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	<title>MorphLog &#187; Barcellona</title>
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		<title>Atterrato</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 17:42:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[SMC 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma proprio nel senso di a terra, per la stanchezza. È stata una settimana magnifica e faticosa in quel di Barcellona, soprattutto per le vesciche mostruose che mi sono procurato nel post precedente, e per via di alcune punture di insetti malefici che hanno banchettato sul mio stinco destro la notte seguente. Ma cerchiamo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma proprio nel senso di a terra, per la stanchezza. È stata una settimana magnifica e faticosa in quel di <a href="http://smc2010.smcnetwork.org/">Barcellona</a>, soprattutto per le vesciche mostruose che mi sono procurato nel post precedente, e per via di alcune punture di insetti malefici che hanno banchettato sul mio stinco destro la notte seguente. Ma cerchiamo di fare ordine.</p>
<p><strong>Sound and Music Computing</strong> è una conferenza un po&#8217; diversa dalle altre analoghe, tipo NIME, ICMC, DAFX et similia, per un motivo abbastanza preciso: non si concentra su un particolare aspetto, al contrario lo spettro di contributi che accetta è estremamente ampio, penso per incoraggiare il cross-thinking [1] che conduce a piacevoli situazioni in cui si arriva a risultati nell&#8217;ambito facendo giri strani [2].</p>
<p>I vari paper di quest&#8217;anno erano tutti molto interessanti. Per forza di cose ho dovuto glissare un po&#8217; sui poster, ma le sessioni di talk me le sono fatte tutte [3] però le sessioni a cui ho assistito, il keynote di Ricard Solé sull&#8217;aspetto evoluzionistico di cellule, linguaggio e tecnologia, e il panel sul rapporto tra strumenti (tools) e musica, sono stati tutti fonte di ispirazione, senza eccezione.</p>
<p>Poi è venuto il venerdì pomeriggio, la sessione di <em>Interaction</em> in cui dovevo presentare il mio paper &#8212; che si trova <a href="http://www.morpheu5.net/universita/master-thesis/a-practical-approach-to-music-theory-on-the-reactable">qui</a> per chi volesse leggerlo. Il talk è andato abbastanza bene, quantomeno sono riuscito a far ridere il pubblico quando volevo io e a mantenere l&#8217;interesse. Soprattutto sono riuscito ad evitare il cartello giallo che il chairman alza quando mancano cinque minuti allo scadere del tempo. Mi sono state fatte un paio di domande interessanti che mi hanno dato spunti per riflettere. Insomma, sono proprio contento.</p>
<p>Passato il talk finalmente sono riuscito a rilassarmi e godermi il resto della conferenza con un po&#8217; di leggerezza in più &#8212; non che abbia passato una settimana a preoccuparmi del venerdì pomeriggio, sia chiaro, ma sì, insomma :)</p>
<p>C&#8217;è stato un altro aspetto che chi mi ha seguito su Twitter probabilmente avrà notato, cioè quello dei concerti. Allora, uno pensa &#8220;oh, via, andiamo a sentire un po&#8217; di musica&#8221;, e invece no. L&#8217;opening act è stato ad opera di Barry Truax, che è questo professore canadese luminare nella creazione di <em>soundscapes</em>. È stata una bella performance in una bella sala con un bel sistema ad otto canali molto immersivo. Bello. I brani erano un po&#8217; lunghi, ma piacevoli. Per chi non sa cosa sia un soundscape, in parole povere è come uscire di casa e ascoltare i rumori che ci sono attorno. Col vantaggio che ci si può immergere in paesaggi fantastici e molto lontani dalla propria realtà, e addirittura raccontare storie. Molto bello, anche per chi si occupa di sonorizzazione di opere visive.</p>
<p>Nei giorni seguenti ci sono stati altri concerti. Ecco, ora. Io non saprei. Probabilmente sono io che non conosco cosa sta dietro a tutto questo, ma francamente sentire rumori senza filo logico in octofonia per 20+ minuti a &#8220;brano&#8221;&#8230; è un po&#8217; noioso :) A meno, ovviamente, che questi rumori siano interessanti, comunichino qualcosa, o almeno ci provino. Vabè. C&#8217;è stato qualche highlight, ovviamente, tipo la performance &#8220;Swish &amp; Break&#8221;, di Maurizio Goina, Pietro Polotti e Sarah Taylor, in cui quest&#8217;ultima indossava degli accelerometri e teneva in mano due torce, e faceva una specie di balletto che veniva convertito in suoni. Veramente spettacolare. Poi un altro highlight dev&#8217;essere stato &#8220;Baroque Basso Continuo for Cello,Heart (ECG) and Mind (EEG)&#8221;, di Stephen Barrass e Diane Whitmer, con Sasha Agranov al violoncello, che purtroppo mi sono perso. Infine uno che ho apprezzato moltissimo è stato &#8220;Mimar&#8221; di Mikel Chamizo, per quartetto di sassofoni e Reactable. Molto bello il brano per sassofoni, magistralmente arricchito dal Reactable.</p>
<p>Il problema è che tutta questa <strong>art music</strong> risulta un po&#8217;, come dire, incomprensibile. Tanto incomprensibile. Uno ha sempre l&#8217;impressione di non sapere se si sta perdendo qualche pezzo o se effettivamente sta assistendo a <code>cat /dev/urandom &gt; /dev/dsp</code>&#8230; :) E quindi i simpatici organizzatori hanno pensato ad una sessione di Vocaloid + LoopMash per spezzare il sabato. È stato un gran peccato che non sia riuscito ad arrivare questo signore dal Giappone che ci doveva spiegare come mai Vocaloid ha avuto un tale successo da avere una quantità di dischi in classifica. Tuttavia un&#8217;attendibile fonte giapponese (che, ad onor del vero, vive in Italia da molti anni) sostiene che secondo lei la società giapponese è un po&#8217; malata. E se lo dice lei&#8230; (ciao Tomoko, ciao Mathieu :)</p>
<p>La parte divertente è stata quando Xavier Serra ha fatto partire <a href="http://www.youtube.com/watch?v=kbbA9BhCTko">questo video</a> e i giapponesi nella sala si sono pisciati dalle risate. Notably enough, il resto dell&#8217;audience aveva più un&#8217;espressione basita, tipo &#8220;<strong>SRSLY?</strong>&#8220;, mentre quelli dell&#8217;MTG, che è uno dei maggiori contributori a Vocaloid, nella persona di Jordi Bonada, avevano una faccia tipo &#8220;oh, merda, <strong>noi</strong> abbiamo creato questo mostro&#8221;&#8230; e ad ogni video successivo l&#8217;incredulità e lo sgomento aumentavano. Vabè, dopo giorni di &#8220;art music&#8221;, un po&#8217; di JPop ha fatto solo bene alle orecchie :) Peccato che alla fine me ne sono uscito con un tale mal di testa che mi sono dovuto ritirare in ostello un paio d&#8217;ore.</p>
<p>Alla fine della fiera (&#8230;) ho imparato due cose importanti: la Fnac di Barcellona chiude di Domenica (mannaggia a loro), ed esiste tutto un ecosistema di roba fighissima che non avevo mai veramente sospettato. Lezioni jolly: se si atterra a El Prat terminal 1 bisogna prendere l&#8217;autobus circolare per andare al terminal 2 dove si trova il trenino per Sants, e se si vuole andare da Sants a El Prat bisogna prendere la R2 Nord, oppure scendere a El Prat de Llobregat e cambiare.</p>
<p>In definitiva, grazie a tutti, è stata una settimana fantastica, e ci rivedremo l&#8217;anno prossimo a Padova (yay! :)
<ol class="footnotes">
<li id="footnote_0_818" class="footnote">Uscitevene voi con una parola italiana altettanto efficace&#8230;</li>
<li id="footnote_1_818" class="footnote">Tipo in <a href="http://marcsosnick.com/media/sosnick-hsu-SMC-2010-070510-final-a.pdf">Efficient Finite Difference-based Sound Synthesis using GPUs</a>, che è una cosa a cui pensavo da un po&#8217; ma che non ho avuto occasione di provare.</li>
<li id="footnote_2_818" class="footnote">Non è vero, ho saltato quelle su Sound Modelling and Processing e Music Classification and Annotation, perché in effetti mi interessavano meno e avevo altro da fare :) </li>
</ol>
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		<title>Mediterrani 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 14:29:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barcellona]]></category>

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		<description><![CDATA[Et voilà, la foto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a title="Mediterrani 2010 by Morpheu5, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/morpheu5/4814580081/"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4143/4814580081_03bab9a2c6.jpg" alt="Mediterrani 2010" width="333" height="500" /></a><br />
Et voilà, la foto.</p>
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		<title>Tornar a Barcelona</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 21:06:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barcellona]]></category>

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		<description><![CDATA[Alfin partii, e poi pure arrivai. Salvo non rendermi conto che ero arrivato all&#8217;altro terminal di El Prat, il T1, e quindi dovevo prendere il bus circolare per arrivare al T2 da cui potevo prendere il trenino Renfe per Sants e da lì proseguire per Hospital Sant Pau sulla blu, salvo sbagliare, scendere a Hospital [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alfin partii, e poi pure arrivai. Salvo non rendermi conto che ero arrivato all&#8217;altro terminal di El Prat, il T1, e quindi dovevo prendere il bus circolare per arrivare al T2 da cui potevo prendere il trenino Renfe per Sants e da lì proseguire per Hospital Sant Pau sulla blu, salvo sbagliare, scendere a Hospital Clinic e arrivare a piedi sulla Rambla di Catalunya. Praticamente ero all&#8217;altro capo dell&#8217;Eixample.</p>
<p>Dopo essermi riorientato, e fatta un&#8217;interminabile nuotata nel collegamento sotterraneo tra le stazioni verde e viola di Passeig De Gracia (ma allora un motivo c&#8217;era se non prendevo quell&#8217;ingresso ma facevo il giro da sopra) finalmente sono arrivato in ostello dove mi aspettava un simpatico cambio di camera, da singola a quadrupla, per via che alcune camere, tra cui la mia, erano chiuse per disinfestazione. La cosa dovrebbe durare solo per questa notte, ma forse domani mi mettono comunque in doppia. Vabè, pazienza.</p>
<p>Non abbastanza moralmente sconfitto, scendo e decido di farmi un giro in città. Infilo la viola a Encants, scendo a salutare la Sagrada Familia, riprendo la viola constatando che il Pizza Hut è morto ma KFC è ancora lì &#8212; Sisma, ne sai qualcosa? :) &#8212; e smonto di nuovo a Passeig De Gracia. A piedi mi faccio la Rambla, constatando che le statue umane sono sempre le stesse, e arrivo al Port Vell da dove faccio tappa al MareNostrum, circumnavigo il porto &#8212; scoprendo che ci sono almeno una medusa &#8212; e finisco alla spiaggia della Barceloneta. La foto ve la caccio appena posso, ma scommetto che indovinate qual&#8217;è. :)</p>
<p>Da lì riprendo la metro gialla, constatando che Valle Hermoso ha finito di costruire ed è pronto ad affittare, e faccio tappa a in piazza Jaume I per un panino da Bocatta &#8212; che però a quanto pare è stata mangiata da Pans &amp; Co.</p>
<p>Sufficientemente stufo, passo a salutare Sant&#8217;Eulalia, scorro le vetrine che si chiudono e mi reinfilo in metro per buttarmi in doccia. Devo ammettere che aprire Twitter e Facebook è stato quasi rilassante.</p>
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		<title>In camicia in riva al mare (SMC 2010)</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 16:14:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Franceschini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
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		<description><![CDATA[A questo punto è abbastanza ufficiale che dal 19 al 26 luglio sarò da queste parti per presentare un paper a Sound and Music Computing 2010. In effetti la conferenza comincia il 21 e termina il 24, ma per alcune simpatiche coincidenze aeroportuali mi sono trovato costretto a svenarmi in quelle date. Pazienza, dopo  quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A questo punto è abbastanza ufficiale che dal 19 al 26 luglio sarò <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=C%2F+Roc+Boronat,+138,+08018+Barcelona,+Espa%C3%B1a&amp;sll=41.403462,2.193663&amp;sspn=0.007548,0.01929&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Carrer+de+Roc+Boronat,+138,+08018+Barcellona,+Catalogna,+Spagna&amp;t=h&amp;z=16">da queste parti</a> per presentare un paper a <a href="http://smc2010.smcnetwork.org/">Sound and Music Computing 2010</a>. In effetti la conferenza comincia il 21 e termina il 24, ma per alcune simpatiche coincidenze aeroportuali mi sono trovato costretto a svenarmi in quelle date. Pazienza, dopo  quasi 7 anni penso di potermi fare un paio di giorni di vacanza :)</p>
<p>Il paper e la presentazione ve li pubblico dopo la conferenza.</p>
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		<title>Riportando tutto a casa</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 15:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Erasmus]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho cercato di resistere dall&#8217;usare questo titolo per il post in cui tiravo le somme, ma la straordinaria coincidenza di maltempo sia nei giorni del mio arrivo che in quelli della mia partenza mi ha ricordato che in quell&#8217;album dei Modena City Ramblers &#8212; ma non nel quasi omonimo di Bob Dylan &#8212; il primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho cercato di resistere dall&#8217;usare questo titolo per il post in cui tiravo le somme, ma la straordinaria coincidenza di maltempo sia nei giorni del mio arrivo che in quelli della mia partenza mi ha ricordato che in quell&#8217;album dei Modena City Ramblers &#8212; ma non nel quasi omonimo di Bob Dylan &#8212; il primo brano si adatta bene alla situazione.</p>
<p>Con tutto questo tremare di terra, dopotutto, mi è un po&#8217; passata la voglia di fare il post in cui tiravo le somme, quindi mi limito a comunicare che ho finito la tesi &#8212; dove per &#8220;finito&#8221; si intende che è tutto da rifare da capo ma che almeno la demo è andata bene e comunque mi mancano due esami &#8212; e che sabato mattina mi attende l&#8217;<em>avione</em> per riportarmi a zompettare per gl&#8217;italici lidi &#8212; oltre a sottolineare che il terremoto non è mica venuto perché ho finito la tesi, razza di malelingue&#8230;</p>
<p>Mi piacerebbe pubblicare la relazione in cui riassumo per filo e per segno i sei mesi che ho passato qui all&#8217;MTG, ma sto cercando di trarre un paper da inviare a <a href="http://smc2009.smcnetwork.org/">SMC</a> [1] per cercare di raggranellare qualche punto in più per quando farò domanda di dottorato. In compenso credo di poter pubblicare qualche foto e qualche video &#8212; almeno spero, ma qua pare che durante il trasloco ci siano stati gli sciacalli che si sono rubati la videocamera&#8230;</p>
<p>Per tutto quello che ho imparato, sia dal punto di vista tecnico che, e soprattutto, circa le diversità di rapporti e gestioni di fatti e cose in un pezzetto di Terra diverso dall&#8217;Italia, probabilmente non mi sarà sufficiente una vita per raccontarlo e rimetterlo in pratica, quindi voi intanto cominciate a farvene una ragione, che poi si vedrà.</p>
<p>Per tutto il resto, dicono, c&#8217;è Mastercard&#8230; tranne in Spagna dove le carte Maestro sono praticamente inutili.
<ol class="footnotes">
<li id="footnote_0_576" class="footnote">La scadenza è il 17 Aprile ma prima di un mese non si saprà se l&#8217;accettano o meno, quindi almeno fino ad allora non credo di poterlo diffondere a causa del processo di valutazione.</li>
</ol>
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		<title>Schmappato</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 09:53:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Schmap]]></category>

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		<description><![CDATA[Com&#8217;è successo a Marco, anche a me ha scritto Emma Williams di Schmap per comunicarmi che una mia foto di Barcellona è finita nella loro guida on-line. Ora devo solo capire se la mia licenza by-nc-nd non cozza con l&#8217;uso in Schmap, ma dopotutto sono stati così gentili da chiedere che non penso farò ulteriori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Com&#8217;è successo a <a href="http://altreparole.blogspot.com/2009/02/schmappato.html">Marco</a>, anche a me ha scritto Emma Williams di Schmap per comunicarmi che <a href="http://www.flickr.com/photos/morpheu5/3017176950/">una mia foto</a> di Barcellona è finita nella loro <a href="http://www.schmap.com/barcelona/home/">guida on-line</a>.</p>
<p>Ora devo solo capire se la mia licenza by-nc-nd non cozza con l&#8217;uso in Schmap, ma dopotutto sono stati così gentili da chiedere che non penso farò ulteriori obiezioni.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Alla periferia del ciclone</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 12:34:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Barcellona]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando questa mattina ho aperto gli occhi, le mie orecchie rilevavano, oltre ad un roboante rumore di potenti raffiche di vento, anche quella particolare sensazione che si prova salendo e scendendo velocemente di quota, che succede a volte quando il treno si infila in un tunnel sotto il monte. Pensando a Dorothy nella fattoria del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando questa mattina ho aperto gli occhi, le mie orecchie rilevavano, oltre ad un roboante rumore di potenti raffiche di vento, anche quella particolare sensazione che si prova salendo e scendendo velocemente di quota, che succede a volte quando il treno si infila in un tunnel sotto il monte.</p>
<p>Pensando a Dorothy nella fattoria del Kansas, mi sono consolato che, se così fosse stato, almeno Barcellona ci avrebbe guadagnato. E invece ci ha perso <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_gennaio_24/tempesta_vento_spagna_francia_faa04d84-ea0f-11dd-a42c-00144f02aabc.shtml">tre bambini e un palazzetto</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Disegnare musica nel rumore</title>
		<link>http://blog.morpheu5.net/disegnare-musica-nel-rumore/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 16:28:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Erasmus]]></category>
		<category><![CDATA[Produzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Ammetto che è passato un po&#8217; di tempo da quando ho scritto l&#8217;ultima volta della tesi, ci sono state di mezzo le vacanze, poi qualche altra preoccupazione ha deciso di flirtare a tre col mio tempo libero e la mia voglia di scrivere quello che stava accadendo, col risultato che io sono qua, faccio le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ammetto che è passato un po&#8217; di tempo da quando ho scritto l&#8217;ultima volta della tesi, ci sono state di mezzo le vacanze, poi qualche altra preoccupazione ha deciso di flirtare a tre col mio tempo libero e la mia voglia di scrivere quello che stava accadendo, col risultato che io sono qua, faccio le cose, ma nessuno sa niente &#8212; e c&#8217;è anche chi giustamente si arrabbia.</p>
<p>Allora, eravamo rimasti al <a href="http://blog.morpheu5.net/prototipi-di-interazione-3/">video figoso</a> in cui io disegnavo delle cose in rosso e poi i rettangolini blu diventavano bianchi, giusto? WordPress mi conferma che è così, e quindi c&#8217;è una parte che manca all&#8217;appello.</p>
<h3>Tanti piccoli accordi</h3>
<p>Discutendo col prof &#8212; che infine ha dovuto mettermi un freno ché sennò gli fornivo idee per tre anni di progetti e non era bello &#8212; siamo giunti a due idee:</p>
<ol>
<li>la mia proposta iniziale era di selezionare un accordo di base (es. G#7) poi selezionare uno stile musicale (es Blues) e poi selezionare una delle possibili progressioni Blues che cominciano &#8212; o contengono in qualche posizione &#8212; l&#8217;accordo selezionato. L&#8217;idea sarebbe stata anche buona ma effettivamente incasinata;</li>
<li>la sua controproposta è stata di costruire attorno al <a href="http://blog.morpheu5.net/ordine-nel-caos/">Tonalizer</a> un &#8220;chord set&#8221;, ossia un insieme in cui l&#8217;utente inserisce degli accordi a sua discrezione, ordinabile, cioè che lui per conto suo si comporta come un insieme nel senso matematico, però sui suoi elementi si può costruire una sovrastruttura ordinata, che a noi che ci piace il pane con la soppressa piacerà chiamare &#8220;sequenza&#8221;. Questa sequenza andrà quindi suonata con tempi da definire, ma suppongo si andrà di multipli non per forza interi della battuta.</li>
</ol>
<p>A quel punto la mia controcontroproposta è stata di non abbandonare per forza l&#8217;idea iniziale ma di semplificarla, nel senso che l&#8217;utente inserisce un accordo, questo viene preso come accordo di base (cioè, il primo di una progressione) e si mostrano tutte le progressioni che possono cominciare con quell&#8217;accordo. Poi l&#8217;utente ne inserisce un altro e si mostrano tutte le progressioni che cominciano con l&#8217;accordo di base e contengono da qualche parte il grado/modo del nuovo accordo relativo a quello di base, e via così col terzo, il quarto e tutti gli accessori.</p>
<h3>Inserire gli accordi</h3>
<p>E qui viene la parte interessante. Ci sono due paradigmi principali sul reacTable, che sono l&#8217;interfaccia tangibile di cui ho già parlato, e l&#8217;interfaccia a strisci e ditate di cui è pieno il mondo, YouTube e anche gli scaffali dei negozi. Per cui uno potrebbe pensare di sviluppare una serie di oggetti a rappresentare accordi, accidenti, gradi, modi, il tutto gioiosamente componibile in catene e&#8230; e dopo il terzo accordo è finito lo spazio sul tavolo.</p>
<p>L&#8217;opzione due è appena un po&#8217; più vecchia dell&#8217;homo sapiens, e cioè si tratta di usare le dita per scrivere nomi, accidenti, gradi, modi e tutto quanto &#8212; dove per &#8220;tutto quanto&#8221; intendo la scelta di stili e progressioni, nonché la costruzione della famosa sequenza. Bello, dice. Mica facile, però. Questa eventualità va sotto il nome di <em>handwriting recognition</em> e ci sono sostanzialmente due sistemi su cui fare affidamento:</p>
<ul>
<li>
<div>data un&#8217;immagine con le scritte da riconoscere, si applicano le ben note tecniche di riconoscimento ottico (il famoso <strong>OCR</strong>) basate su algoritmi di varia complessità che vanno dalle più semplici correlazioni alle più sofisticate <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/SURF">tecniche</a> per la ricerca i feature invarianti alle trasformazioni.</div>
</li>
<li>data una spezzata definita per punti sul piano 2D, si possono applicare varie tecniche più o meno fantasiose, a partire dalla ricerca di similarità tra <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/NURBS">NURBS</a> fino a simpatiche deviazioni del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hidden_surface_determination">problema della visibilità</a>.</li>
</ul>
<p>La mia situazione è questa: reacTIVision rileva le ditate e ne trasforma il movimento proprio in sequenze di punti. La seconda via è evidentemente la mia via, motivo per cui da un po&#8217; di giorni mi sto industriando per cercare quanti più metodi diversi riesco a trovare. Averne più di uno mi garantirebbe due vantaggi: primo, inserire un po&#8217; di algoritmica un minimo sofisticata per contentare chi non vive senza; secondo, poter confrontare i vari sistemi in termini di facilità d&#8217;uso, flessibilità e velocità. Per ora mi sto concentrando su un sistema di similarità tra NURBS e un sistema basato su superfici non convesse costruite  per triangoli.</p>
<ul>
<li><strong>NURBS:</strong> l&#8217;idea di base è di costruire dei modelli di riferimento, uno o più per ciascun glifo diverso, e usarli per confrontare la NURBS costruita dai dati ricevuti dall&#8217;utente. In verità non voglio confrontare veramente le curve ma solo il loro <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Convex_hull">guscio convesso</a> formato dai punti di controllo. Supponendo di usare i punti che arrivano da reacTIVision, questo sono tipicamente tanti e sparpagliati, in generale molto diversi da un modellino bello come questo:<a rel="lightbox" href="http://blog.morpheu5.net/wp-content/uploads/2009/01/nurbs.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-518" title="NURBS" src="http://blog.morpheu5.net/wp-content/uploads/2009/01/nurbs-233x300.png" alt="NURBS" width="233" height="300" /></a>(non è che questo sia bellissimo, ma è meglio di niente). Il trucco starebbe nel calcolare un&#8217;approssimazione della curva inferta dall&#8217;input umano con un certo numero fissato di punti di controllo il più possibile equidistanti tra loro. La domanda è: qualcuno ha idee? Perché, una volta che questo è possibile in modo sufficientemente veloce, posto che i glifi di riferimento siano stati costruiti in modo analogo, allora diventa molto facile confrontare punto per punto l&#8217;input con la lista dei glifi, diciamo nell&#8217;ordine di <em>m·n</em> passi con <em>m</em> il numero di glifi ed <em>n</em> il numero di punti di controllo.<br />
Ci sono diverse condizioni problematiche, tra cui come allineare la coppia per il confronto. Per esempio scegliendo di far combaciare i due estremi, si deve per forza ripetere due volte il confronto per ogni coppia, nel caso gli estremi venissero scambiati: con un po&#8217; di immaginazione dovreste riuscire a capire cosa intendo guardando l&#8217;esempio sopra. Un altro problema derivante dall&#8217;allineamento degli estremi è l&#8217;imprecisione dell&#8217;utente che può far variare anche di molto il punteggio. Tuttavia sono fiducioso circa la buona diversità tra i glifi.</li>
<li><strong>Superfici triangolate:</strong> il secondo metodo su cui mi sto concentrando consiste nel prepare dei modelli in questa forma: <a rel="lightbox" href="http://blog.morpheu5.net/wp-content/uploads/2009/01/triangles.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-522" title="Triangles" src="http://blog.morpheu5.net/wp-content/uploads/2009/01/triangles-218x300.png" alt="Triangles" width="218" height="300" /></a>e poi guardare quanti punti dell&#8217;input cadono dentro la superficie. Con questo metodo il problema dell&#8217;allineamento è ancora peggiore: occorrerebbe individuare dei punti nei cui intorni possono situarsi gli estremi dell&#8217;input. Tuttavia, una volta scelto un &#8220;buon allineamento&#8221;, la robustezza all&#8217;imprecisione dell&#8217;input è nettamente superiore (e modulata dalla larghezza della striscia) e c&#8217;è anche il vantaggio che non si devono fare calcoli complessi con polinomi di grado elevato bensì un più rapido e veloce test di appartenenza &#8212; velocità comunque mitigata dal fatto che ogni punto va testato con ciascun triangolo o al più con un &#8220;intorno&#8221; di triangoli. Il punto sta tutto nel trovare detto buon allineamento.</li>
</ul>
<p>Naturalmente se avete suggerimenti a riguardo &#8212; anche per altri metodi sulla piazza &#8212; io sono disponibile e, in caso, vi guadagnereste un posto tra i ringraziamenti.</p>
<h3>Gestire il set</h3>
<p>Una volta costruito il set, costruire la sequenza è un compito abbastanza semplice: il dito collega gli accordi con una sorta di spezzata, reacTIVision fornisce il percorso del dito per punti con associata anche la velocità del dito in ogni punto. Assumendo che il dito &#8220;rallenti&#8221; quando fa tappa su un accordo, si può usare questa informazione per costruire la catena. O qualcosa del genere, ci penserò più avanti. La gestione automatica di stili e progressioni invece è molto più facile, si può sviluppare con una combo di glifi alfanumerici e liste visualizzate sul tavolo.</p>
<p>Sì, insomma, di cose da fare ce n&#8217;è. Mi sono fissato il 9 febbraio per avere tutte queste meraviglie pronte per il test &#8212; anche se più realisticamente la fine dello sviluppo cadrà nella relativa settimana e non proprio quel lunedì. E poi si vedrà, fino al 9 aprile c&#8217;è tempo per inventarsi altre meraviglie.</p>
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		<title>Paragoni edilizi</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Dec 2008 10:23:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia, se passi accanto ad un cantiere, senti musica. Che sia la radio o l&#8217;operaio, è invariabilmente qualcosa di melodico napoletano, qualche liscio allegrotto romagnolo o vocalizzi nordafricani, a seconda del melting pot e dell&#8217;imprenditore edile. In Spagna, se passi accanto ad un cantiere, anche lì senti musica. Ma qua, fuori dalla finestra, sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia, se passi accanto ad un cantiere, senti musica. Che sia la radio o l&#8217;operaio, è invariabilmente qualcosa di melodico napoletano, qualche liscio allegrotto romagnolo o vocalizzi nordafricani, a seconda del melting pot e dell&#8217;imprenditore edile.</p>
<p>In Spagna, se passi accanto ad un cantiere, anche lì senti musica. Ma qua, fuori dalla finestra, sul tetto della Estació de França, ascoltano i Metallica e i System Of A Down.</p>
<p><small>Non trarrò conclusioni macabre, ma poi dice che in Italia, sul lavoro, si muore il 30% in più che in Spagna.</small></p>
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		<title>Per fortuna l&#8217;Europa c&#8217;è</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 12:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Franceschini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Sbrocchi]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>

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		<description><![CDATA[Del mercato europeo si parlava da molto prima dell&#8217;Euro, e perfino della Costituzione Europea. Diciamo che se ne parlava da almeno trent&#8217;anni e pure più. Eppure al negozio (con le insegne VISA, Mastercard, AmEx e Cirrus/Maestro) non paghi con la carta meno di dieci euro e sul sito delle ferrovie la moneta elettronica (i.e. VISA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Del mercato europeo si parlava da molto prima dell&#8217;Euro, e perfino della Costituzione Europea. Diciamo che se ne parlava da almeno trent&#8217;anni e pure più.</p>
<p>Eppure al negozio (con le insegne VISA, Mastercard, AmEx e Cirrus/Maestro) non paghi con la carta meno di dieci euro e sul sito delle ferrovie la moneta elettronica (i.e. VISA Electron) non è accettata. Metteteci che prima di farvi dare un IBAN completo dovete spiegargli che cos&#8217;è, perché vi serve e dove lo trovano e non avete esattamente l&#8217;immagine del paese moderno che invece si ha della Spagna.</p>
<p><strong>EDIT:</strong> Alla fine ho dovuto fare una coda mortifera alla stazione (e per fortuna che sono arrivato dopo le 16 perché prima i biglietti AVE e lunga percorrenza non si vendono e io non è che lo sapevo&#8230;) perché alla stazione Sants l&#8217;unica speranza (esclusi gli sportelli che già comunque versavano in condizioni penose) era l&#8217;automatica che però bisognava essere già clienti (con tessera cliente) e aver acquistato il biglietto prima, senza contare che &#8220;se ce l&#8217;ha già stampato, non serve stamparlo da qua&#8221;. Così sono tornato mesto mesto alla stazione di França, ho fatto la coda e in relativamente poco tempo il solerte impiegato mi ha fatto i biglietti. Peccato che la mia carta Maestro non funzionasse (ma come, al supermercato funziona sempre&#8230;) e invece, indovinate un po&#8217;? La Visa Electron sì.</p>
<p>Ma dico.</p>
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