Programmatore Agile

scritto da Andrea Franceschini il giorno 12/5/2008

Io so che professionalmente morirò giovane. Non farò in tempo a cominciare a fare l’ingegnere che già sarò assalito da crisi di orticaria e gastriti quotidiane, e forse è per questo che spero sempre nell’occasione che mi faccia diventare una rock star ricca e famosa (ma questo è un altro paio di maniche).

Quando mi chiedono la differenza tra un ingegnere informatico e un informatico di Scienze1 io sono solito rispondere con l’analogia tra l’essere umano e il babbuino ninja, in cui l’essere umano ha una visione astratta delle cose ma sa metterle in pratica in modo approssimativo mentre il babbuino ninja è molto bravo ad impilare i sassi ma se si tratta di progettare una capanna, c’è da piangere. Chiaramente, specie quando esterno questi miei pensieri in presenza di informatici mmffnn, questi ultimi se l’hanno sempre un po’ a male, e io non gli do certo torto ma questa è la realtà delle reciproche scelte.

Poi vai a vedere gli annunci di lavoro e scopri che l’azienducola di due dipendenti cerca un sistemista programmatore, l’azienducola di tre dipendenti cerca un programmatore perché il sistemista l’ha preso con l’annuncio precedente scavando tra le liste di ingegneri triennalisti e l’azienducola di servizi informatici cerca un Programmatore Agile2 da inserire nel proprio developers team per attività non body rental finalizzate alla produzione e integrazione di software customer side di alta qualità.

Chi mi conosce sa bene della mia avversione per le metodologie di sviluppo assurte a Obiettivo Finale, sa bene che mi copro di bolle rosse quando mi si chiede se so usare XP3, sa bene che fumo dalle orecchie alla vista di un diagramma UML usato per lo scaffolding e sa bene che mi fiammeggiano gli occhi quando sento parlare un analista o analogo manager di cose che non conosce.

Ma chi mi conosce sa anche della mia passione per i progetti eleganti, per il codice pulito, per la qualità a priori e per il principio per cui vale sempre la pena fare più lavoro prima e meno poi. Tutta roba che stona con metodologie agili ed estreme che però, purtroppo, fanno moda e vanno per la maggiore di questi tempi. Anche perché l’ingegnere, nella vision dell’azienducola, è un babbuino — e nemmeno troppo bravo.

Comunque, per concludere, tutto questo discorso — che sarebbe molto più ampio — per due cose:

  1. chiedersi perché Google Reader mi propina puntualmente tra i suggerimenti blog tenuti dal proprietario di queste azienducole in cui si esalta come loro lavorino in modo agile senza cedere ai ricatti dei clienti e tuttavia portando lavori di alta qualità;
  2. per consigliarvi un libro sulla Qualità, quella vera, quella che mi piace, quella che ha senso di esistere e quella che sì, quella lì sì che può diventare un obiettivo finale: Zen and the Art of Motorbike Maintenance.

Con tanti saluti ai top manager.

PS. Io volevo fare l’ingegnere informatico per mandare gli shuttle nello spazio. Ma avevo dieci anni quando pensavo che sarebbe andata così.

  1. Scienze MM.FF.NN., per capirsi
  2. Il titolo si spiega: proprio oggi guardavo gli annunci economici e c’era scritto proprio “Programmatore Agile” che ha un suo senso ma lì per lì fa ridere.
  3. Che non è Windows XP bensì eXtreme Programming.

Hivernar en Catalunya

scritto da Andrea Franceschini il giorno 1/4/2008

Pare che tra ottobre e marzo prossimi venturi mi troverò da queste parti a svolgere proficue ed interessanti attività di ricerca in campo ancora da definirsi.

Ora mi servono dritte su alloggi, pappatoria, luoghi da vedere e cose da fare: avanti, signori, il conto alla rovescia è cominciato.

UML e il suo Dio

scritto da Andrea Franceschini il giorno 22/3/2008

Memo: i meccanismi di estensione di UML sono

  1. stereotipo;
  2. etichetta;
  3. vincolo.

#@!*%.

Restart

scritto da Andrea Franceschini il giorno 30/9/2007

E così domani si ricomincia. Da Algebra, Musica e Sistemi Distribuiti, un trimestre leggerino, insomma.

Colgo l’occasione per segnalare che forse non sono stato l’unico a lamentarsi degli abbonamenti di Trenitalia in bianco su giallo.  Adesso li fanno rosa salmone - non allego prova fotografica ma fidatevi. Diciamo che sono sulla buona strada per la leggibilità. A quando la dicitura in nero su bianco1?

  1. qualsiasi altra combinazione ad alto contrasto andrebbe bene

Soddisfazioni

scritto da Andrea Franceschini il giorno 21/7/2007

Inaugurare il libretto nuovo con un 28 dà una certa soddisfazione.

Anche se questo Elaborazione dei Dati Tridimensionali non era certo quello che speravo…