scritto da Andrea Franceschini il giorno 31/3/2009
Poco prima di iscrivermi a Twitter, mi ero iscritto ad Identi.ca, un servizio del tutto analogo a Twitter ma basato su OpenMicroBlogging. Ci ho scritto un messaggio per vedere com’era e poi ho scelto comunque Twitter perché già conosco persone che lo usano e quindi, sul momento e date le mie necessità abbastanza opinabili, mi è sembrato che cinguettare fosse l’idea più logica.
D’improvviso oggi un paio di sconosciuti mi hanno aggiunto come contatto su Identi.ca e, stando ai loro profili, a me è venuto in mente quel triste periodo del web in cui la gente mandava email a muzzo per fare scambio banner. È più fastidioso dello spam, perché con ogni probabilità dietro c’è una mano che ha agito davvero, e non un insulso spambot. Non so perché questo fatto m’infastidisca, e mi è successo anche su Twitter del resto, perché in fondo è come se uno si mette il MorphLog nell’aggregatore, ma boh. Avete idee?
PS. Per quelli a cui la cosa dovesse interessare, ho praticamente quasi finito la tesi, nei prossimi giorni vorrei pubblicare la relazione.
scritto da Andrea Franceschini il giorno 14/3/2009
Il 14 marzo 1996 fa usciva il numero Zero di PKNA. Per chi sa di cosa parlo, ho già detto anche troppo; tutti gli altri si vergognino e filino a studiare.
Il punto è che, non avendo fatto alcun festeggiamento di sorta per il decennale, noi fan abbiamo pensato di farlo per i dodici anni, da cui il nome Dozzinale. Ma quando ormai il Web 2.0 era già pieno di annunci ed altre facezie a riguardo, ci siamo resi conto che di anni ne erano passati tredici, rendendo così il festeggiamento dozzinale di nome e di fatto.
Quindi, buon dozzinale a tutti.
scritto da Andrea Franceschini il giorno 13/3/2009
Com’è successo a Marco, anche a me ha scritto Emma Williams di Schmap per comunicarmi che una mia foto di Barcellona è finita nella loro guida on-line.
Ora devo solo capire se la mia licenza by-nc-nd non cozza con l’uso in Schmap, ma dopotutto sono stati così gentili da chiedere che non penso farò ulteriori obiezioni.
scritto da Andrea Franceschini il giorno 9/3/2009
Watchmen è quel classico film figo sotto più di un aspetto a cui vorresti dare 10 ma a malincuore sei costretto a dargli 9,5.
Se Zack Snyder ha fatto degli errori in passato, con questo lavoro si è completamente redento. È una trasposizione bellissima, perfetta, con i tempi giusti, la regia giusta, la fotografia giusta, i dialoghi giusti, i tagli giusti, perfino il finale modificato è giusto, è bellissimo, è aggiornato ai tempi che corrono e rispetta in pieno lo spirito del lavoro di Moore e Gibbons. Il punto è che Snyder è un superfan della graphic novel su cui ha lavorato, la venera in modo quasi religioso, e il film è specchio di questa sua venerazione: non c’è una virgola fuori posto né una scintilla di originalità.
Non dico che sia un brutto film, è un gran bel film, lo rivedrei volentieri, ha un mirabile cast di sconosciuti scelti per la loro somiglianza con i personaggi di china, ma praticamente ieri, nel buio della sala gremita di nerd in religioso silenzio [], ho riletto per la terza volta Watchmen, saltando le parti secondarie. Che è più o meno quello che mi è successo con V for Vendetta, solo che in quel caso era tutto sbagliato.
scritto da Andrea Franceschini il giorno 1/3/2009
La gente continua a non capire perché questa striscia mi piace, ma quel riferimento al fatto che costerebbe meno comprare un’auto in Germania e portarla in Italia, mi risulta che nel Belpaese sia passato in sordina. Darby Conley — che italiano certo non è — l’ha ripresa e girata col suo consueto stile sarcastico e pungente.