Non proliferazione

scritto da Andrea Franceschini il giorno 16/9/2007

Novanta testate nucleari sul suolo italiano

Alla faccia dell’accordo di non proliferazione…

fonte: Repubblica.it

La Festa dei Oto

scritto da Andrea Franceschini il giorno 9/9/2007

Qua a Vicenza funziona così: una volta all’anno, in occasione della festa patronale, che a Vicenza coincide con l’armistizio, il borgomastro organizza una sfarzosa cena in centro storico, proprio lungo il decumano massimo, transennandolo e presidiandolo da cima a fondo, a pochi passi da Piazza dei Signori. Per la verità questo è successo “solo” nei sette anni appena passati, quest’anno è andata in modo un po’ diverso [1].

I comitati che si battono contro la costruzione della nuova base Statunitense hanno annunciato che avrebbero manifestato in Piazza dei Signori con pentole, mestoli e accessori vari, col preciso intento di fare rumore e rendere più sgradevole possibile la permanenza dei “pochi intimi [2]” partecipanti alla cena. Dopo lungo titubare, la risposta dell’organizzatore è arrivata:

Il vergognoso atteggiamento arrogante e incivile con il quale il comitato No Dal Molin ha proclamato e ufficialmente annunciato di voler manifestare il proprio odio antiamericano e la propria insofferenza verso le istituzioni democratiche, compreso il presidente della Repubblica, preparando azioni di aggressione, di offesa e di disturbo nei confronti dei vicentini partecipanti alla festa serale della Cena dei Oto in corso Palladio, deve far riflettere l’amministrazione comunale sull’opportunità di non esporre gli autentici vicentini al rischio di subire aggressioni o angherie e di non poter godere in sicurezza e serenamente del diritto di partecipare a una loro tradizionale festa, per la quale, come è nella consuetudine, hanno tutti pagato il biglietto, senza favoritismi.

Tale rischio deriva, purtroppo, dall’impossibilità, comunicataci da parte dei responsabili locali delle forze di polizia di poter tutelare completamente in tal senso i diritti dei cittadini. Il ruolo della polizia di Stato appare, infatti, determinante in tale contesto, essendo impensabile accollare ai vigili urbani il compito di affrontare i manifestanti provenienti da tutta Italia.

D’altro canto, sarebbe ingeneroso colpevolizzare i locali rappresentanti della polizia di Stato degli effetti di una situazione che vede da tempo Vicenza alla mercé di estremisti e manifestanti di professione provenienti da tutta Italia, in virtù di una sovraesposizione certamente strumentale e propagandata ad arte di una situazione locale che sembra inspiegabilmente sottovalutata in taluni ambienti responsabili nazionali. [3]

Ora vorrei che deste un’occhiata a questa foto.

Casalinghe in viale Roma

Dico. Forse figli e nipoti rei di qualche marachella potrebbero trovarle pericolose.

Ma siccome si rischiava di venire smentiti, ecco apparire un tale Alex Cioni (AS) passeggiare attraverso il gruppo per andare in Piazza dei Signori. A seguito di tafferugli a base di spray urticante, botte, polizia e due del movimento finiti in ospedale, si difende dicendo che è la quinta volta che viene aggredito da questi del Presidio. Ah, ma allora è proprio scemo geneticamente, dal momento che per andare in Piazza poteva tranquillamente aggirare la bagarre ed arrivarci tranquillo e illeso. Il dubbio è sorto a tutti riguardo chi gli abbia suggerito proprio quell’itinerario - che è sì il più breve ma insomma…

  1. Vedasi anche la rassegna stampa di Global Project
  2. Circa 350 invitati paganti, accuratamete censiti dai consiglieri speciali di Sua Maestà
  3. I grassetti indicano parti notevoli per falsità, arroganza e/o palese ingenuità nella comunicazione

Confetti ripieni di piombo

scritto da Andrea Franceschini il giorno 9/7/2007

Al presidio permanente contro la nuova base militare USA è stato recapitato un proiettile.

La Milano ecologista

scritto da Andrea Franceschini il giorno 9/7/2007

Ho seguito un po’ a sprazzi il concertone organizzato da Al Gore per sensibilizzare la gente sui cambiamenti climatici e sulla necessità di fare qualcosa e non mi metterò a chiedermi quanta di quella elettricità venisse da fonti rinnovabili o quanta dell’anidride carbonica e del calore prodotti sopra gli stadi venissero aspirati e immagazzinati in container per essere spediti e scaricati nello spazio aperto.

Non mi porrò nemmeno il problema che sia stata Madonna a scrivere l’inno.

La cosa che mi ha veramente colpito e segnato nel profondo è stato l’intervento che una studentessa del Texas ha fatto nel bel mezzo del speaking milanese di Mr. Gore. La domanda suonava pressappoco così: “arrivando a Milano, non ho capito se sia una cosa solo di Milano o di tutta l’Italia, ho visto i bidoni della raccolta differenziata che da noi non sappiamo neanche cosa siano. Mr. Gore, crede che il riciclo e lo smistamento dei rifiuti possa aiutarci a ridurre le emissioni e ad inquinare di meno?“.

La mia reazione, e vi linko la strip perché mi è stato gentilmente chiesto di essere meno sboccato, è stata più o meno questa.

Abbiamo incontrato il nemico… e siamo noi!

scritto da Andrea Franceschini il giorno 4/6/2007

Visto che quelli del No Dal Molin [1] andranno giù a Roma a cantargliele a Bush e Prodi, questo sabato, stavo dando un’occhiata nei vari siti dei movimenti cos’avevano in programma per rendermi conto di quale sarà il battage mediatico, anche in relazione a quello che è successo ieri a Trento.

Da bambino c’era questa favola, dal vago sapore di guerra fredda, che a noi bambini affascinava tanto con le spie, gli agenti segreti e tutti gli accessori, per cui sotto i colli Berici era stipato un enorme arsenale nucleare controllato dagli americani della caserma per la difesa dell’Italia in caso di attacco dai russi. Per noi bambini, che amavamo l’America ed ignoravamo cosa fosse un’arma nucleare ma immaginavamo che dovesse suonarle di santa ragione, era una cosa piena di fascino e romanticismo. Poi, quando cresci, cominci a capire che forse un arsenale nucleare stipato in bunker nei monti su cui vai a correre in bicicletta, dico forse, non è proprio una pensata geniale.

Poi succedono cose per cui scopri che l’idea veramente pessima è che a Site Pluto, zona di Longare, provincia di Vicenza, neanche troppo lontana da questo computer e a cui si accede anche attraverso una bellissima pista ciclabile tra le campagne della bassa, non ci sono i bunker ma le armi nucleari le stipano nel sistema di cavità naturali che frastagliano il sottosuolo berico, provocando anche - dicono - una serie di spiacevoli disagi sanitari [2] alla popolazione.

L’unica cosa che vorrei sperare è che ora i partigiani di Schio - ma ce ne sono ancora? - non tirassero fuori il loro carro armato segreto, che è un’altra favola bellissima ma che sarebbe anche un’idea suicida.

Site Pluto è stata ufficialmente dismessa con la fine della guerra fredda, ma passando di là nel tardo pomeriggio si vedono jeep che entrano ed escono e i dipendenti civili che fanno ritorno a casa. L’installazione è ancora recintata di filo spinato e i cartelli dicono ancora “NO TRESPASSING, violators will be shot, survivors will be shot again”.

  1. Dossier sul Dal Molin
  2. Dossier su Site Pluto