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	<title>MorphLog &#187; Università</title>
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		<title>Cosa vuoi fare da grande?</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 00:56:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sbrocchi]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[Esame di Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando uno fa colloqui, concorsi ed esami di vario ordine e grado per qualche mese consecutivo, è inevitabile che inizi a notare regolarità bizzarre in ambiti apparentemente diversi. Dopo la laurea ho iniziato a fare domande di dottorato. In alcuni casi l&#8217;esame prevedeva solo una valutazione dei titoli, in altri casi includeva anche un colloquio [...] <a href="http://blog.morpheu5.net/cosa-vuoi-fare-da-grande/"><span class="read_more">continua &#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando uno fa colloqui, concorsi ed esami di vario ordine e grado per qualche mese consecutivo, è inevitabile che inizi a notare regolarità bizzarre in ambiti apparentemente diversi.</p>
<p>Dopo la laurea ho iniziato a fare domande di dottorato. In alcuni casi l&#8217;esame prevedeva solo una valutazione dei titoli, in altri casi includeva anche un colloquio o addirittura una prova scritta. La prova scritta in genere è di questo tipo: &#8220;il candidato dettagli un piano di lavoro per il triennio di ricerca&#8221; dove, a seconda dei casi, questo piano poteva essere ipotetico o meno, e legato o ad alcuni temi dati oppure ad un tema a scelta del candidato. I colloqui si svolgevano prevalentemente secondo il copione &#8220;cosa hai fatto in tesi&#8221;, &#8220;cosa vorresti fare in dottorato&#8221; e &#8220;sai parlare inglese al telefono&#8221;.</p>
<p>Fallite le domande di dottorato [<a href="http://blog.morpheu5.net/cosa-vuoi-fare-da-grande/#footnote_0_976" id="identifier_0_976" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Fallite per modo di dire, perch&eacute; in realt&agrave; ho vinto sia Genova che Verona, ma senza borsa...">1</a>] è stata l&#8217;ora dell&#8217;Esame di Stato per l&#8217;abilitazione all&#8217;esercizio della professione di Ingegnere dell&#8217;Informazione [<a href="http://blog.morpheu5.net/cosa-vuoi-fare-da-grande/#footnote_1_976" id="identifier_1_976" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Che ora che hai finito di dirlo senza sbagliare e senza orticaria hai gi&agrave; mezza abilitazione in mano.">2</a>] che è quel genere di esame che lo vedi fare per tutti gli anni che bazzichi per il dipartimento e ti immagini che, se la gente ci va con le valigie piene di libri, forse proprio facile facile non dovrebbe essere.</p>
<p>Nella prima prova mi è stato chiesto di progettare il sistema di controllo degli accessi veicolari a pagamento ad un parco naturale, in cui i terminali per il pagamento erano dati e il software applicativo che gestisce la base di dati andava realizzato da un altro team. Potevo farlo anche senza libri, e in effetti l&#8217;ho fatto perché il libro di basi di dati non credo di averlo mai avuto. Quattro ore, ce ne ho messe due e mezza per essere sicuro di non fare cazzate grosse, più una mezz&#8217;ora di sonno che non fa mai male.</p>
<p>La seconda prova era un po&#8217; più sensata: mi si chiedeva di dire tutto quello che sapevo sugli alberi bilanciati di ricerca, costruirne uno lì per lì con un insieme di numeri fornito, e fare qualche esempio di algoritmi che sfruttano codeste strutture dati. Preso il Cormen e <span style="text-decoration: line-through;">copiato</span> tratta ispirazione a piene mani. Altre quattro ore, ce ne avrò messe tre ma solo perché ho scritto tanto. Quasi sette facciate.</p>
<p>Non c&#8217;è due senza tre, e tanto per non farci mancare niente, la terza prova dura otto ore. Mi sono presentato in aula pieno di speranze nei confronti di una prova finalmente non offensiva per gli anni di studio che ho profuso nella mia laurea, e invece rieccolo, il database del cazzo. Nemmeno mi ricordo se era lo stesso della prima prova&#8211;tendo ad escluderlo&#8211;ma questa volta chiedevano anche qualche query in SQL (comprese le creazioni delle tabelle che credo di aver cannato in pieno per uno stupido errore di sintassi), un&#8217;analisi dei requisi hardware e software, e &#8220;se il candidato lo ritiene utile, formuli qualche query ulteriore spiegandone le motivazioni&#8221;. Questa volta me la sono presa proprio comoda: un&#8217;oretta di coma e quattro ore di lavoro.</p>
<p>A questo punto manca solo l&#8217;orale, che a norma di legge verterebbe su argomenti di indirizzo e normative del settore. Nel frattempo, però, tanto per non morire di noia (l&#8217;orale è stato qualche giorno fa) ho deciso di fare un colloquio con una di quelle aziende tristi e grigie in cui si genera codice Java disegnando diagrammi UML a tutto beneficio delle banche a cui questi sistemi sono rivolti e con molto teamwork, partnership, best practices, ed altre buzzword che fanno tanto&#8230; non posso essere volgare e non riesco a trovare un eufemismo, quindi abbiate pazienza. Il fatto è che questo colloquio, fatto con un tizio che mi ha tenuto lì un&#8217;ora e che mi ha fatto aspettare quasi un&#8217;altra ora prima di incontrarmi, e che durante l&#8217;intervista avrà risposto otto volte al suo iPhone 4, scusandosi con aria compagnona perché &#8220;i capi sono capi in ogni situazione&#8221;. Ma sto divagando, perché il punto che volevo evidenziare in questo caso è che anche questo, ad un certo punto, mi ha chiesto &#8220;cosa hai fatto in tesi&#8221;, &#8220;cosa vorresti fare da grande&#8221; e &#8220;sai parlare inglese al telefono&#8221;. Questa azienda non mi ha più richiamato, e francamente non ne faccio un dramma, ma il colloquio in sé meriterebbe un post lui da solo. Comunque.</p>
<p>Veniamo all&#8217;orale dell&#8217;esame di Stato. La convocazione è per giovedì 27 gennaio alle 8:30 al DEI. Il motivo per cui non veniamo convocati ad un orario preciso per ciascuno appare evidente immediatamente: vengono chiamate le prime tre persone, e io sono il terzo. Entro, consegno la carta d&#8217;identità e mi siedo di fronte a questi due prof che non ho mai visto in vita mia.</p>
<blockquote><p>- Buongiorno.<br />
- Buongiorno.<br />
- Ci&#8230; racconta cos&#8217;ha fatto in tesi?</p></blockquote>
<p>Riavutomi dalla sorpresa di un inizio così blando attacco la solita solfa, dico chi è stato il mio relatore, spiego cos&#8217;è il Reactable e cerco di fargli capire qual è stato il mio ruolo in tutto questo. La domanda successiva è &#8220;cosa sta facendo ora e cosa vorrebbe fare da grande?&#8221; alla quale rispondo che sto facendo colloqui e che ho fatto un po&#8217; di domande di dottorato che però sono risultate fallite o senza borsa. Mi chiedono se l&#8217;ho fatta anche a Barcellona, poi riflettono un momento sul fatto che per le applicazioni multimediali e ludiche è un buon momento&#8230; e poi in bocca al lupo e arrivederci. Tempo: 10 minuti scarsi.</p>
<p>Non sono scaramantico ma ho imparato che è meglio non sbilanciarsi sugli esiti degli esami, però in questo caso gli scritti li ho evidentemente superati, e l&#8217;orale ho il ragionevole sospetto di non aver fatto una figura meschina, quindi ritengo appropriato pensare di avere l&#8217;abilitazione in tasca&#8230; però non posso fare a meno di chiedermi se tutto l&#8217;esame nel complesso non sia stata una gigantesca farsa. La risposta la danno quelli che non hanno superato la fase scritta, che francamente mi sorprende perché se dopo cinque anni di ingegneria non sai rispondere a quesiti così banali (i temi degli altri rami non erano certo più complessi di quelli di informatica) allora c&#8217;è qualcosa che non va.</p>
<p>Mi consola il fatto che al mio amico ingegnere civile hanno dato filo da torcere: almeno non vedremo cadere le case costruite da lui. Però un po&#8217; di amaro resta.
<ol class="footnotes">
<li id="footnote_0_976" class="footnote">Fallite per modo di dire, perché in realtà ho vinto sia Genova che Verona, ma senza borsa&#8230;</li>
<li id="footnote_1_976" class="footnote">Che ora che hai finito di dirlo senza sbagliare e senza orticaria hai già mezza abilitazione in mano.</li>
</ol>
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		<title>Pizzazz</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 19:59:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cazzate]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un po&#8217; sono a caccia di lettere di referenze per piazzare qua e là domande di dottorato. La migliore, fin&#8217;ora, mi arriva dal Dott. Marco Sgrignoli dell&#8217;Università del Pavè, e mi pregio di renderla pubblica. It is my deepest pleasure to recommend Mr. Andrea Franceschini for admission to the Doctorate program in Computer Science [...] <a href="http://blog.morpheu5.net/pizzazz/"><span class="read_more">continua &#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da un po&#8217; sono a caccia di lettere di referenze per piazzare qua e là domande di dottorato. La migliore, fin&#8217;ora, mi arriva dal Dott. Marco Sgrignoli dell&#8217;Università del Pavè, e mi pregio di renderla pubblica.</p>
<blockquote><p>It  is my deepest pleasure to recommend Mr. Andrea Franceschini for  admission to the Doctorate program in Computer Science at Scuola del  Dottorrato di <em>stuff</em> of the University of Dude.<br />
I met Andrea in <em>yadda yadda</em>, when he  was <em>bla bla bla</em>, and I was severely struck by his impressive charm as a man and researcher. I have been closely following his thesis work and the more I spent my time with him, the more my admiration and sincere wonder grew. Day after day, not only he demonstrated his masterful research skills, motivation, inventive, and autonomy, but he  also proved his eagerness to transmit the aforementioned qualities to  his fellow researchers and his teachers. In the very short timespan of a  few months, he could achieve goals that, in my opinion, outranked the  limits of human intelligence as we knew it before.</p>
<p>Andrea is enthusiastic about his work, and he is a voraciously knowledge-eager person that is never scared of  taking an idea to its outer limits, supporting it with brilliant arguments, perfused with the wisest doctrine of the Elders, involving  topics that range from the infinitely large to the insignificantly small and cover, inbetween, the whole cosmos as it is known &#8211; perhaps &#8211; only  to God Almighty. This, together with his dedication to his work, means  he is able to produce masterpieces of wood, crystal and genuine gold. He  is determined and focused, and at the same time an unbelievable moron:  these two daringly oxymoronic sides of his being are the foundation of a  neverending Yin/Yang conflict which never I saw to reach such a perfect  equilibrium as in his adamantine soul. Despite his poor conoissance of  the basic principles of human language, Andrea is always looking forward  to expand his vocabulary by exploiting a wide range of media, such as  dictionaries for children, for pre-teens and even for adults. He is  constantly researching new topics of interest, as well as new  technologies, and is keen on collaborating with colleagues as a means of  having sexual intercourse &#8211; which, you will promptly understand, is  quite of an unprecedented experience for a full-fledged seraphim as he  certainly must be.</p>
<p>In summary, Andrea Franceschini shows  all the qualities that make a perchance mediocre PhD student &#8211; but  undoutbfully a portentous purchase to impress your guests: he has decent  motivation, is moderately inventive, and confident enough not to be a  waste of space. As an ornament for your finely inlaid furniture, he will  nimbly overreach any. He will bother you not with inopportune  considerations upon life (I can assure he does not have one), or how he  is spending his day: he will just bore you stiff with pointless  complaints about Operating Systems, Twitter accounts, university stuff  and so. Just ignore this side of his otherwise divine personality, and  limitate your interventions to slapping him round a bit with a large  trout if his grievances get asphyxiating. Once he has understood how to  behave and keep at his place, he will show he does have a vision and is  driven by a steady need for food &#8211; which you would have better hide from  him in some well-locked vessel (his overwhelming olfaction and talent  for jelly rolls will not cease to flabbergast you!). I feel that Andrea  has the discipline, interest, and pizzazz that Your program requires  galore, and I am certain that, if accepted, he will, once more, well,  y&#8217;know.</p></blockquote>
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		<title>La caduta di Uniweb</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 10:32:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sbrocchi]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
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		<description><![CDATA[Io ci avrò rimesso una sessione di laurea per colpa dell&#8217;ESSE3, ma L&#8217;implementazione del nuovo sistema sta scontando un iniziale periodo critico nella fase di start-up, ma i problemi verranno risolti sia sotto il profilo tecnico che sotto quello amministrativo. D&#8217;altra parte, la varietà degli utenti e la casistica delle operazioni eseguite tramite Uniweb sono [...] <a href="http://blog.morpheu5.net/la-caduta-di-uniweb/"><span class="read_more">continua &#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io ci avrò rimesso una sessione di laurea per colpa dell&#8217;ESSE3, ma</p>
<blockquote><p>L&#8217;implementazione del nuovo sistema sta scontando un iniziale periodo critico nella fase di start-up, ma i problemi verranno risolti sia sotto il profilo tecnico che sotto quello amministrativo. D&#8217;altra parte, la varietà degli utenti e la casistica delle operazioni eseguite tramite Uniweb sono estremamente ampie: è illusorio ipotizzare che un sistema di tale complessità possa raggiungere il pieno regime in tempi brevissimi. (<cite title="Uniweb, il sito è ko. Hitler furibondo guida la rivolta">Rettorato, via <a href="http://mattinopadova.gelocal.it/dettaglio/universita-di-padova-uniweb-il-sito-e-ko:-hitler-furibondo-guida-la-rivolta/2272171">Il Mattino di Padova</a>)</cite></p></blockquote>
<p>queste sono stronzate. E riflettono fedelmente lo stato della gestione dei sistemi informatici dell&#8217;Università di Padova.</p>
<p>Cosa vuol dire che &#8220;<em>è illusorio ipotizzare che un sistema di tale complessità possa raggiungere il pieno regime in tempi brevissimi</em>&#8220;? Certo che può. Anzi, è assolutamente auspicabile. Servono a questo le fasi di test e staging che ci insegnano a Ingegneria del Software (e lo so io che non ho neanche dato quest&#8217;esame, eh, quindi in effetti non so se lo insegnano ma mi auguro di sì).</p>
<p>Invece la fase di testing è stata quella in cui la mia domanda di laurea se n&#8217;è andata a donne facili, e quella di staging evidentemente è tutt&#8217;ora in corso. Con la <strong>impercettibile</strong> differenza che dovrebbero essere condotte a porte chiuse, no con gli utenti finali.</p>
<p><a href="http://blog.morpheu5.net/la-caduta-di-uniweb/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Poi vabè, se la segreteria non risponde, questo succedeva anche prima, non c&#8217;è da farsi illusioni da quel punto di vista&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Atterrato</title>
		<link>http://blog.morpheu5.net/atterrato/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 17:42:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[SMC 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma proprio nel senso di a terra, per la stanchezza. È stata una settimana magnifica e faticosa in quel di Barcellona, soprattutto per le vesciche mostruose che mi sono procurato nel post precedente, e per via di alcune punture di insetti malefici che hanno banchettato sul mio stinco destro la notte seguente. Ma cerchiamo di [...] <a href="http://blog.morpheu5.net/atterrato/"><span class="read_more">continua &#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma proprio nel senso di a terra, per la stanchezza. È stata una settimana magnifica e faticosa in quel di <a href="http://smc2010.smcnetwork.org/">Barcellona</a>, soprattutto per le vesciche mostruose che mi sono procurato nel post precedente, e per via di alcune punture di insetti malefici che hanno banchettato sul mio stinco destro la notte seguente. Ma cerchiamo di fare ordine.</p>
<p><strong>Sound and Music Computing</strong> è una conferenza un po&#8217; diversa dalle altre analoghe, tipo NIME, ICMC, DAFX et similia, per un motivo abbastanza preciso: non si concentra su un particolare aspetto, al contrario lo spettro di contributi che accetta è estremamente ampio, penso per incoraggiare il cross-thinking [<a href="http://blog.morpheu5.net/atterrato/#footnote_0_818" id="identifier_0_818" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Uscitevene voi con una parola italiana altettanto efficace...">1</a>] che conduce a piacevoli situazioni in cui si arriva a risultati nell&#8217;ambito facendo giri strani [<a href="http://blog.morpheu5.net/atterrato/#footnote_1_818" id="identifier_1_818" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Tipo in Efficient Finite Difference-based Sound Synthesis using GPUs, che &egrave; una cosa a cui pensavo da un po&#039; ma che non ho avuto occasione di provare.">2</a>].</p>
<p>I vari paper di quest&#8217;anno erano tutti molto interessanti. Per forza di cose ho dovuto glissare un po&#8217; sui poster, ma le sessioni di talk me le sono fatte tutte [<a href="http://blog.morpheu5.net/atterrato/#footnote_2_818" id="identifier_2_818" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Non &egrave; vero, ho saltato quelle su Sound Modelling and Processing e Music Classification and Annotation, perch&eacute; in effetti mi interessavano meno e avevo altro da fare :) ">3</a>] però le sessioni a cui ho assistito, il keynote di Ricard Solé sull&#8217;aspetto evoluzionistico di cellule, linguaggio e tecnologia, e il panel sul rapporto tra strumenti (tools) e musica, sono stati tutti fonte di ispirazione, senza eccezione.</p>
<p>Poi è venuto il venerdì pomeriggio, la sessione di <em>Interaction</em> in cui dovevo presentare il mio paper &#8212; che si trova <a href="http://www.morpheu5.net/universita/master-thesis/a-practical-approach-to-music-theory-on-the-reactable">qui</a> per chi volesse leggerlo. Il talk è andato abbastanza bene, quantomeno sono riuscito a far ridere il pubblico quando volevo io e a mantenere l&#8217;interesse. Soprattutto sono riuscito ad evitare il cartello giallo che il chairman alza quando mancano cinque minuti allo scadere del tempo. Mi sono state fatte un paio di domande interessanti che mi hanno dato spunti per riflettere. Insomma, sono proprio contento.</p>
<p>Passato il talk finalmente sono riuscito a rilassarmi e godermi il resto della conferenza con un po&#8217; di leggerezza in più &#8212; non che abbia passato una settimana a preoccuparmi del venerdì pomeriggio, sia chiaro, ma sì, insomma :)</p>
<p>C&#8217;è stato un altro aspetto che chi mi ha seguito su Twitter probabilmente avrà notato, cioè quello dei concerti. Allora, uno pensa &#8220;oh, via, andiamo a sentire un po&#8217; di musica&#8221;, e invece no. L&#8217;opening act è stato ad opera di Barry Truax, che è questo professore canadese luminare nella creazione di <em>soundscapes</em>. È stata una bella performance in una bella sala con un bel sistema ad otto canali molto immersivo. Bello. I brani erano un po&#8217; lunghi, ma piacevoli. Per chi non sa cosa sia un soundscape, in parole povere è come uscire di casa e ascoltare i rumori che ci sono attorno. Col vantaggio che ci si può immergere in paesaggi fantastici e molto lontani dalla propria realtà, e addirittura raccontare storie. Molto bello, anche per chi si occupa di sonorizzazione di opere visive.</p>
<p>Nei giorni seguenti ci sono stati altri concerti. Ecco, ora. Io non saprei. Probabilmente sono io che non conosco cosa sta dietro a tutto questo, ma francamente sentire rumori senza filo logico in octofonia per 20+ minuti a &#8220;brano&#8221;&#8230; è un po&#8217; noioso :) A meno, ovviamente, che questi rumori siano interessanti, comunichino qualcosa, o almeno ci provino. Vabè. C&#8217;è stato qualche highlight, ovviamente, tipo la performance &#8220;Swish &amp; Break&#8221;, di Maurizio Goina, Pietro Polotti e Sarah Taylor, in cui quest&#8217;ultima indossava degli accelerometri e teneva in mano due torce, e faceva una specie di balletto che veniva convertito in suoni. Veramente spettacolare. Poi un altro highlight dev&#8217;essere stato &#8220;Baroque Basso Continuo for Cello,Heart (ECG) and Mind (EEG)&#8221;, di Stephen Barrass e Diane Whitmer, con Sasha Agranov al violoncello, che purtroppo mi sono perso. Infine uno che ho apprezzato moltissimo è stato &#8220;Mimar&#8221; di Mikel Chamizo, per quartetto di sassofoni e Reactable. Molto bello il brano per sassofoni, magistralmente arricchito dal Reactable.</p>
<p>Il problema è che tutta questa <strong>art music</strong> risulta un po&#8217;, come dire, incomprensibile. Tanto incomprensibile. Uno ha sempre l&#8217;impressione di non sapere se si sta perdendo qualche pezzo o se effettivamente sta assistendo a <code>cat /dev/urandom &gt; /dev/dsp</code>&#8230; :) E quindi i simpatici organizzatori hanno pensato ad una sessione di Vocaloid + LoopMash per spezzare il sabato. È stato un gran peccato che non sia riuscito ad arrivare questo signore dal Giappone che ci doveva spiegare come mai Vocaloid ha avuto un tale successo da avere una quantità di dischi in classifica. Tuttavia un&#8217;attendibile fonte giapponese (che, ad onor del vero, vive in Italia da molti anni) sostiene che secondo lei la società giapponese è un po&#8217; malata. E se lo dice lei&#8230; (ciao Tomoko, ciao Mathieu :)</p>
<p>La parte divertente è stata quando Xavier Serra ha fatto partire <a href="http://www.youtube.com/watch?v=kbbA9BhCTko" rel="shadowbox[sbpost-818];player=swf;width=640;height=385;">questo video</a> e i giapponesi nella sala si sono pisciati dalle risate. Notably enough, il resto dell&#8217;audience aveva più un&#8217;espressione basita, tipo &#8220;<strong>SRSLY?</strong>&#8220;, mentre quelli dell&#8217;MTG, che è uno dei maggiori contributori a Vocaloid, nella persona di Jordi Bonada, avevano una faccia tipo &#8220;oh, merda, <strong>noi</strong> abbiamo creato questo mostro&#8221;&#8230; e ad ogni video successivo l&#8217;incredulità e lo sgomento aumentavano. Vabè, dopo giorni di &#8220;art music&#8221;, un po&#8217; di JPop ha fatto solo bene alle orecchie :) Peccato che alla fine me ne sono uscito con un tale mal di testa che mi sono dovuto ritirare in ostello un paio d&#8217;ore.</p>
<p>Alla fine della fiera (&#8230;) ho imparato due cose importanti: la Fnac di Barcellona chiude di Domenica (mannaggia a loro), ed esiste tutto un ecosistema di roba fighissima che non avevo mai veramente sospettato. Lezioni jolly: se si atterra a El Prat terminal 1 bisogna prendere l&#8217;autobus circolare per andare al terminal 2 dove si trova il trenino per Sants, e se si vuole andare da Sants a El Prat bisogna prendere la R2 Nord, oppure scendere a El Prat de Llobregat e cambiare.</p>
<p>In definitiva, grazie a tutti, è stata una settimana fantastica, e ci rivedremo l&#8217;anno prossimo a Padova (yay! :)
<ol class="footnotes">
<li id="footnote_0_818" class="footnote">Uscitevene voi con una parola italiana altettanto efficace&#8230;</li>
<li id="footnote_1_818" class="footnote">Tipo in <a href="http://marcsosnick.com/media/sosnick-hsu-SMC-2010-070510-final-a.pdf">Efficient Finite Difference-based Sound Synthesis using GPUs</a>, che è una cosa a cui pensavo da un po&#8217; ma che non ho avuto occasione di provare.</li>
<li id="footnote_2_818" class="footnote">Non è vero, ho saltato quelle su Sound Modelling and Processing e Music Classification and Annotation, perché in effetti mi interessavano meno e avevo altro da fare :) </li>
</ol>
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		<title>Software della tesi</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 09:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Franceschini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[Doodle]]></category>
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		<description><![CDATA[Dato che, strano ma vero, ho ricevuto richieste di vedere il software che ho sviluppato, ho pubblicato tutto qui. Andate e prendetene tutti. <a href="http://blog.morpheu5.net/software-della-tesi/"><span class="read_more">continua &#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><a rel="lightbox" href="http://blog.morpheu5.net/wp-content/uploads/2010/07/two_sequences.jpg" title="Doodle"><img class="size-medium wp-image-803 aligncenter" style="text-align: center;" title="Doodle" src="http://blog.morpheu5.net/wp-content/uploads/2010/07/two_sequences-300x199.jpg" alt="Doodle in azione :)" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Dato che, strano ma vero, ho ricevuto richieste di vedere il software che ho sviluppato, ho pubblicato tutto <a href="http://www.morpheu5.net/universita/master-thesis/a-practical-approach-to-music-theory-on-the-reactable">qui</a>.</p>
<p>Andate e prendetene tutti.</p>
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		<title>Ebbene sì</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 14:31:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Laureaimi anch&#8217;io, e specialistico perdipiù. Ci sarebbero n! cose da dire ma non le dirò per non annoiare nessuno. Per ora solo &#8220;grazie&#8221; e poi si vedrà. Intanto alcuni hanno già avuto modo di sbirciare la mia tesi, che ora è ufficialmente pubblicata. Per la presentazione&#8230; ci sarebbero le slide, ma sono quel genere di [...] <a href="http://blog.morpheu5.net/ebbene-si/"><span class="read_more">continua &#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="lightbox" href="http://blog.morpheu5.net/wp-content/uploads/2010/06/ing.jpg" title="ing"><img class="aligncenter size-medium wp-image-797" title="ing" src="http://blog.morpheu5.net/wp-content/uploads/2010/06/ing-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Laureaimi anch&#8217;io, e specialistico perdipiù.</p>
<p>Ci sarebbero <em>n</em>! cose da dire ma non le dirò per non annoiare nessuno. Per ora solo &#8220;grazie&#8221; e poi si vedrà.</p>
<p>Intanto alcuni hanno già avuto modo di sbirciare la mia tesi, che ora è <a title="A practical approach to music theory on the Reactable" href="http://www.morpheu5.net/public/master_thesis/thesis.pdf">ufficialmente pubblicata</a>. Per la presentazione&#8230; ci sarebbero le slide, ma sono quel genere di slide che dicono poco o niente se non vengono supportate dal discorso, quindi se proprio le volete, ve le pubblico, ma dovete chiedermelo.</p>
<p>Poi chi vuole ci sono le <a href="http://www.flickr.com/photos/morpheu5/tags/laureaspecialistica/">foto</a> e il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=7GsgjhWIU9g" rel="shadowbox[sbpost-796];player=swf;width=640;height=385;">filmato</a> che ho proiettato alla fine della presentazione.</p>
<p>PS. Mi fanno notare dalla regia che il mio voto di laurea è un classico per gli informatici: <a href="http://99-bottles-of-beer.net/">99 bottles of beer on the wall</a>.</p>
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		<title>In camicia in riva al mare (SMC 2010)</title>
		<link>http://blog.morpheu5.net/in-camicia-in-riva-al-mare-smc-2010/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 16:14:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[SMC2010]]></category>

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		<description><![CDATA[A questo punto è abbastanza ufficiale che dal 19 al 26 luglio sarò da queste parti per presentare un paper a Sound and Music Computing 2010. In effetti la conferenza comincia il 21 e termina il 24, ma per alcune simpatiche coincidenze aeroportuali mi sono trovato costretto a svenarmi in quelle date. Pazienza, dopo  quasi [...] <a href="http://blog.morpheu5.net/in-camicia-in-riva-al-mare-smc-2010/"><span class="read_more">continua &#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A questo punto è abbastanza ufficiale che dal 19 al 26 luglio sarò <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=C%2F+Roc+Boronat,+138,+08018+Barcelona,+Espa%C3%B1a&amp;sll=41.403462,2.193663&amp;sspn=0.007548,0.01929&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Carrer+de+Roc+Boronat,+138,+08018+Barcellona,+Catalogna,+Spagna&amp;t=h&amp;z=16">da queste parti</a> per presentare un paper a <a href="http://smc2010.smcnetwork.org/">Sound and Music Computing 2010</a>. In effetti la conferenza comincia il 21 e termina il 24, ma per alcune simpatiche coincidenze aeroportuali mi sono trovato costretto a svenarmi in quelle date. Pazienza, dopo  quasi 7 anni penso di potermi fare un paio di giorni di vacanza :)</p>
<p>Il paper e la presentazione ve li pubblico dopo la conferenza.</p>
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		<title>Come far girare l&#8217;economia</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 10:42:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Sbrocchi]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Tempo fa, circa a metà giugno, ho ordinato un libro in una nota libreria padovana per l&#8217;università sita in zona ingegneria. Si è parlato di due-tre settimane per farlo arrivare, sgancio i cinque euri di acconto e me ne vado. Qualche giorno dopo questo libro si rende non più necessario e, considerando che 60 euri [...] <a href="http://blog.morpheu5.net/come-far-girare-leconomia/"><span class="read_more">continua &#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo fa, circa a metà giugno, ho ordinato un libro in una nota libreria padovana per l&#8217;università sita in zona ingegneria. Si è parlato di due-tre settimane per farlo arrivare, sgancio i cinque euri di acconto e me ne vado. Qualche giorno dopo questo libro si rende non più necessario e, considerando che 60 euri non sono mica pochini, chiamo per disdire l&#8217;ordine, e mi dicono tutto ok.</p>
<p>Tuttavia qualcuno mi chiama per confermare che il libro è arrivato e che dovrei andarlo a prendere. Ribadisco che non sono più interessato e tutto finisce lì.</p>
<p>Mi richiamano poco fa dicendo qualcosa tipo &#8220;ok, ma non è che lei può ordinare un libro, noi lo facciamo arrivare dall&#8217;Inghilterra e poi non lo vuole più, perché noi abbiamo delle difficoltà e delle spese a spedirlo indietro, eh. Di solito, quando si ordina un libro, poi si acquista&#8221;.</p>
<p>Fatemi riassumere mentalmente: io ho pagato cinque euri di acconto, non ho firmato nessuna impegnativa all&#8217;acquisto, ho deciso di perdere i cinque euri rinunciando ad acquistare il libro, il libro in questione è uno di quei libri che tra un mese ve lo vengono a chiedere, perché a me serviva per un esame, e voi venite a piagnucolare da me perché non potete permettervi di usare i miei 5 euri per rispedire indietro un libro pur sapendo che lo dovrete riordinare?</p>
<p>Non fatemivi insegnare il vostro lavoro, per piacere.</p>
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		<title>Design the Evolution</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 15:16:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Erasmus]]></category>
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		<category><![CDATA[Produzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
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		<description><![CDATA[ <a href="http://blog.morpheu5.net/design-the-evolution/"><span class="read_more">continua &#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><p><a href="http://blog.morpheu5.net/design-the-evolution/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
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		<title>Disegnare musica nel rumore</title>
		<link>http://blog.morpheu5.net/disegnare-musica-nel-rumore/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 16:28:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Erasmus]]></category>
		<category><![CDATA[Produzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[reacTable]]></category>
		<category><![CDATA[tesi specialistica]]></category>
		<category><![CDATA[Tonalizer]]></category>

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		<description><![CDATA[Ammetto che è passato un po&#8217; di tempo da quando ho scritto l&#8217;ultima volta della tesi, ci sono state di mezzo le vacanze, poi qualche altra preoccupazione ha deciso di flirtare a tre col mio tempo libero e la mia voglia di scrivere quello che stava accadendo, col risultato che io sono qua, faccio le [...] <a href="http://blog.morpheu5.net/disegnare-musica-nel-rumore/"><span class="read_more">continua &#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ammetto che è passato un po&#8217; di tempo da quando ho scritto l&#8217;ultima volta della tesi, ci sono state di mezzo le vacanze, poi qualche altra preoccupazione ha deciso di flirtare a tre col mio tempo libero e la mia voglia di scrivere quello che stava accadendo, col risultato che io sono qua, faccio le cose, ma nessuno sa niente &#8212; e c&#8217;è anche chi giustamente si arrabbia.</p>
<p>Allora, eravamo rimasti al <a href="http://blog.morpheu5.net/prototipi-di-interazione-3/">video figoso</a> in cui io disegnavo delle cose in rosso e poi i rettangolini blu diventavano bianchi, giusto? WordPress mi conferma che è così, e quindi c&#8217;è una parte che manca all&#8217;appello.</p>
<h3>Tanti piccoli accordi</h3>
<p>Discutendo col prof &#8212; che infine ha dovuto mettermi un freno ché sennò gli fornivo idee per tre anni di progetti e non era bello &#8212; siamo giunti a due idee:</p>
<ol>
<li>la mia proposta iniziale era di selezionare un accordo di base (es. G#7) poi selezionare uno stile musicale (es Blues) e poi selezionare una delle possibili progressioni Blues che cominciano &#8212; o contengono in qualche posizione &#8212; l&#8217;accordo selezionato. L&#8217;idea sarebbe stata anche buona ma effettivamente incasinata;</li>
<li>la sua controproposta è stata di costruire attorno al <a href="http://blog.morpheu5.net/ordine-nel-caos/">Tonalizer</a> un &#8220;chord set&#8221;, ossia un insieme in cui l&#8217;utente inserisce degli accordi a sua discrezione, ordinabile, cioè che lui per conto suo si comporta come un insieme nel senso matematico, però sui suoi elementi si può costruire una sovrastruttura ordinata, che a noi che ci piace il pane con la soppressa piacerà chiamare &#8220;sequenza&#8221;. Questa sequenza andrà quindi suonata con tempi da definire, ma suppongo si andrà di multipli non per forza interi della battuta.</li>
</ol>
<p>A quel punto la mia controcontroproposta è stata di non abbandonare per forza l&#8217;idea iniziale ma di semplificarla, nel senso che l&#8217;utente inserisce un accordo, questo viene preso come accordo di base (cioè, il primo di una progressione) e si mostrano tutte le progressioni che possono cominciare con quell&#8217;accordo. Poi l&#8217;utente ne inserisce un altro e si mostrano tutte le progressioni che cominciano con l&#8217;accordo di base e contengono da qualche parte il grado/modo del nuovo accordo relativo a quello di base, e via così col terzo, il quarto e tutti gli accessori.</p>
<h3>Inserire gli accordi</h3>
<p>E qui viene la parte interessante. Ci sono due paradigmi principali sul reacTable, che sono l&#8217;interfaccia tangibile di cui ho già parlato, e l&#8217;interfaccia a strisci e ditate di cui è pieno il mondo, YouTube e anche gli scaffali dei negozi. Per cui uno potrebbe pensare di sviluppare una serie di oggetti a rappresentare accordi, accidenti, gradi, modi, il tutto gioiosamente componibile in catene e&#8230; e dopo il terzo accordo è finito lo spazio sul tavolo.</p>
<p>L&#8217;opzione due è appena un po&#8217; più vecchia dell&#8217;homo sapiens, e cioè si tratta di usare le dita per scrivere nomi, accidenti, gradi, modi e tutto quanto &#8212; dove per &#8220;tutto quanto&#8221; intendo la scelta di stili e progressioni, nonché la costruzione della famosa sequenza. Bello, dice. Mica facile, però. Questa eventualità va sotto il nome di <em>handwriting recognition</em> e ci sono sostanzialmente due sistemi su cui fare affidamento:</p>
<ul>
<li>
<div>data un&#8217;immagine con le scritte da riconoscere, si applicano le ben note tecniche di riconoscimento ottico (il famoso <strong>OCR</strong>) basate su algoritmi di varia complessità che vanno dalle più semplici correlazioni alle più sofisticate <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/SURF">tecniche</a> per la ricerca i feature invarianti alle trasformazioni.</div>
</li>
<li>data una spezzata definita per punti sul piano 2D, si possono applicare varie tecniche più o meno fantasiose, a partire dalla ricerca di similarità tra <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/NURBS">NURBS</a> fino a simpatiche deviazioni del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hidden_surface_determination">problema della visibilità</a>.</li>
</ul>
<p>La mia situazione è questa: reacTIVision rileva le ditate e ne trasforma il movimento proprio in sequenze di punti. La seconda via è evidentemente la mia via, motivo per cui da un po&#8217; di giorni mi sto industriando per cercare quanti più metodi diversi riesco a trovare. Averne più di uno mi garantirebbe due vantaggi: primo, inserire un po&#8217; di algoritmica un minimo sofisticata per contentare chi non vive senza; secondo, poter confrontare i vari sistemi in termini di facilità d&#8217;uso, flessibilità e velocità. Per ora mi sto concentrando su un sistema di similarità tra NURBS e un sistema basato su superfici non convesse costruite  per triangoli.</p>
<ul>
<li><strong>NURBS:</strong> l&#8217;idea di base è di costruire dei modelli di riferimento, uno o più per ciascun glifo diverso, e usarli per confrontare la NURBS costruita dai dati ricevuti dall&#8217;utente. In verità non voglio confrontare veramente le curve ma solo il loro <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Convex_hull">guscio convesso</a> formato dai punti di controllo. Supponendo di usare i punti che arrivano da reacTIVision, questo sono tipicamente tanti e sparpagliati, in generale molto diversi da un modellino bello come questo:<a rel="lightbox" href="http://blog.morpheu5.net/wp-content/uploads/2009/01/nurbs.png" title="NURBS"><img class="aligncenter size-medium wp-image-518" title="NURBS" src="http://blog.morpheu5.net/wp-content/uploads/2009/01/nurbs-233x300.png" alt="NURBS" width="233" height="300" /></a>(non è che questo sia bellissimo, ma è meglio di niente). Il trucco starebbe nel calcolare un&#8217;approssimazione della curva inferta dall&#8217;input umano con un certo numero fissato di punti di controllo il più possibile equidistanti tra loro. La domanda è: qualcuno ha idee? Perché, una volta che questo è possibile in modo sufficientemente veloce, posto che i glifi di riferimento siano stati costruiti in modo analogo, allora diventa molto facile confrontare punto per punto l&#8217;input con la lista dei glifi, diciamo nell&#8217;ordine di <em>m·n</em> passi con <em>m</em> il numero di glifi ed <em>n</em> il numero di punti di controllo.<br />
Ci sono diverse condizioni problematiche, tra cui come allineare la coppia per il confronto. Per esempio scegliendo di far combaciare i due estremi, si deve per forza ripetere due volte il confronto per ogni coppia, nel caso gli estremi venissero scambiati: con un po&#8217; di immaginazione dovreste riuscire a capire cosa intendo guardando l&#8217;esempio sopra. Un altro problema derivante dall&#8217;allineamento degli estremi è l&#8217;imprecisione dell&#8217;utente che può far variare anche di molto il punteggio. Tuttavia sono fiducioso circa la buona diversità tra i glifi.</li>
<li><strong>Superfici triangolate:</strong> il secondo metodo su cui mi sto concentrando consiste nel prepare dei modelli in questa forma: <a rel="lightbox" href="http://blog.morpheu5.net/wp-content/uploads/2009/01/triangles.png" title="Triangles"><img class="aligncenter size-medium wp-image-522" title="Triangles" src="http://blog.morpheu5.net/wp-content/uploads/2009/01/triangles-218x300.png" alt="Triangles" width="218" height="300" /></a>e poi guardare quanti punti dell&#8217;input cadono dentro la superficie. Con questo metodo il problema dell&#8217;allineamento è ancora peggiore: occorrerebbe individuare dei punti nei cui intorni possono situarsi gli estremi dell&#8217;input. Tuttavia, una volta scelto un &#8220;buon allineamento&#8221;, la robustezza all&#8217;imprecisione dell&#8217;input è nettamente superiore (e modulata dalla larghezza della striscia) e c&#8217;è anche il vantaggio che non si devono fare calcoli complessi con polinomi di grado elevato bensì un più rapido e veloce test di appartenenza &#8212; velocità comunque mitigata dal fatto che ogni punto va testato con ciascun triangolo o al più con un &#8220;intorno&#8221; di triangoli. Il punto sta tutto nel trovare detto buon allineamento.</li>
</ul>
<p>Naturalmente se avete suggerimenti a riguardo &#8212; anche per altri metodi sulla piazza &#8212; io sono disponibile e, in caso, vi guadagnereste un posto tra i ringraziamenti.</p>
<h3>Gestire il set</h3>
<p>Una volta costruito il set, costruire la sequenza è un compito abbastanza semplice: il dito collega gli accordi con una sorta di spezzata, reacTIVision fornisce il percorso del dito per punti con associata anche la velocità del dito in ogni punto. Assumendo che il dito &#8220;rallenti&#8221; quando fa tappa su un accordo, si può usare questa informazione per costruire la catena. O qualcosa del genere, ci penserò più avanti. La gestione automatica di stili e progressioni invece è molto più facile, si può sviluppare con una combo di glifi alfanumerici e liste visualizzate sul tavolo.</p>
<p>Sì, insomma, di cose da fare ce n&#8217;è. Mi sono fissato il 9 febbraio per avere tutte queste meraviglie pronte per il test &#8212; anche se più realisticamente la fine dello sviluppo cadrà nella relativa settimana e non proprio quel lunedì. E poi si vedrà, fino al 9 aprile c&#8217;è tempo per inventarsi altre meraviglie.</p>
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