Cronache della provincia di mezza estate

scritto da Andrea Franceschini il giorno 25/8/2007

La nostra storia si svolge in un paesino di pianeggiante provincia, perfino troppo tranquillo, in cui due sorelle – una studentessa e l’altra aspirante modella – hanno capito che la Mano della Provvidenza bisogna chiamarsela. La studentessa continua a studiare mentre la modella manda alle agenzie il proprio book.

Un sonnolento giorno di mezza estate, il direttore di una di queste agenzie, che aveva recentemente passato qualche guaio con la giustizia, la fa chiamare per un colloquio. Chiacchierano per una buona mezz’ora in cui il direttore deve aver visto qualcosa in questa ragazza, tanto da decidere di aiutarla a sfondare, ma non per i consueti canali dei favori sessuali ai vip. Decide di lanciare la ragazza, e con lei rilanciare l’agenzia, costruendo un caso mediatico. Così manda a casa la ragazza e comincia ad indagare su di lei – con la di lei collaborazione – per scoprire qualsiasi cosa possa servire.

Nel frattempo le due sorelle (ri)scoprono di avere una cugina con cui non avevano mai legato un granché e decidono che magari, per buoni rapporti tra consanguinei, si può anche provare a legarci. Sfortunatamente la cugina viene trovata ammazzata due settimane dopo.

omni_11042293_13190.jpgLa sorella modella subito non capisce ma sa che arriveranno i giornali e le TV. La sorella che studia invece ha capito tutto al volo e ha preparato un bel fascicolo di dichiarazioni pronte per far sapere che lei un giorno farà l’avvocato e in realtà sa già tutto su come si svolgeranno le indagini. Sa quando, come e perché verrà consegnato l’avviso di garanzia al fidanzato della cugina – è un atto dovuto a tutela dell’indagato, legge ai microfoni dai libri di diritto – e si fa fotografare assieme alla modella gemella: “veste alla moda, occhiali scuri e larghi, trucco curato”, diranno i giornali. Mentre tutto vortica attorno ai genitori della giovane economista e al di lei fidanzato che è costretto a scappare, rincorso dai giornalisti che gli chiedono “quali sono state le sue ultime parole”, in una scena penosa rilanciata dal primo telegiornale nazionale, indegna emule delle già più famose immagini di Moore davanti alla Casa Bianca.

A momentanea chiosa, sbarca a Garlasco Fabrizio Corona che, con sprezzo del pudore, della comune pietà e di ogni regola ortografica, va a caccia delle due gemelle per proporgli un servizio fotografico vestite da veline – cachet 10.000 € – che ha già preparato nei dettagli. “Dev’essere una cosa leggera, divertente”.

Io aspetto solo John Woodcock che mi confermi che il mandante è Lele Mora, poi posso mandare a casa Lucarelli.

Il pianeta delle scimmie

scritto da Andrea Franceschini il giorno 25/8/2007

Sembra che in Kenya le scimmie abbiano cominciato a molestare sessualmente le donne, uccidere gli animali e razziare i villaggi con tanto di palo.

Forse possono aver imparato le molestie e le uccisioni dagli uomini, ma mi sa che in Kenya non hanno avuto modo di assistere a rapine in grande stile a cui ispirarsi – a meno di un abile addestratore. Ora, si sapeva che i cercopitechi sono animali intelligenti, ma questo rischia di spostare l’opinione scientifica riguardo il concetto di intelligenza.

Insomma, il vecchio adagio recita “scimmia vede, scimmia fa”.

Soddisfazioni rilevanti

scritto da Andrea Franceschini il giorno 20/8/2007

MorphLog è tra i primissimi risultati di Google per la chiave “fatti, cose“.

Saranno soddisfazioni, eh?

Creazionismo?

scritto da Andrea Franceschini il giorno 20/8/2007

Adnan Oktar è uno scrittore turco musulmano seguace del creazionismo e antisemita. E fin qua.

Un bel giorno quelli di WordPress.com scoprono che i visitatori dalla Turchia non riescono più ad accedere ad alcun blog ospitato dal sito. Fatte le opportune verifiche è uscita una bella storia di censura di Stato e violazione dei diritti umani. Questo Adnan Oktar dev’essere ben potente negli ambienti per aver convinto una Corte giudiziaria ad oscurare interi domini perché i suoi oppositori aprivano blog e scrivevano nefandezze su di lui.

Ma la Turchia non era quella che voleva entrare in Europa, per dire?

Google Web History

scritto da Andrea Franceschini il giorno 19/8/2007

Google vi guarda. Dal 2005.

Non sono uno di quelli che fa allarmismo nei confronti di Google, l’ho sempre ritenuta un’azienda seria, nonostante alcuni scivoloni passati, e tutto sommato hanno quasi sempre meritato la mia fiducia. Poi noto nell’angolino in alto a destra questo link, Web History. Lo apro e ci trovo tutte le mie ricerche dal 2005 in avanti.

Considerando che uso la ricerca di Google almeno una cinquantina di volte al giorno, devo avergli fatto un favore cancellando tutto quanto e dicendogli che non mi interessa sapere cosa ho cercato l’anno scorso in questo periodo.

Nell’ottica del miglioramento del servizio e del giudizio di rilevanza, l’iniziativa di Google è lodevole, ma almeno avvertire della cosa si poteva, eh.