windsor ma, nonostante non ami le calche, è il posto che frequenterei vivendo in città.

Poi la gente dice che vado nei posti e guardo le strade: non è vero, sono stato anche nei musei. Pochi ma buoni, tipo la Haus der Musik o il Kunsthistorisches Museum, peccato per l’enorme esposizione di quadri largamente privi di interesse in sfavore dei molto più interessanti reperti archeologici di epoca, provenienza e logistica svariate, peccato solo per la cronica scarsità di descrizioni in altre lingue diverse dal tedesco. Peggio a Schönbrunn dove le descrizioni erano esclusivamente demandate all’audioguida (gratuita) che non ho preso all’entrata perché “tanto ci saranno i cartelli in inglese, trattandosi della prima attrazione turistica nella città”. No, e neanche in crucco. Meglio il parco della reggia ad accesso libero — dove i cartelli comunque non servivano — ed impressionante per varietà e completezza lo zoo ivi locato — anche se necessita di biglietto.

Poi sabato sono tornato a casa e mi è calata addosso una tristezza infinita da cui sto uscendo in queste ore, anche perché devo tornare a studiare per gli ultimi due esami… Voi comunque andatevi a leggere il blog della mia guida preferita per tutte le informazioni turistiche che io non sono capace di dare.

Unschätzbar

scritto da Andrea Franceschini il giorno 28/7/2008
  • Cena frugale con delizie d’importazione: 10 € (con portafogli al seguito)
  • 100 km di Autostrade per l’Italia: 15 € (col Telepass)
  • 250 km di autobahn austriaca in un solo colpo: 7,70 € (per una settimana intera)
  • 200 litri di gasolio: 300 € (col Bancomat)
  • Cena tandoori in centro a Vienna con morosa e buon jazz in sottofondo: 18 € (col portafogli della morosa)
  • Abbonamento settimanale ai mezzi pubblici: 14 € (appena scopro dove ho lasciato i soldi)

Aprire il portatile in campeggio e scoprire di non essere l’unico nerd ad averlo scelto solo perché c’era il wireless, proprio non ha prezzo.

Valige in mano

scritto da Andrea Franceschini il giorno 29/6/2008

Non sono l’unico ad emigrare ma anche Elena, da domattina per tre mesi, sarà dalle parti di Vienna, giusto in tempo per perdersi la finale degli europei.

E per l’occasione ci tiene a ribadire che a Vienna non fanno solo splendide torte di cioccolato.