scritto da Andrea Franceschini il giorno 5/11/2008

Devo dire che inchiostrare con Illustrator è un altro paese… soprattutto quando sotto non hai la matita. Spero che ora Makkox non mi farà causa per avergli rubato il format… ma comunque anche lui è un altro paese, per cui al limite mi becco una denuncia per diffamazione.
Poi, se avessi seguito il consiglio di Sisma, a quest’ora sarei il Nostradamus del webcomic, ma insomma: consoliamoci che forse era una previsione facile…
scritto da Andrea Franceschini il giorno 29/10/2008
Ci sono delle cose che ho sempre pensato “mai in vita mia”. Una tra queste è Starbucks, perché si sa che il caffè fuori dall’Italia fa schifo.
In un deficit di caffeina congiunto con una certa sonnolenza post-pranzo in combo con un eccesso di curiosità, ho fatto il giro del Temple Expiatori e ho ordinato un “Espresso Doppio” e un “Muffin de Xocolato”.
Con mia grande sorpresa sono riuscito a godermi l’espresso amaro.
scritto da Andrea Franceschini il giorno 27/10/2008
Quesito: trovate gli errori nel seguente periodo.
È uscito il nuovo GiMP che usa GEGL [] e BABL []. Inoltre, finalmente è stato introdotto il supporto CMYK.
Soluzione:
- Dopo aver lavorato in RGB con un selettore CMYK senza allarmi se si sforano i limiti di profilo [] si può esportare la scomposizione in lastre C, M, Y e K. Ehi, ma tutto questo poteva farlo anche la versione precedente!
- Dopo aver affannosamente cercato un singolo filtro decente/usabile tra quelli proposti come default [] siete costretti a comprarvi un libro di computer graphics e programmarvi da voi i vostri filtri.
- I “formati dei pixel” sono a 8 bit. Qualcuno ha detto per caso Camera Raw o HDR?
Note del candidato: L’interfaccia utente fa schifo come prima però, con una dose di fatica non indifferente, questa volta si riescono ad ottenere risultati passabili per quanto riguarda le tavolette grafiche. Qualcuno spieghi come gira il mondo a quei quattro cialtroni, per piacere, ché io sono stufo. E gli spieghi anche che quando fai una release di una certa importanza, non inserisci un “tentativo di integrazione di GEGL che forse in futuro porterà profondità di bit maggiori”.
Un suggerimento: installatevi Photoshop e usatelo un po’, perché non si può pretendere di scrivere un rimpiazzo senza sapere cosa devi rimpiazzare.
E non fatemi diventare volgare, mannaggia al piffero!
scritto da Andrea Franceschini il giorno 24/10/2008
Da bambino pensavo che avrei fatto l’astronauta o il pilota di Formula 1, poi mi sono scontrato con la triste realtà che con gli occhiali non si diventa neanche piloti d’aereo. Quindi ho ripiegato sull’ingegneria informatica per mandare i razzi nello spazio (avevo 10 anni e già mi vedevo col camice bianco).
Una volta approdato a ingegneria, dopo la scoperta della fisica e dell’ingegneria aerospaziale, complici gli studi tecnici, mi sono interessato ai sistemi operativi e alla programmazione di bit e byte, finendo per fare una tesi triennale su sistemi in tempo reale per dispositivi embedded.
Quindi è uscito l’iPhone che tutti sappiamo che ha in qualche modo rivoluzionato il concetto comunemente accettato di interazione tra l’uomo e la macchina — anche se ci sono altrettanti sistemi spesso più interessanti, il grande pubblico pagante non lo sa. E c’è stato il boom delle interfacce tangibili, ovvero quei meccanismi di interazione in cui l’umano e il computer si parlano attraverso oggetti fisici che i due sono in grado di comprendere. Tanto per dire un’applicazione comune, Microsoft Surface [].
Ma prima di esso avevo già conosciuto il reacTable. Quando ho saputo che il professore che avrei voluto come relatore per la mia tesi specialistica gestiva un flusso Erasmus proprio verso il gruppo in cui il reacTable è nato, non ho saputo resistere. E questa mattina, nonostante tutto, mentre ero nella saletta buia davanti a quel cerchio blu per discutere col suo inventore di come avrei potuto costruirci una fisarmonica [] ho pensato che forse nello spazio c’ero finito lo stesso.