Ultimate Google Analytics Wordpress plugin

scritto da Andrea Franceschini il giorno 30/7/2007

Forse ricorderete che parlavo di come escludere Google Analytics da alcune pagine di Wordpress.

Grazie alla segnalazione di Gio, ho scovato questo Ultimate Google Analytics, un plugin per Wordpress molto configurabile e pare anche molto efficace.

Frullatori di vertici

scritto da Andrea Franceschini il giorno 29/7/2007

Quand’ero da pochi anni sbarcato oltre la soglia della decade, uscì in edicola un corso a fascicoli che insegnava a fare cose con il PC, dalla grafica e dall’animazione - in 2 e 3 dimensioni - passando per un po’ di musica - o forse quello era un corso precedente per Amiga - fino alla programmazione in C, ufficialmente il tutto finalizzato alla creazione di giochi ma sostanzialmente improntato più che altro per stimolare gli avidi appetiti dei tempi che vedevano emergere i primi 486 e Pentium.

Grazie a quel corso non ho programmato in C per lunghi anni, non ho più usato CA-Cricket Paint - ma nel frattempo avevo conosciuto l’amore della mia vita, Photoshop 2.0 che già mi sembrava di larghe misure superiore perfino al blasonato Corel Paint - e non ho più animato in 2D con Animator fino al funesto approccio a Flash.

r2.pngPerò non ho mai smesso di appassionarmi ad Autodesk 3D Studio che avevo imparato ad usare con la R4 per DOS che richiedeva addirittura una scheda video compatibile VESA - che io pure avevo ma il mio monitor non era sempre d’accordo. Ammetto che buona parte della fascinazione derivava dal nome Autodesk che aveva segnato la mia infanzia sulle ginocchia del babbo mentre guardavo avvicinarsi all’infinito uno Space Shuttle in Autocad 10 che girava sul vecchio 286 con grafica Hercules. Fatto sta che 3D Studio era l’unico pacchetto che ero riuscito a procurarmi (ehm) e avevo perfino comprato un libro. Tutti quei film che uscivano in quel periodo, poi - Jurassic Park in testa - hanno contribuito a non farmi abbandonare il campo prematuramente e quindi ho seguito gli sviluppi del 3D attraverso le versioni R4, MAX, MAX 2, MAX 2.5, MAX 5, 6, 7 fino alla più recente. Insomma.

Qualcuno avrà sentito dire che mi si è fuso il computer grosso - e mannaggia, stavo proprio provando il nuovo finalRender per MAX 9 che era appena uscito. Sebbene abbia modellato con MAX 7 anche col portatile - con discreti risultati considerando che lavoravo in treno col touchpad - ho deciso che non mi andava di riavviare in Windows ogni cinque minuti per giocare due minuti con una bestia di quel calibro. Alla fine mi sono deciso e ho installato il frullatore.

Blender è uno dei più sorprendenti progetti open source degli ultimi tempi. Dopo un avvio come software proprietario è stato donato alla comunità che l’ha adottato e l’ha fatto diventare un pacchetto di grafica 3D dalle straordinarie possibilità, dotato di elevati standard qualitativi e un’interfaccia utente terrificante. elephants-dream.jpgNel 2006 è uscito il primo corto 3D open source - di cui sono disponibili modelli e scene - che rivela molte delle potenzialità del programma. Credo sia in arrivo un secondo corto open ma non ne so molto.

La mia reazione, aprendo blender per la prima volta, è stata di totale smarrimento. Ho provato anche Maya e Softimage nel tempo ma non mi avevano mai dato la stessa sensazione. Blender è diverso e ci vuole un po’ per venirci a patti, ma è vero quello che dicono: “quando capisci come funziona l’interfaccia di blender, cominci a desiderare che tutti gli altri programmi lavorino allo stesso modo“. Ci sono alcune scelte che all’inizio mi sembravano poco sensate ma che poi, ripensandoci, ho capito e trovato intelligenti. La parte di modellazione devo ancora esplorarla del tutto - mi sono fatto il “Noob to Pro” ma si arriva solo fino ad un certo punto - e non ho ancora messo piede nel rendering e nell’animazione ma mi aspetto davvero molto. L’unica cosa è dotarsi di tastierino numerico se si lavora su un portatile - per non parlare del mouse, se non avessi avuto la mia fida Graphire 2 non ne sarei venuto fuori, data la cronica penuria di mouse USB in casa mia.

Insomma, tutto il discorso per dire che in questi giorni di svacco ho cominciato ad imparare blender anche se da domani mi tocca rimettermi a studiare le cose serie.

Metropolis pt.2: Scenes from a memory (Dream Theater)

scritto da Andrea Franceschini il giorno 28/7/2007

dt-metropolispt2.jpgI Dream Theater hanno inventato il prog-metal, ed è forse col loro lavoro meno metal che hanno realizzato l’album migliore. “Metropolis pt.2: Scenes from a memory” è uno di quegli album che non si fa rivalutare ad un secondo ascolto: è complesso, organico e per la maggior parte monolitico, va ascoltato tutto d’un fiato o se ne perdono i tratti più sottili e non se ne apprezza la costruzione.

L’album si snoda attorno alla dualità tra la storie di Nicholas, un uomo che si sottopone alle cure di un ipnoterapeuta per capire perché è ossessionato da alcuni incubi che lo rincorrono ogni volta che chiude gli occhi, e la storia di un brutale crimine avvenuto anni orsono. Nicholas apprende molte cose graze alla terapia: conosce Victoria, una ragazza uccisa nel 1928, e realizza che deve scoprire tutta la verità sull’assassinio per riavere la propria pace poiché, come scoprirà più avanti, tra lui e Victoria c’è un fortissimo legame che dura oltre il tempo.

La turba interiore di Nicholas e la sua ricerca della tranquillità fanno da continuo pretesto per l’azzeccatissima alternanza tra i brani, dalle sonorità dure cui i Dream Theater ci hanno abituati a brani più leggeri, come la commovente “Through her eyes” - la cui intro strizza l’occhio ai Pink Floyd - o “The spirit carries on” in cui Nicholas, giunto alla fine della terapia, incontra Victoria presso la sua tomba e realizza tutta la verità sull’assassinio. Deciso a rivelare quello che sa, rincasa e si prepara ad affrontare il sorprendente finale anticipato dall’ultimo brano, “Finally free”.

Amo questo disco ma lo ascolto di rado: lo trovo molto complesso da digerire e alcuni passaggi sono veramente troppo pesanti. È la prima apparizione in formazione per Rudess, che assieme a Portnoy, rende sufficiente un ascolto per due mesi.

Delle moto e dei motociclisti

scritto da Andrea Franceschini il giorno 24/7/2007

Scusate ma non ho potuto farne a meno. :D

Mayor 2.0

scritto da Andrea Franceschini il giorno 23/7/2007

Pensatela come volete, ma secondo me questa è Follia 2.0:

18 luglio - 13.30 - Aggiorno il blog con una immagine che ritrae il mio avatar su Twittermosaic

(dal Twitter di Diego Cammarata, sindaco di Palermo, che mi dicono aver fatto Campagna Elettorale 2.0)