Regolamenti natalizi

scritto da Andrea Franceschini il giorno 24/12/2007

Presepi viventi nel Veneto

Bon, è ora di tornare sui libri, quindi gli auguri ve li faccio oggi. Avevo in mente un’altra vignetta, che però magari vi faccio per capodanno, se ho tempo. Ah, e vi ricordo il primo gennaio 2008, alle 17 su MTV c’è Queen at Wembley ‘86.

Attentato!

scritto da Andrea Franceschini il giorno 22/12/2007

Berlusconi ustionato

D’altronde sappiamo tutti che il colore preferito per le borse dell’acqua calda è il rosso.

via Corriere.it

UFO sul Giappone?

scritto da Andrea Franceschini il giorno 21/12/2007

Invasione aliena in Giappone?

via Repubblica.it

Storie di solitudine e allegria

scritto da Andrea Franceschini il giorno 17/12/2007

lgdd.jpgPer quelli che si aspettavano uno Stefano Benni dai modi leggeri financo amari de “Il bar sotto il mare” forse resta solo un po’ l’amaro, ma dopotutto non credo sia un male.

Ho letto quasi d’un fiato questa sua ultima raccolta di brevi strappi nell’infinito stellato - anche se io credo fermamente che in copertina ci sia una nuvola - e l’ho trovata, se così posso esprimermi, cresciuta, matura. Ora sono obbligato a spiegarmi: conosco e apprezzo l’autore da una decina d’anni, ho letto diversi suoi libri e ho sempre particolarmente apprezzato la sua abilità nel tracciare commenti sociali a rapide pennellate, con una grazia ed una ricerca dell’astrazione che trovo ammirabili ed invidiabili. La maggioranza dei suoi quadretti - e, se pure in maniera maggiore, più enfatica ed articolata, dei romanzi - rappresentano grottescamente, comicamente ed esageratamente la realtà del mondo attraverso, credo, gli occhi del suo gatto. Quello che mi ha spiazzato in questo libro, quello che me l’ha fatto trovare “maturo” è questa palese volontà di non essere comico, di non essere sarcastico, quanto la palese necessità che ha di esserlo.

Il tema fondamentale che sottende un po’ tutto il libro è la solitudine e la tristezza che c’è nella solitudine e credo avrebbe fatto tutto un’altro effetto se sviscerata in un lungo romanzo, ma qui parliamo di racconti di poche pagine, tristi, poetici e bellissimi - toccanti Una rosa rossa e Sospiro, divertente La Strega e dolcemente amaro1 I due pescatori. Centottanta pagine, in cui stanno bene incastonate sferzanti gemme di attualità, agevoli nella lettura, profonde nelle intenzioni e ad ampie campiture commoventi.

Ho solo una nota. Io non ne so molto di calcio ma Benni è un appassionato tifoso del Bologna. Durante un’incontro a Vicenza, nel 2000, in occasione dell’uscita di “Spiriti”, ci accennò al fatto di aver compiuto un grande sforzo nel venirci a trovare per via di un vecchio sgarbo che i biancorossi avevano fatto alla sua squadra. A pagina 108 si fronteggiano due squadre, quella di parte dai colori ignoti contro avversari caparbi, biancorossi e valligiani.

  1. perdonatemi, non l’ho fatto di proposito ma stava così bene…

Dubbi legittimi all’ombra del palcoscenico

scritto da Andrea Franceschini il giorno 11/12/2007

Per sessant’anni si tenta di costruire un teatro che viene infine completato con una spesa di almeno ventisei milioni di euro - non contando i trentasei tentativi precedenti - e raggiungendo sei anni fa l’obiettivo parziale di abbattere una tra le più vivaci dinamiche sociali cittadine, invise all’allora - ed attuale - amministrazione.

Lo stabile risultante è bianco e rosso all’esterno come i colori della città, rosso e nero all’interno come i colori di una nota squadra di calcio, ospita due sale per un totale di milletrecento posti e si propone trampolino per il rinascimento culturale della città. L’entusiasmo della Gerontoklatura1 alla serata di inaugurazione è alle stelle e il principale artefice e promotore dello sforzo comunica soddisfatto che l’impresa è riuscita e il risultato appartiene di diritto alla città e a tutti i cittadini.

Ma i consiglieri comunali di opposizione hanno restituito il biglietto invito all’inaugurazione - motivi di gestione della lista degli invitati, dicono - e un centinaio di rappresentati di un movimento che abbraccia oltre metà della cittadinanza si sono recati a protestare contro questo sperpero di denaro pubblico - d’altronde il Teatro Astra aspettava solo un po’ di amore. Visto tutto questo, spiegatemi: di chi è che è il Teatro Città di Vicenza?

  1. lo so che è urendo, ma mi pareva carino ed esaustivo :)