Tempi che corrono

scritto da Andrea Franceschini il giorno 18/9/2007

Mentre Trenitalia si affanna ad assicurare che tutto va bene (entro 15 minuti) e che si stanno investendo miliardi di euro in quantità tre volte superiore per il trasporto locale su quello nazionale, questa mattina un fulmine ha mandato in crisi per l’intera giornata una delle Centostazioni, con conseguente catafottimento di qualunque genere di linea direttamente o indirettamente collegata, perfino i bus [1].

Col risultato che questa mattina ci ho messo tre ore per fare 30 km [2] e questa sera altre tre: solo che ho dovuto farmi venire a prendere in macchina sennò corcazzo.

Onore e merito al personale che si sbracciava dalle banchine per far circolare i treni, pur con evidenti difficoltà e rischi per la salute. Io ne ho approfittato per conoscere Linus.

  1. E io ci avevo un esame, nel pomeriggio, per fortuna che ho deciso di partire un po’ prima… verso le 9
  2. Con buona pace di chi viaggiava con ritardi di oltre due ore e mezza quando non tre

Non proliferazione

scritto da Andrea Franceschini il giorno 16/9/2007

Novanta testate nucleari sul suolo italiano

Alla faccia dell’accordo di non proliferazione…

fonte: Repubblica.it

Liberi tutti

scritto da Andrea Franceschini il giorno 11/9/2007

Se ne vociferava da qualche giorno ma non ho osato dire niente, poiché da buon cliente AMD/ATI ho imparato ad aspettarmi sorprese non sempre gradite.

Finalmente, quando voci davano già il gruppo per disperso nella nicchia lasciata aperta da SGI, sembra ufficiale che le specifiche dell’hardware ATI saranno rese disponibili agli sviluppatori open source, in modo graduale e ponderato ma completo. Senza odiosi NDA [1] e pastrocchi vari, come già AMD ci aveva abituati con la sua architettura AMD64 - che, lo vogliamo ricordare, è entrata nel mercato prima di quella di Intel [2] garantendo da subito il supporto a Linux e segnando di fatto una milestone importante.

Devo dire che stavo aspettando questa mossa dal giorno che è stato annunciato l’acquisto dei canadesi da parte degli americani, ma ormai la mia fede cominciava a vacillare. Tanto per dire, solo per guardare nel mio giardino, questo porterà driver open per Linux e supporto ad AIGLX [3] indispensabile per far girare Compiz, vista la situazione attuale che costringe ad abbandonare l’accelerazione 3D per far andare XGL.

Il dubbio che la mossa venga per contrastare il sempre più di fatto monopolio di NVidia viene spontaneo, ma chi se ne frega? ATI, le schede, le sa ancora fare. E qua fuori è pieno di gente che può contribuire a migliorarle.

Per dire. Oggi è una bella serata.

  1. Non Disclosure Agreement
  2. l’altro colosso hardware che crede nell’open source
  3. implementazione X11 che fornisce indirect rendering via GLX

GiMP Research Labs: Content-aware image resizing

scritto da Andrea Franceschini il giorno 11/9/2007

Leggo questa mattina che gli sforzi di Shai Avidan e Ariel Shamir hanno visto la luce dell’implementazione libera. Ma di cosa può trattare un argomento dal nome tanto complicato?

Siamo tutti più o meno abituati a ridimensionare le finestre dei nostri browser preferiti e, com’è giusto, ci aspettiamo che i contenuti si adeguino di conseguenza, con grande profusione di sudore e bestemmie da parte dei designer. Ora immaginiamo lo scenario di ricevere dal nostro amico, appassionato di fotografia panoramica, la sua ultima opera: un’immagine di dimensione 10000×1024 pixel che non sta neanche in tre monitor da 24 pollici. Fin’ora abbiamo avuto l’opzione di scorrerla orizzontalmente oppure scalarla e perdere la vista su una strisciolina ormai irriconoscibile.

L’alternativa è ridimensionare la finestra ed aspettarsi che la foto “elimini” le parti poco importanti e tenga solo quelle importanti. Fantascienza? Quei due ce l’hanno fatta, e con un algoritmo piuttosto semplice, tra le altre cose. Ma torniamo al punto centrale: questa cosa è stata realizzata da molte persone in giro per tutto il mondo, tra cui da un italiano sotto forma di plugin per GiMP.

Ora.

È un’applicazione fighissima, dalla dubbia moralità ma dagli insospettabili risvolti pratici. Ma dico.

Con tutta questa profusione di sviluppatori. Con tutta quest’hype attorno a GiMP. Con tutto.

Io mi sono dovuto reinstallare Windows e Photoshop nel portatile per avere un programma con un’interfaccia utente razionale che supporti decentemente la mia tavoletta grafica e i profili di quadricromia. Scribus lo fa, e non è “io voglio spazzare via InDesign dal mercato”! Infatti non è emanazione di Stallman.

La Festa dei Oto

scritto da Andrea Franceschini il giorno 9/9/2007

Qua a Vicenza funziona così: una volta all’anno, in occasione della festa patronale, che a Vicenza coincide con l’armistizio, il borgomastro organizza una sfarzosa cena in centro storico, proprio lungo il decumano massimo, transennandolo e presidiandolo da cima a fondo, a pochi passi da Piazza dei Signori. Per la verità questo è successo “solo” nei sette anni appena passati, quest’anno è andata in modo un po’ diverso [1].

I comitati che si battono contro la costruzione della nuova base Statunitense hanno annunciato che avrebbero manifestato in Piazza dei Signori con pentole, mestoli e accessori vari, col preciso intento di fare rumore e rendere più sgradevole possibile la permanenza dei “pochi intimi [2]” partecipanti alla cena. Dopo lungo titubare, la risposta dell’organizzatore è arrivata:

Il vergognoso atteggiamento arrogante e incivile con il quale il comitato No Dal Molin ha proclamato e ufficialmente annunciato di voler manifestare il proprio odio antiamericano e la propria insofferenza verso le istituzioni democratiche, compreso il presidente della Repubblica, preparando azioni di aggressione, di offesa e di disturbo nei confronti dei vicentini partecipanti alla festa serale della Cena dei Oto in corso Palladio, deve far riflettere l’amministrazione comunale sull’opportunità di non esporre gli autentici vicentini al rischio di subire aggressioni o angherie e di non poter godere in sicurezza e serenamente del diritto di partecipare a una loro tradizionale festa, per la quale, come è nella consuetudine, hanno tutti pagato il biglietto, senza favoritismi.

Tale rischio deriva, purtroppo, dall’impossibilità, comunicataci da parte dei responsabili locali delle forze di polizia di poter tutelare completamente in tal senso i diritti dei cittadini. Il ruolo della polizia di Stato appare, infatti, determinante in tale contesto, essendo impensabile accollare ai vigili urbani il compito di affrontare i manifestanti provenienti da tutta Italia.

D’altro canto, sarebbe ingeneroso colpevolizzare i locali rappresentanti della polizia di Stato degli effetti di una situazione che vede da tempo Vicenza alla mercé di estremisti e manifestanti di professione provenienti da tutta Italia, in virtù di una sovraesposizione certamente strumentale e propagandata ad arte di una situazione locale che sembra inspiegabilmente sottovalutata in taluni ambienti responsabili nazionali. [3]

Ora vorrei che deste un’occhiata a questa foto.

Casalinghe in viale Roma

Dico. Forse figli e nipoti rei di qualche marachella potrebbero trovarle pericolose.

Ma siccome si rischiava di venire smentiti, ecco apparire un tale Alex Cioni (AS) passeggiare attraverso il gruppo per andare in Piazza dei Signori. A seguito di tafferugli a base di spray urticante, botte, polizia e due del movimento finiti in ospedale, si difende dicendo che è la quinta volta che viene aggredito da questi del Presidio. Ah, ma allora è proprio scemo geneticamente, dal momento che per andare in Piazza poteva tranquillamente aggirare la bagarre ed arrivarci tranquillo e illeso. Il dubbio è sorto a tutti riguardo chi gli abbia suggerito proprio quell’itinerario - che è sì il più breve ma insomma…

  1. Vedasi anche la rassegna stampa di Global Project
  2. Circa 350 invitati paganti, accuratamete censiti dai consiglieri speciali di Sua Maestà
  3. I grassetti indicano parti notevoli per falsità, arroganza e/o palese ingenuità nella comunicazione