Confetti ripieni di piombo
Al presidio permanente contro la nuova base militare USA è stato recapitato un proiettile.
Al presidio permanente contro la nuova base militare USA è stato recapitato un proiettile.
Ho seguito un po’ a sprazzi il concertone organizzato da Al Gore per sensibilizzare la gente sui cambiamenti climatici e sulla necessità di fare qualcosa e non mi metterò a chiedermi quanta di quella elettricità venisse da fonti rinnovabili o quanta dell’anidride carbonica e del calore prodotti sopra gli stadi venissero aspirati e immagazzinati in container per essere spediti e scaricati nello spazio aperto.
Non mi porrò nemmeno il problema che sia stata Madonna a scrivere l’inno.
La cosa che mi ha veramente colpito e segnato nel profondo è stato l’intervento che una studentessa del Texas ha fatto nel bel mezzo del speaking milanese di Mr. Gore. La domanda suonava pressappoco così: “arrivando a Milano, non ho capito se sia una cosa solo di Milano o di tutta l’Italia, ho visto i bidoni della raccolta differenziata che da noi non sappiamo neanche cosa siano. Mr. Gore, crede che il riciclo e lo smistamento dei rifiuti possa aiutarci a ridurre le emissioni e ad inquinare di meno?“.
La mia reazione, e vi linko la strip perché mi è stato gentilmente chiesto di essere meno sboccato, è stata più o meno questa.
Premesso che non sono un fan di Michele Santoro e che se fosse stato per me poteva anche fare a meno di tornare in televisione; premesso che il documentario della BBC che Anno Zero ha rilanciato ieri sera alla Rai – senza alcun approfondimento che, a distanza di un anno, sarebbe stato quantomeno opportuno – l’avevo già visto su Google Video; premesso che non mi va di entrare nel merito dei temi trattati nella discussione perché non sono competente né mi piace ripetere le ovvietà. Premesso altresì che quella frazione di Anno Zero che ho visto ieri sera intercorreva tra il mio ritorno a casa alle 22:30 e la necessità impellente di una doccia perché due ore di palestra la richiedono.
Quel che mi è parso di vedere è stato un brutto gioco a rimpiattino delle parole che uscivano di bocca ad ognuno degli attori in campo, con il giornalista della BBC che dava alle fiamme lo stereotipo dell’inglese compassato, Santoro che si intrometteva su qualunque cosa e metteva parole in bocca a chiunque e monsignor Fisichella che cercava di cavillare sul fatto che un documento distribuito a milioni di cardinali nel mondo non è davvero segreto bensì è riservato. Che ritengo sia un comportamento fastidiosamente diffuso nei teatrini politicotelevisivi italiani (e forse esteri, ma non ho il satellite, quindi nutro ancora un po’ di speranza).
Ecco, questo cavillìo di riservatezza e segretezza per non rispondere alle domande nella piazza mi ha infastidito assai.
Pensavo a questo fatto di Prodi che parla alla Conferenza sulla Famiglia – qualunque sia il suo nome – dicendo come intende impiegare quella manciata di spiccioli che sono usciti dal nulla, e lo fa durante il periodo di silenzio successivo alla chiusura della campagna elettorale.
Poi pensavo a quando Berlusconi, accompagnando l’anziana madre alla cabina elettorale, disse “mi raccomando, mamma: una bella croce su Forza Italia”.
Ora i buoi, salendo e scendendo dagli yacht dei fratelli, danno dei cornuti agli asini. Io vado al seggio tra poco, dovrò evitare le buàzze per terra?