Educazione e gentilezza

Poco fa, per la milioneunesima volta, ha chiamato Fastweb, dandomi del Sig. $Cognomedimammà (perché la linea telefonica è intestata a mammà) e chiedendomi se può parlare con me per propormi yadda yadda e bla bla bla. Rispondo pacatamente che la persona deputata (mammà) non è in casa, e che l’ultimo milione di volte che ci hanno chiamato abbiamo sempre rifiutato, chiesto di non chiamarci mai più, e sbattuto giù il telefono.

A quella, la solerte telefonista, col tono più neutro di cui era capace, e senza tradire di una virgola il protocollo e il training [1] subito, ha aggiunto

Ma lei, così, si sente educato, Sig. $Cognomedimammà?

e, senza darmi nemmeno il tempo di risponderle “immensamente più dell’azienda che la paga”, mi ha chiuso la comunicazione.

Ora, certi film ci insegnano che non è colpa delle “povere” telefoniste, ma cazzo.

  1. aka, lavaggio del cervello

Gettare al vento fogli da cinquanta

Un tizio va dal medico e dice “dottore, ho un problema di ordine medico, mi può aiutare?”, il medico è possibilista e chiede di cosa si tratta. Per tutta risposta il tizio se ne va.

Sembra una di quelle barzellette che fanno ridere perché non fanno ridere, di quelle che fanno ridere perché violano l’attesa di una battuta risolutiva, di quelle tipo “un tizio incontra un amico per strada… e poi muore”. E invece, purtroppo, è la situazione tipica che mi succede ogni volta che qualcuno mi telefona o mi scrive per propormi un lavoro.

Per esempio, l’ultima email di questo tipo che ho ricevuto recitava più o meno

Mi servirebbe un programmatore $linguaggio e $altro_linguaggio, mi faccia sapere se può aiutarmi.

Non ho ancora risposto, lo farò domani, ma con ogni probabilità la cosa seguirà un copione già noto:

Io » Sì, conosco quei linguaggi, in particolare di cosa si tratterebbe?
Lui » È meglio se fissiamo un incontro, $giorno le va bene?

quando va bene, perché mi è anche capitato di non ricevere alcuna risposta. Qual è il problema in tutto ciò? Il problema è che nei (presunti) trenta secondi che hai impiegato a cercare un giorno libero e chiedermi se mi andava bene, potevi dirmi subito di cosa si trattava. Potevi anche dirmelo la prima volta, in effetti. Non è ancora chiaro il problema? Con ogni probabilità a me non andrà bene quel $giorno, ma ti proporrò $altro_giorno, perdendo altro tempo per ulteriori email non necessarie in cui ancora non saprò di che tipo di lavoro stiamo parlando, e tutto per arrivare a concordare un giorno e magari scoprire quel giorno di aver perso tempo perché non ho i requisiti necessari per quel lavoro.

Siccome poi l’altra parte del copione è quella che include la frase “noi qui non abbiamo tempo da perdere in testing ed altre scemenze del genere”, è evidente che perdere del tempo a cercare un giorno in cui incontrarsi invece di tagliare subito la testa al toro è stato un terribile errore di management.

Ma queste cose ve le devo insegnare io, un ingegnere informatico con esperienza lavorativa virtualmente nulla? Perché a me hanno sempre spiegato che il tempo è denaro, se voi ne avete così tanto da poterlo gettare… io no.

Sicurezza caraibica

Proprio nel momento in cui Aruba.it cominciava a diventare un pochino meno fetente, e perfino accettabile per certe applicazioni, ecco che quei gran geni al guasacaca sganciano la bomba H: prima di accedere via FTP al proprio spazio, bisogna passare dal sito, autenticarsi con la stessa coppia user/password che si usa per l’FTP, e aggiungere l’IP da cui si accede all’FTP alla lista degli IP autorizzati. Dopodiché bisogna aspettare circa un’ora perché l’autorizzazione diventi effettiva, e infine si può accedere al proprio spazio via FTP. Tutto ciò in nome di una maggiore sicurezza.

Ora. A me sembra che ci sia un problema di fondo: se usiamo le stesse credenziali per inserire l’IP e collegarci via FTP, e supponendo che la nostra acerrima nemica Mallory conosca già le suddette, cosa impedisce a Mallory di inserire il proprio IP e quindi avere accesso via FTP? Non era forse meglio switchare a qualche tecnologia basata su SSH? Quella sì che sarebbe stata una scelta molto apprezzata. Anche perché, diciamocelo, gli IP dinamici (99% delle utenze in Italia, nonché ormai una necessità data la penuria di IPv4) cambiano: cosa succede se ad un certo punto il mio ISP mi cambia IP? Devo aggiungerlo di nuovo e aspettare un’altra ora?

Ma perché mi lamento? Aruba.it è un servizio rivolto ad utenti poco esperti che non sanno di stare al mondo. Bene, Aruba.it: avevo deciso di darti un’altra chance, ma qua vedo che non ti interessa, e quindi so long and thanks for all the fish.

Cayenne

A me uno che prima sbandiera di aver speso 180 k€ per un Cayenne del 2008 tessendone le lodi anche a chi era interessato meno di zero, e poi si lamenta che nel cambio tra la sua vecchia auto e un’altra auto da 39 k€, della vecchia gli danno “solo” 2000 euri, io lo prenderei a sberloni finché il culo non gli torna al suo posto.

A me, della vecchia Punto, per comprare quella nuova da 8000 euri, me ne hanno dati 500. CINQUECENTO. E ho ringraziato.

Europe Web Agency

Qualche giorno fa mi è arrivata una lettera di carta da una certa Europe Web Agency Ltd con sede a Londra. In sostanza mi avvisano che da settembre stanno aspettando che io paghi 249 € per un pacchetto che non ho mai ordinato che include la registrazione di altri tre domini oltre a quello che io già ho registrato attraverso di loro.

Il dominio che si suppone io possegga non ricordo di possederlo, ma dato che la mia memoria a volte fa cilecca, potrebbe essere che l’abbia registrato millanta anni fa in uno di quei servizi che registravano gratuitamente domini e impostavano un redirect. Il fatto è che millanta anni fa suonavo in una band che si chiamava proprio Albakiller, di cui avevo creato un sito per gioco, quindi tutta la faccenda potrebbe ipoteticamente stare in piedi. Tranne per il fatto che non mi sarei mai sognato di inserire il mio indirizzo di casa in un servizio gratuito, ma forse nome e cognome… ho talmente tanti omonimi… chi si ricorda?

È inevitabile che la prima cosa a cui ho pensato sia stato il “Registro Italiano in Internet per le Imprese”, quella specie di truffa ad opera di una società tedesca. Inoltre la parte piccolina in grigio che dice che questa è l’ultima occasione per accettare i termini del sollecito originale puzza un po. Non c’è da dire che non ho ricevuto alcun sollecito a settembre. Infine, una ricerca su Google mi ha portato solo sul sito di questa fantomatica agenzia–che sembra essere una società di servizi Internet del tutto legittima–e nessun sito in cui la si cita per presunta truffa. Ho lasciato decantare la cosa fino ad oggi quando, cercando di nuovo “Europe Web Agency” su Google.it, ho trovato invece numerosi siti in cui si invita a fare attenzione alle lettere che questa società sta inviando a mezza Italia.

A questo punto, roso dalla curiosità, me ne sono andato a fare una visita ad albakiller.com, che è un redirect ad un blog personale in cui non mi sono addentrato più di tanto. Gli altri tre domini citati, invece, non sono proprio registrati. Infine un giro su whois.net ha rivelato che

[Querying whois.verisign-grs.com]
[whois.verisign-grs.com]

Whois Server Version 2.0

Domain names in the .com and .net domains can now be registered
with many different competing registrars. Go to http://www.internic.net
for detailed information.

   Domain Name: ALBAKILLER.COM
   Registrar: GODADDY.COM, INC.
   Whois Server: whois.godaddy.com
   Referral URL: http://registrar.godaddy.com
   Name Server: NS27.DOMAINCONTROL.COM
   Name Server: NS28.DOMAINCONTROL.COM
   Status: clientDeleteProhibited
   Status: clientRenewProhibited
   Status: clientTransferProhibited
   Status: clientUpdateProhibited
   Updated Date: 26-dec-2009
   Creation Date: 26-dec-2009
   Expiration Date: 26-dec-2010

il dominio albakiller.com è stato creato il 26 dicembre 2009… quindi non mi è chiaro come questi pretenderebbero di scippare del dominio l’attuale proprietario, che suppongo essere quello del blog–a meno che non siano in effetti loro stessi i proprietari.

Sì, insomma. Voi fate attenzione a non pagare, ma questi, per conto mio, si sono bruciati in partenza.