Thumbs Up for Geri’s Game

scritto da Andrea Franceschini il giorno 31/1/2008

Non so quanti di voi seguano le vicissitudini di questi bambinoni, ma certo tra voi non ci sono quelli di Corriere.it.

Il fatto è che quei buontemponi che popolano la redazione on-line del primo quotidiano nazionale e mangiano pane a tradimento1 spacciano un fotogramma di un corto del 1997 per l’esclusivissima anteprima di Up, prossimo lungometraggio in uscita nel 2009.

C’è da scommettere che Pixar non si fa scappare neanche un bozzetto prima del battage pubblicitario e perfino il genovese ideatore del film, intervistato, non si sbilancia che con un “fa ridere, ma non posso rivelare di più“.

PS. Sì, lo so, avrei dovuto dire qualcosa su “Il tuo amico topo” che ho visto a Bologna ma sono dovuto scappare a metà incontro, ora sono stanco ed è successo due settimane fa.

PPS. In compenso non vedo l’ora che esca “Wall-E“.

  1. ma la questione delle redazioni on-line delle testate giornalistiche cartacee è quasi triste quanto quella dei blog dei politici, i blog di Bebbe Grillo e Italia.it

Liberi tutti

scritto da Andrea Franceschini il giorno 11/9/2007

Se ne vociferava da qualche giorno ma non ho osato dire niente, poiché da buon cliente AMD/ATI ho imparato ad aspettarmi sorprese non sempre gradite.

Finalmente, quando voci davano già il gruppo per disperso nella nicchia lasciata aperta da SGI, sembra ufficiale che le specifiche dell’hardware ATI saranno rese disponibili agli sviluppatori open source, in modo graduale e ponderato ma completo. Senza odiosi NDA1 e pastrocchi vari, come già AMD ci aveva abituati con la sua architettura AMD64 - che, lo vogliamo ricordare, è entrata nel mercato prima di quella di Intel2 garantendo da subito il supporto a Linux e segnando di fatto una milestone importante.

Devo dire che stavo aspettando questa mossa dal giorno che è stato annunciato l’acquisto dei canadesi da parte degli americani, ma ormai la mia fede cominciava a vacillare. Tanto per dire, solo per guardare nel mio giardino, questo porterà driver open per Linux e supporto ad AIGLX3 indispensabile per far girare Compiz, vista la situazione attuale che costringe ad abbandonare l’accelerazione 3D per far andare XGL.

Il dubbio che la mossa venga per contrastare il sempre più di fatto monopolio di NVidia viene spontaneo, ma chi se ne frega? ATI, le schede, le sa ancora fare. E qua fuori è pieno di gente che può contribuire a migliorarle.

Per dire. Oggi è una bella serata.

  1. Non Disclosure Agreement
  2. l’altro colosso hardware che crede nell’open source
  3. implementazione X11 che fornisce indirect rendering via GLX

Frullatori di vertici

scritto da Andrea Franceschini il giorno 29/7/2007

Quand’ero da pochi anni sbarcato oltre la soglia della decade, uscì in edicola un corso a fascicoli che insegnava a fare cose con il PC, dalla grafica e dall’animazione - in 2 e 3 dimensioni - passando per un po’ di musica - o forse quello era un corso precedente per Amiga - fino alla programmazione in C, ufficialmente il tutto finalizzato alla creazione di giochi ma sostanzialmente improntato più che altro per stimolare gli avidi appetiti dei tempi che vedevano emergere i primi 486 e Pentium.

Grazie a quel corso non ho programmato in C per lunghi anni, non ho più usato CA-Cricket Paint - ma nel frattempo avevo conosciuto l’amore della mia vita, Photoshop 2.0 che già mi sembrava di larghe misure superiore perfino al blasonato Corel Paint - e non ho più animato in 2D con Animator fino al funesto approccio a Flash.

r2.pngPerò non ho mai smesso di appassionarmi ad Autodesk 3D Studio che avevo imparato ad usare con la R4 per DOS che richiedeva addirittura una scheda video compatibile VESA - che io pure avevo ma il mio monitor non era sempre d’accordo. Ammetto che buona parte della fascinazione derivava dal nome Autodesk che aveva segnato la mia infanzia sulle ginocchia del babbo mentre guardavo avvicinarsi all’infinito uno Space Shuttle in Autocad 10 che girava sul vecchio 286 con grafica Hercules. Fatto sta che 3D Studio era l’unico pacchetto che ero riuscito a procurarmi (ehm) e avevo perfino comprato un libro. Tutti quei film che uscivano in quel periodo, poi - Jurassic Park in testa - hanno contribuito a non farmi abbandonare il campo prematuramente e quindi ho seguito gli sviluppi del 3D attraverso le versioni R4, MAX, MAX 2, MAX 2.5, MAX 5, 6, 7 fino alla più recente. Insomma.

Qualcuno avrà sentito dire che mi si è fuso il computer grosso - e mannaggia, stavo proprio provando il nuovo finalRender per MAX 9 che era appena uscito. Sebbene abbia modellato con MAX 7 anche col portatile - con discreti risultati considerando che lavoravo in treno col touchpad - ho deciso che non mi andava di riavviare in Windows ogni cinque minuti per giocare due minuti con una bestia di quel calibro. Alla fine mi sono deciso e ho installato il frullatore.

Blender è uno dei più sorprendenti progetti open source degli ultimi tempi. Dopo un avvio come software proprietario è stato donato alla comunità che l’ha adottato e l’ha fatto diventare un pacchetto di grafica 3D dalle straordinarie possibilità, dotato di elevati standard qualitativi e un’interfaccia utente terrificante. elephants-dream.jpgNel 2006 è uscito il primo corto 3D open source - di cui sono disponibili modelli e scene - che rivela molte delle potenzialità del programma. Credo sia in arrivo un secondo corto open ma non ne so molto.

La mia reazione, aprendo blender per la prima volta, è stata di totale smarrimento. Ho provato anche Maya e Softimage nel tempo ma non mi avevano mai dato la stessa sensazione. Blender è diverso e ci vuole un po’ per venirci a patti, ma è vero quello che dicono: “quando capisci come funziona l’interfaccia di blender, cominci a desiderare che tutti gli altri programmi lavorino allo stesso modo“. Ci sono alcune scelte che all’inizio mi sembravano poco sensate ma che poi, ripensandoci, ho capito e trovato intelligenti. La parte di modellazione devo ancora esplorarla del tutto - mi sono fatto il “Noob to Pro” ma si arriva solo fino ad un certo punto - e non ho ancora messo piede nel rendering e nell’animazione ma mi aspetto davvero molto. L’unica cosa è dotarsi di tastierino numerico se si lavora su un portatile - per non parlare del mouse, se non avessi avuto la mia fida Graphire 2 non ne sarei venuto fuori, data la cronica penuria di mouse USB in casa mia.

Insomma, tutto il discorso per dire che in questi giorni di svacco ho cominciato ad imparare blender anche se da domani mi tocca rimettermi a studiare le cose serie.