Dopo mezzanotte
Svegliarsi con gli incubi di algebra è una cosa a cui sto facendo pian piano l’abitudine: oggi mi sono svegliato mentre cercavo di dimostrare che le note musicali sono un gruppo ciclico di ordine 12 – a prescindere dal fatto che non ci sono riuscito. Svegliarsi con cinque ore di sonno e una prospettiva di veglia di diciannove è una cosa che ho messo in conto più di un mese fa. Considerando che ieri avevo talmente sonno che, invece di studiare, sono tornato a casa e ho dormito tre ore prima di andare a guadagnarmi la liquefazione di un mezzo chilo di lipidi.
Visto e considerato tutto quanto esposto, questa mattina mi sono svegliato con la detta dimostrazione in testa, con la netta sensazione di essere in ritardo per il treno delle 7:06 e con quello spiacevole quanto straniante effetto collaterale per cui tu sei in posizione verticale ma il tuo cervello crede ancora che tu sia orizzontale. Mi sono lavato, vestito e preparato il pastone di caffelatte e fette biscottate. Mentre affondavo il cucchiaio per la quarta o quinta volta ho buttato l’occhio all’orologio.
La parte più difficile è stata spiegare ai miei che cacchio ci facevo pronto per uscire alle 3:30…